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Povero Emilio Di Marzio, trombato ancora una volta alle elezioni.

Emilio Di Marzio è un esponente del Pd che ha avuto il suo breve momento di notorietà quando ha commentato il triste fatto di cronaca che ha visto un gioielliere uccidere un rapinatore con un laconico post su facebook il cui concetto era riassunto nella frase “uno di meno” ( salvo poi opportunamente cancellarlo).

Lo ha fatto non da uomo della strada, ma da politico candidato perdipiù laureato in giurisprudenza ( sic).

E’ “pittelliano”, ci tiene a far sapere di venire dalle periferie, ma è altresì un uomo che – con notevole e motivata umiltà –  va molto fiero del suo curriculum e del suo stile ricercato nel vestire. Frequenta i circoli esclusivi della Napoli bene, i ristoranti costosi e viaggia tantissimo, soprattutto a Bruxelles ( come ogni vero socialista “pittelliano” che si rispetti!). Per questo è stato genialmente definito dal blog stylo24 “dandy democrat”.

Orbene, benché fosse candidato  addirittura in posizione n. 3 con il ( fu) partito più  grande d’Italia in un collegio molto esteso,  storicamente di sinistra, che va dal nolano, attraversa il vesuviano  e arriva fino alla penisola sorrentina ( territorio in cui il Di Marzio non risiede e che probabilmente, essendo stato “calato” dal partito, conosce da turista!), è stato capace di portare il Pd al minimo storico, addirittura  6 punti percentuali al di sotto del dato nazionale.

Vi chiederete: e mo se ne sta a casa?
No, purtroppo no.

Benché non goda del “paracadute” come la Fedeli, Minniti e purtroppo Piero De Luca, il partito  – che è al potere in Campania – di certo gli riconoscerà il giusto tributo per l’impegno.

E’ stato  infatti già portavoce del presidente della giunta della Campania Vincenzo De Luca a 15.000 al mese ( per maggiori informazioni rinvio all’articolo  tweet a peso d’oro e al decreto presidenziale 124/2015 della Regione Campania ) ed attualmente, sempre per volere di De Luca, è membro del consiglio di amministrazione del Teatro Stabile di Napoli.

E’ quindi una persona molto vicina al presidente della regione e alla dirigenza del partito.

Ciò nonostante non risultano sue dichiarazioni in merito allo scandalo che ha travolto Roberto De Luca,  il minore dei figli del presidente,

Anzi, quando Piero De Luca  – il maggiore dei figli del Presidente – è entrato nella segreteria del partito,  Emilio Di Marzio è stato tra i primi a spendersi per  difenderlo e rivendicarne le competenze.

Eppure l’elettorato  ha dimostrato di non avallare questa posizione “scomoda” e ha anzi voluto pesantemente e clamorosamente umiliare sia  Di Marzio nel collegio di Campania 2 che Piero De Luca a Salerno.

Solo che – a differenza di Di Marzio – quest’ultimo sarà comunque parlamentare in quanto “ripescato” dal listino bloccato a Caserta.

Si sa, i figli vengono sempre prima dei portavoce.

E’  la meritocrazia secondo il piddì e bisogna starci nel bene e nel male, baby!

N.B. Ascoltate questa intervista, è molto indicativa dello stile, degli atteggiamenti, dei contenuti e dello spessore del personaggio.

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5 commenti

      1. Ovviamente passerò a leggerti. Per ora chiudo la rubrica politica e torno a parlare di viaggi ( che è meglio). Se l’ho fatto, è solo perché ci tenevo ad evidenziare un paio di cose 🙂

        Piace a 1 persona

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