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Sono stato in questo  bar-ristorante  in una serata infrasettimanale di fine maggio per verificare se  è possibile cenare decentemente anche nel cuore della movida napoletana. La struttura è molto curata e si sviluppa su tre salette. Le prime due sono adornate da bottiglie, oggetti vintage e tavole da surf, l’ultima invece è destinata  alle persone che vogliono starsene tranquille bevendo qualcosa su uno dei divanetti. Le premesse positive vengono, tuttavia, smentite appena ci si siede al tavolo e si ha a che fare con un personale apatico e quasi scocciato. Il menù mette in bella mostra la bravura del suo chef Carlo Spina, inducendo il cliente a spendere volentieri 13 euro per un “panino gourmet” ( come si usa dire oggi abusando non poco del termine) a base di chianina e cipolla. Ciò nonostante l’attesa, durata oltre 20 minuti, non è stata per nulla all’altezza di un prodotto rivelatosi subito abbastanza anonimo. Di contro la tartarre di tonno riesce a salvarsi, ma senza lasciare di sé un ricordo immemorabile. C’è poi da dire che il menù offre un florilegio di birre molto ampio, ma di quelle indicate io non ne ho trovata quai  nessuna, cosicché mi sono dovuto accontentare di una birra nazionale: sarà mica il caso di aggiornare il menù con l’offerta effettiva?

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Il conto, manco a dirlo,è assolutamente spropositato ed eccessivo persino per la zona, comunque di lusso, in cui si trova. Di fatto bar-bar Kichen  si è rivelato essere un localino essenzialmente molto scenografico, ma del tutto privo di sostanza e adatto solo per chi vuole apparire senza essere. In sintesi lo consiglio limitatamente per bere qualcosa in piedi o seduti con qualche pizzetta o un tagliere di salumi, ma la cucina è del tutto evitabile se non siete dei chiattilli locali.

Arredamento:  8

Pulizia: 7

Gentilezza del personale: 4

Cibo: 5

Prezzo:  3

Voto complessivo:  4

bar

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Pubblicato da narrabondo

A volte viaggio, altre volte mangio. Di solito respiro. Da quando ho percorso il cammino di Santiago per la prima volta, ho deciso che il mondo è più bello se visto a piedi. Se visito una città, raramente prendo un autobus o una metropolitana. La trovo una perdita di tempo che impedisce di godere appieno del viaggio. Sono nato a Napoli e, anche se ormai vivo lontano, continuo ad amarla profondamente. Conosco la Spagna come le mie tasche, ma continuo a trovare sempre una scusa per tornarci e viverla. Ciò nonostante ogni tanto però fingo di interessarmi a qualche altro paese e ne scrivo. Scrivo pure di roba da mangiare e ristoranti, ma è solo una scusa per giustificare la mia pancia.

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1 commento

  1. La gentilezza dovrebbe essere alla base di tutto, poi sta al cliente giudicare il valore del piatto a livello di sapore e di prezzo.
    Ma la maleducazione mette ‘out’ qualsiasi locale.

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