Iniziamo questa recensione sulla bontà del Capo illustrando l’unico aspetto positivo della  serata agostana trascorsa in questo locale: grazie al cielo, il tavolo che avevo prenotato almeno c’era!

frittura

Non c’erano invece le sedie, oggetti che il mio gruppo ha dovuto richiedere e aspettare per oltre 15 minuti. Dopodiché, dopo esserci riusciti ad accomodare, abbiamo provato a chiedere un menù, ma anche nella specie abbiamo dovuto aspettare non poco. Non vi dico poi quale è stata l’attesa per ordinare. Quando  il cameriere tomo tomo e cacchio cacchio – dopo averci fatto attendere ben 40 minuti .  si è  avvicinato al nostro mesale per ricevere le  ordinazioni, ha esordito  con queste parole: “beh, facciamo una cosa veloce eh…”

E così tutti i commensali, imbufaliti dalla tragicomicità della situazione testè esposta, hanno deciso di berci su e sono stati concordi nel richiedere un paio di brocche di vino, che – purtroppo – non sono arrivate né alla prima, né alla seconda, né alla terza richiesta, ma addirittura al quarto sollecito, ma purtroppo senza bicchieri necessari.

Cosicché abbiamo sfogato la nostra rabbia sui primi, ma neanche questi erano tutto sommato granché. Invero, se devo dirla tutta, il menù è troppo vasto ed è per forza di cose ingestibile.

“Che vuoi farci! Quando vai alla polisportiva, devi prenderla con ironia”, ha cercato di smussare uno dei commensali. Sarà, ma io un locale gestito  in maniera così pedestre  – in cui camerieri i piatti quasi te li tirano addosso – non l’ho visto nemmeno nella trasmissione “cucine da incubo” e dubito che vi tornerò.

Del resto non è un caso che, sebbene questo ristorantino sia perennemente strapieno, di fatto è frequentato quasi esclusivamente dagli stranieri materialmente prelevati dagli alberghi ( e poi riaccompagnati con il pullmino)  che si divertono con le serate musicali organizzate da questo locale senza curarsi poi tanto né del cibo, né della forma.

E in fondo se questo è il target, è bene esserne coscienti prima di decidere dove trascorrere una serata.

SERVIZIO 0

AMBIENTE 7

CIBO 5

PREZZO 7

VOTO COMPLESSIVO 4frittura.jpg

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Pubblicato da narrabondo

A volte viaggio, altre volte mangio. Di solito respiro. Da quando ho percorso il cammino di Santiago per la prima volta, ho deciso che il mondo è più bello se visto a piedi. Se visito una città, raramente prendo un autobus o una metropolitana. La trovo una perdita di tempo che impedisce di godere appieno del viaggio. Sono nato a Napoli e, anche se ormai vivo lontano, continuo ad amarla profondamente. Conosco la Spagna come le mie tasche, ma continuo a trovare sempre una scusa per tornarci e viverla. Ciò nonostante ogni tanto però fingo di interessarmi a qualche altro paese e ne scrivo. Scrivo pure di roba da mangiare e ristoranti, ma è solo una scusa per giustificare la mia pancia.

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2 commenti

  1. Io non sopporto dover attendere a dismisura in un locale.
    La scenza peggiore mi capitò nientepopodimeno che a Parigy, lungo i campi elisi, in un localino all’aperto abbastanza alla moda.
    Sono pressoché certo ci abbiano boicottati perché italiani.
    Ciao.

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