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Caro Vincenzo De Luca, adottami.

I lettori del Narrabondo vorranno scusarmi se, per una volta, non scriverò di viaggi o di cibo, ma le cronache degli ultimi giorni richiedono di fare un appello personale che non posso proprio rimandare.

Come ben saprete,  Roberto De Luca – il figlio trentatreenne  del presidente della regione Campania –  si è dovuto dimettere dal ruolo di assessore al bilancio del Comune di Salerno.

A far scaturire questa decisione sarebbe stata l’indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Napoli – in seguito ad un servizio di Fanpage –  che lo vede sottoposto a procedimento penale per il reato di corruzione.

Non voglio entrare nel merito della vicenda, né francamente mi interessa.

De Luca padre sostiene che Robertino sia una persona capace e in grado di fare l’assessore al bilancio del Comune di Salerno e io non ho alcun motivo per dubitarne.

Tantomeno ho elementi per dubitare delle capacità di Piero, l’altro figlio di Vincenzo, che,  a soli 37 anni e senza aver mai amministrato un condominio, si è meritato la candidatura in posizione blindata alla Camera dei Deputati. nel collegio di Salerno

Di lui so solo che ha avuto qualche altra disavventura giudiziaria e che, peraltro, è stato bocciato all’esame di avvocato, si è visto accogliere il  ricorso davanti al Tar  di Salerno e che, caso più unico che raro, l‘avvocatura dello stato (di Salerno) ha ritenuto di non impugnare detto provvedimento davanti al Consiglio di Stato; con ciò evitando a Piero un probabile rigetto del suo ricorso, visto che, per giurisprudenza consolidata,  il Consiglio di Stato è solito rigettare  praticamente (quasi) tutti i ricorsi relativi  all’esame di avvocato.

Sia Roberto che Piero sono sicuramente persone capaci,  effettivamente più capaci dei figli degli altri  ( quelli che, per inciso, emigrano o stanno a casa a contarsi le dita!), e meritano di bruciare tutte le tappe  del cursus honorum per svolgere funzioni che siano congrue alle loro indicibili capacità.

Solo che anche io mi ritengo una persona capace e, mentre penso a quello che mi attende nella settimana che sta per iniziare, mi convinco sempre più di meritare un posticino nel mondo al pari di Pierino e Robertino ( di cui, peraltro, sono coetaneo).

Per questo motivo, bando alle ciance, chiedo al Presidente Vincenzo De Luca da Salerno di adottarmi.

Presidente, mi stia a sentire,

certifichi le mie capacità e mi candidi.

Mi accontento di poco.

Per me va bene qualsiasi assessorato o uno scranno  da schiacciabottoni assieme ad altri peones sconosciuti.

Ci faccia un pensierino.

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