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Verona in tour, cosa vedere in un giorno

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Uno scorcio di piazza Bra lungo il Liston

Verona per me è come un acquarello impressionista  dai contorni sfocati e dalle pennellate nette ma delicate in cui i paesaggi vengono prediletti rispetto alle persone. Spesso accoglie con una pioggerellina fina fina e un freddo gelido di certo non compensato dai pochi passanti che girano in strada già dopo le 8 di sera. Le signore impellicciate, i pochi sorrisi e il silenzio dominante descrivono appieno la provincia padana e rendono questa cittadina circondata dalle montagne tanto lontana emotivamente quanto è vicina geograficamente a Venezia e Mantova.

Infatti, se Mantova è un violino e un contrabbasso che risuona nelle strade  e Venezia è assolutamente swing, Verona non concede mai alcuna nota se non nell’Arena quando inizia la stagione della lirica.

Il giro turistico di Verona non può che iniziare passeggiando lungo il Liston a piazza Bra, il ritrovo in cui storicamente si è sempre ritrovata la borghesia veronese e che oggi è caratterizzato da bellissimi lampioni antichi, e osservando la fusione perfetta tra testimonianze di epoche  diverse.

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L’Arena di Verona, che –  dopo il Colosseo, l’arena di Santa Maria Capua Vetere e di Pozzuoli in Campania – è l’anfiteatro più grande esistente. D’estate vale la pena andare a qualche concerto di musica lirica

L’Arena, infatti,  è solo la più rappresentativa e antica struttura della piazza e affascina l’avventore allo stesso modo in cui lo fanno palazzo Barbieri, la Gran Guardia e i “pastellati” palazzi nobiliari costruiti tra il ‘400 rinascimentale e il ‘700 veneziano ( farne l’elenco coi nomi lascia il tempo che trova).

 

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Ancora il Liston di piazza Bra, dove rinascimento e ‘700 veneziano si fondono perfettamente.

 

Dopodiché si deve per forza di cose percorrere via Mazzini, la via dello struscio per eccellenza, e arrivare fino  alle piazze dei Signori e delle Erbe.

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Piazza delle Erbe vista dalla torre dei Lamberti

 

Qui i ricordi personali della “mia” Verona iniziano a schiarirsi e in un continuo flashback le nuove immagini fissate sulle mie pupille iniziano a fondersi con le mie visite passate. Così, mentre cammino,  ripenso  alla mia  prima volta al mc donald’s assieme ai miei genitori perché ogni altra bettola per cenare era già chiusa alle 10 di sera,  a quando cercai Montillo davanti all’Arena perché si era perso, alla guida  della gita scolastica che ci spiegava ogni angolo di  piazza delle Erbe e a me che rimanevo colpito dalle scritte della casa di Giulietta e davanti al panorama del ponte Scaligero.

Presente e passato, mentre visito di nuovo Verona, si  sovrappongono in ogni angolo da cartolina della vita, a conferma che – come scrisse  il napoletano Luigi Settembrini – “la nazione consiste in una comune eredità ricca di ricordi e nel desiderio di farla rivivere”; con ciò evidenziando che la cultura va intesa come un florilegio di emozioni che si fondono in un’unica sintesi.

 

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Particolare di piazza delle Erbe, dove una volta c’era il mercato. Purtroppo qui oggi si vendono solo cianfrusaglie per turisti.

 

Tornando a noi,  sappiate che piazza delle Erbe è la più antica piazza di Verona.

Qui anticamente sorgeva addirittura il foro romano e, fedele alla sua funzione economica e politica, nel medioevo – quando assunse l’aspetto attuale – continuò  ad essere un ritrovo per mercanti e politici ( a conferma del fatto che storicamente queste due categorie sono sempre state molto a contatto).

Il Iato ovest è chiuso da palazzo Maffei con varie statue degli dei della mitologia classica,  quello sud dalla Casa dei Mercanti, quello nord-ovest dal Campidoglio romano e quello nord  dal palazzo del Comune, dalla Casa dei Giudici, dalla Torre dei Lamberti e dalle Case dei Mazzanti.

Ecco, riuscite a immaginare  che proprio qui, fino al 1951, ci passavano i treni?

Roba da non crederci.

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In fondo il Duomo di Verona

Accanto a piazza delle Erbe vi è poi piazza dei Signori, nota anche come piazza Dante per via della statua del Sommo poeta da cui viene connotata, in cui spicca il palazzo della Ragione – dove storicamente avevano sede i notai  – e da cui si può accedere alla torre Lamberti.

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Ingresso di palazzo della Ragione

In questa piazza vengo colpito anche da una antica iscrizione con una fessura a forma di bocca su cui è scritto:  “denunzie segreti contro usurari e contratti usuratici di qualunque sorte”, segno che già in epoca comunale e rinascimentale a Verona era possibile denunciare l’usura, perdipiù anche in forma anonima.

Salire sulla  torre dei Lamberti, per il resto,  è il modo migliore per godere di una delle migliori viste sulle testé citate piazze.  Salirci in inverno significa provare più di un brivido per il vento gelido che soffia senza una direzione precisa, ma anche per l’emozione regala agli occhi. Si vede persino il Duomo!

Accanto alla piazza dei Signori vi sono poi gli archi Scaligeri con l’adiacente prefettura e poi, non lontana la casa di Romeo.

