Cammino del nord. Tappa Zumaia – Markina

 Aiuto, fatemi scendere!

cammino del Nord- Zumaia – Markina, ( tappa 3, capitolo 4).

Non dire: “Sono fatto così, sono cose del mio carattere“. Sono cose della tua mancanza di carattere: sii uomo.


(San Josemaria Escrivà de Balaguer



Zumaia – Markina, 37 km10 giugno –Aiuto, fatemi scendere.

Se avessi saputo prima cosa mi aspettava, forse stamattina non sarei mai sceso dal letto. Il tratto che va da Deba a Markina è il più duro del cammino, ma io, a mie spese, l’ho scoperto troppo tardi.
Andiamo con ordine.
E’ domenica mattina e in strada ci sono solo un gruppo di ragazzotti ubriachi che ci sfruculià, ovvero ci punzecchiaseguendoci e indicandoci la strada sbagliata. “peregrino, es por allì…no es por allà”.
Ovviamente li ignoriamo, ma il problema sul percorso da seguire si pone comunque, posto che non c’è nessuna freccia gialla che ce lo indichi. Ad ogni modo sul cammino francese tutto ciò non sarebbe mai accaduto. Finalmente riusciamo a trovare qualche “indizio” per dirigerci verso Deba, ma senza trovare il cammino ufficiale. Infatti per circa 13 km ci tocca camminare su una strada asfaltata e con le macchine che sfrecciano sulla carreggiata. Deba è il classico paese basco che sorge a valle e alla foce di un fiume, ma non abbiamo molto tempo per apprezzarlo.
Purtroppo le indicazioni latitano e ogni passante al quale chiedo informazioni fornisce una risposta diversa. Alcuni addirittura non sanno che qui passa il cammino di Santiago: accidenti, questi baschi sì che sanno tenere un segreto!
Per farla breve, il gruppo finisce per dividersi:  uno sale per il monte Calvario, altri scelgono la strada statale, io opto per il monte Arno. Iniziano così i 24 km, di cui 16 di salita, che separano Deba da Markina. A complicare le cose ci pensa anche la pioggia, sottile ma impietosa. A mettermi a dura prova sono, in particolare, 4 km tostissimi, un vero e proprio muro da scalare. Sinceramente non vorrei nemmeno continuare, ma purtroppo non è possibile fermarsi. Finalmente arrivo sulla vetta, poi proseguo girando attorno alla montagna e inizio a scendere. Ovviamente la pioggia ha prodotto tanto fango, quindi nemmeno la discesa è agevole. Inoltre ci sono dei salti notevoli e le ginocchia vorrebbero abbandonarmi.
Quando arrivo all’albergue dei pellegrini di Markina, la prima persona che incontro è Manolo, il quale mi accoglie con una di quelle risate che solo lui sa regalare. Il giorno prima mi aveva inviato un sms in cui si impegnava ad aspettarci tutti proprio a Markina: mi fa piacere che abbia onorato la parola data. La gentilissima hospitalera, forse solo un po’ troppo “logorroica” per dei pellegrini desiderosi di riposo, ci spiega anche in che bar poter vedere la partita. E’, infatti, il giorno di Italia-Spagna e vederla nei Paesi Baschi ha un fascino particolare. Infatti Manolo si ritrova ad essere l’unico a parteggiare per la roja, posto che, mentre la popolazione locale è apertamente a favore dell’Italia, Cema e Pep – il ragazzo catalano, anche lui indipendentista – si mostrano indifferenti. Esilarante poi è il siparietto tra un cliente locale e il proprietario del bar –  mediante il quale cercano di provocare e, forse, di scovare gli afecionados della Spagna – che alla fine si conclude con la frase “me ne vado, la Spagna me pone nervioso“. Per la cronaca la partita finisce 1 a 1, ma tutto sommato la notizia è per noi di interesse relativo.
Ad attirare la nostra attenzione è, invece, la ricerca di un ristorante.
Quando torniamo all’albergue,  mi dedico alla riparazione del mio zaino, operazione che riesce pienamente grazie ai perni che mi regalano due pellegrini di Valencia.
Tutto sommato anche questa è andata.

Deba voto 6
 Markina voto 5
Albergue parrocchiale: € Donativo
Nota tecnica: la tappa in questione è sicuramente la più dura del cammino del Nord, è consigliato tagliarla in 2 e, possibilmente, iniziare la tappa da Deba. La salita mette a dura prova cuore e gambe, soprattutto in caso di pioggia. Consiglio comunque di scegliere la strada che porta all’Arno o, in alternativa, il Calvario.  Difficoltà: difficile
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Pubblicato da narrabondo

A volte viaggio, altre volte mangio. Di solito respiro. Da quando ho percorso il cammino di Santiago per la prima volta, ho deciso che il mondo è più bello se visto a piedi. Se visito una città, raramente prendo un autobus o una metropolitana. La trovo una perdita di tempo che impedisce di godere appieno del viaggio. Sono nato a Napoli e, anche se ormai vivo lontano, continuo ad amarla profondamente. Conosco la Spagna come le mie tasche, ma continuo a trovare sempre una scusa per tornarci e viverla. Ciò nonostante ogni tanto però fingo di interessarmi a qualche altro paese e ne scrivo. Scrivo pure di roba da mangiare e ristoranti, ma è solo una scusa per giustificare la mia pancia.

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