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Oggi per me è un giorno di lutto.

Oggi è giovedì, giorno della settimana in cui sono solito pubblicare un post, ma nella specie – visto che  è 17 Marzo – ho deciso di rinviare a domani.

Spiego: il 17 marzo 1861 a Torino il re Savoia proclamò – peraltro in francese – l’annessione del Regno delle Due Sicilie al regno di Sardegna e la nascita dell’italia.

Da allora il popolo delle  Due Sicilie non ha perduto solo l’indipendenza, ma ha subito e continua a subire una colonizzazione politica, culturale ed economica che, per quanto mi riguarda, non è più tollerabile.

Se negli anni successivi al 1861 la maggior parte delle imprese furono chiuse, il banco di Napoli fu saccheggiato, interi paesi furono distrutti e decine di migliaia di persone massacrate o deportate; oggi – 155 anni dopo, i Governi coloniali ( di Monti, Berlusconi, Renzi o chi per loro ) continuano ad  adottare politiche discriminanti volte ad impoverire il “Sud” e a farlo rimanere indietro (nelle infrastrutture, nella sanità, nell’istruzione).

E io, detto  semplicemente, sono ancora molto incazzato.

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12 commenti

  1. La dominazione spagnola in Italia (XVI secolo) iniziò il depauperamento del Sud, con conseguenze economiche e sociali mai risolte (la faccio breve).
    L’annessione del 1861 continuò l’opera che i governi repubblicani (la faccio sempre breve) per tornaconto personale non volerlo mai affrontare seriamente.

    Ciao

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    1. In realtà quanto hai scritto vale per il Nord, in particolare per il lombardo-veneto manzoniano, e in ogni caso a partire dal vicereame del XVII secolo.
      Di contro nel XVI a Napoli ci sono stati gli Angioini ( Carlo D’Angio, francese, era il capostipide e spostò subito la capitale a Napoli) e gli Aragonesi ( id est: Napoli, Aragona, Catalogna e comunità valenciana).
      Per questo motivo, nella plurimillenaria storia di Napoli, il Vicereame spagnolo legato alla Castilla fu un fatto minore e comunque con alti e bassi ( i bassi: ci furono con i marchesi sivigliani De Ribera, gli alti con Don Pedro de Toledo).
      Ciò premesso, il punto è che Napoli e il regno delle Due Sicilie sono sempre stati un faro ci civiltà – sia economicamente che dal punto di vista culturale – di cui i dominatori momentanei hanno sempre avuto rispetto, fin quando è arrivato un ladro di cavalli che, alla guida di 1000 carcerati, ha distribuito tangenti – utilizzando monete turche – e si è inventato quell’imbroglio che è la italia unita.

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  2. Io abito in Sicilia, e abbiamo tanto in questa bellissima isola!!Arte, storia, cultura…ma tutto viene quasi insultato da una politica di m…. Scusa il francesismo, ma con me ci sta, visto che sono nata e cresciuta in Francia. Ma i miei antenati, la mia famiglia, la mia vita è qui…dove il sole è di casa. La nostra Italia è diventato il fanalino di coda di un Europa malata e di una politica distruttiva. Narrabondo!! Sono troppo seria adesso. Baci

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