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Il famoso balcone della casa di Giulietta

E’, tuttavia, la casa di Giulietta in via cappello 23 a meritare una sosta. Il celebre balcone da cui si affacciava è oggi lo scenario per centinaia di ragazzini in gita scolastica e di avventori che lasciano un proprio segno sui muri. Gli appartamenti, che si sviluppano su tre piani, riportano qualche citazione di Shakespeare e qualche incisione medievale. Nulla di particolarmente interessante, se non fosse per il balcone da cui affacciarsi.

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Castelvecchio, alle sue spalle l’omonimo ponte

Ciò detto, una volta  ritornati verso il centro, riaffacciamoci in  piazza delle Erbe, entriamo in via Cavour e attraversiamo la porta dei Borsàri, la più bella della città, da cui – in pochi passi – possiamo arrivare a Castelvecchio e salire sul ponte Scaligero per fruire di un’altra vista romantica  sull’Adige.

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Interno della Chiesa di Santa Anastasia

La passeggiata può poi proseguire verso la splendida Chiesa di Sant’Anastasia, per me la più bella di Verona in assoluto.  Qui i colori e le scritte delle botteghe riportano all’epoca comunale piuttosto che al rinascimento o addirittura agli anni ’30.

Se si chiudono per un attimo gli occhi mentre passeggiamo per Corso Sant’Anastasia, possiamo immaginare indifferentemente i rumori delle carrozze coi cavalli piuttosto che di una balilla che suona il clacson.

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Caratteristica salumeria di Verona

Vi dirò: viaggiare nel tempo è sempre una esperienza meravigliosa!

Addentriamoci poi al “quartiere delle Chiaviche”, ovvero in una serie di strade dedicate alla chiavica – diamine, i veronesi lo sono pur sempre! –  e spingiamoci  fino al magnifico Duomo.

Attraversiamo poi il ponte di Pietra e spingiamoci sull’altra riva dell’Adige. Qui siamo ai confini della città e possiamo ammirare a destra il teatro romano con il museo archeologico ( sinceramente evitabile) e il palazzo Giusti coi giardini, a sinistra il castel San Pietro su cui si può arrivare  anche grazie ad una piccola funicolare.

Spostiamoci poi sull’altro lato del centro storico per visitare la tomba di Giulietta ( anche questa evitabile) e  la antichissima Chiesa di San Fermo, eretta nel V secolo dove un secolo prima San Fermo e San Rustico subirono il martirio ( altra Chiesa di Verona molto bella  è poi San ZENO, ma ha la sfortuna di essere fuori dal centro e per arrivarci bisogna percorrere almeno due km!).

Durante un soggiorno a Verona, anche di un solo giorno, probabilmente passeremo e ripasseremo in varie volte della giornata nei luoghi testé descritti. Di giorno li ritroveremo affollati da turisti, di sera molto più malinconici e desolati.  Ogni volta  vivremo sensazioni diverse, ma difficilmente ci stancheremo.

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Archi scaligeri. Sullo sfondo la prefettura

Ci stancheremo piuttosto della freddezza dei Veronesi, che spesso sfocia nella maleducazione, e della loro mancanza di sorrisi.  Magari vi capiterà, come è capitato a me, di non ricevere risposta davanti ad una  garbata richiesta di informazioni o di essere arronzati al ristorante, ma tant’è…la provincia veneta è anche questo e magari sono io che sono abituato ad altre realtà.

Informazioni utili:

  • Biglietto Chiese: con 6 euro si possono visitare il Duomo, San Fermo, Sant’Anastasia e San Zeno. Fatelo, conviene!
  • Il biglietto per la funicolare costa 4 euro ed è solo andata/ritorno.
  • Il biglietto per la casa di Giulietta è di 6 euro, se ci aggiungete un euro in più visitate anche la tomba di Giulietta.
  • Il biglietto per la torre dei Lamberti è di 5 euro.
  • Il biglietto per l’Arena è di 10 euro.
  • Con la Verona Card potete visitare tutti questi monumenti con 19 euro.

Cosa e dove mangiare a Verona.

Sinceramente la gastronomia di Verona non mi ha entusiasmato. Lo street food è del tutto inesistente e spesso offre piadine oppure pessime pizzette ed altrettanto pessimi arancini a prezzi spropositati. Il reparto pasticceria è più dignitoso, ma alquanto limitato. Famosa è la torta russa, a base di pasta di mandorle, chiamata così perché ricorda la forma di un colbacco. Tra le pasticcerie da tenere sott’occhio vi è la pasticceria Barini, praticamente al lato di piazza Bra,  e la pasticceria Flego vicino Sant’Anastasia. Ciò premesso, anche i ristoranti sono stati sotto le aspettative. Se la trattoria alla Colonna, molto frequentata dai veronesi e famosa per la cotoletta, è stata per me una delusione totale, posso dire che l’osteria Giulietta e Roma e l’osteria del Duca ( che appartengono allo stesso proprietario) consentono di provare qualcosa di tipico a buon mercato. Non aspettatevi però chissà cosa! Di tipico ci sono i bigoli con il ragù d’asino, i tortelli di zucca ( tipici della vicina mantova), la carne di cavallo, i bolliti, ovviamente la polenta coi funghi e il lesso con la pearà. Quanto ai vinerie, il discorso invece cambia. In questo caso Zampieri la mandorla fa al caso vostro.

 

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