Della pizzeria che ha soppiantato la vecchia “Solopizza” in via Luca Giordano con mille pretese per ora non c’è da essere entusiasti. La margherita – l’unica pizza che bisogna provare per esprimere un giudizio fondato sulla qualità dell’impasto –  per quanto mi riguarda è risultata essere  un vero e proprio straccio moscio piena di pomodoro, ma  fin troppo bruciacchiata.

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E’ una pizza ampia, bella stesa che traborda dal piatto come è nella tradizione del centro storico e come non si è mai usato al Vomero, ma è una pizza che non può essere ricordata  per la bontà. Attenzione, non è una pizza malvagia, ma è comunque un qualcosa che a Napoli può trovarsi in qualunque altro posto senza affannarsi  troppo.

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Il locale è carino – essenziale ma carino – e i televisori permettono di vedere anche le partite del Napoli senza tuttavia disturbare chi della partita se ne disinteressa. La sua posizione al lato del teatro Diana, inoltre, ne fa un luogo privilegiato per mangiarsi “una cosa” prima dello spettacolo. Il personale, tuttavia, risulta essere un po’ frettoloso e scorbutico anche quando è una serata tranquilla e ci sono pochi tavoli occupati. Una circostanza  anomala quanto antipatica che può rovinare l’attesa.mik5

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Relativamente al menù d’asporto, mi sento poi in dovere di dire che i prezzi per una margherita e per una marinara sono eccessivi e non in linea con quelli delle altre pizzerie della zona.

In sintesi ci si può pure andare, ma non è posto da ricordare.

Non la consiglio

Arredamento:  7

Pulizia: 8

Gentilezza del personale: 6

Cibo: 7

Prezzo: 6

Voto complessivo:  6,5

 

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Pubblicato da narrabondo

A volte viaggio, altre volte mangio. Di solito respiro. Da quando ho percorso il cammino di Santiago per la prima volta, ho deciso che il mondo è più bello se visto a piedi. Se visito una città, raramente prendo un autobus o una metropolitana. La trovo una perdita di tempo che impedisce di godere appieno del viaggio. Sono nato a Napoli e, anche se ormai vivo lontano, continuo ad amarla profondamente. Conosco la Spagna come le mie tasche, ma continuo a trovare sempre una scusa per tornarci e viverla. Ciò nonostante ogni tanto però fingo di interessarmi a qualche altro paese e ne scrivo. Scrivo pure di roba da mangiare e ristoranti, ma è solo una scusa per giustificare la mia pancia.

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