Ricordi

Le mie gite scolastiche

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Un autogrill nei dintorni di Genova…in fondo a destra Napoleone Bonaparte

Quanto segue è solo  il ricordo sbiadito di qualcosa che è avvenuto troppi anni fa e  ha la mera finalità di sottrarre al definitivo oblio le imprese compiute da una classe qualunque in gita scolastica.

Chiunque entri in possesso per puro caso del materiale sottoriportato è pregato pertanto di distruggerlo immediatamente e di non fare menzione con  chicchessia delle informazioni di cui verrà a conoscenza in prosieguo.

Le gite scolastiche – si sa – sono sempre fonte di grande ispirazione per una mandria di ragazzi in libera uscita. Per me, che sono sempre stato un amante dei viaggi, sono state soprattutto l’occasione per visitare e conoscere un pezzetto di mondo in più, ma confesso che a volte anche io mi sono fatto trascinare dal clima goliardico e ho partecipato ad operazioni che lambiscono l’ambito penale.

Il fato, infatti, ha voluto che tra i miei compagni di classe ci fosse Fabio, un personaggio surreale che probabilmente era scappato dal cast del Mago di Oz ed è stato per cinque anni il mio compagno di banco dalla “seconda ora in poi”.  Discutendo ultimamente con lui  mi è sorta l’idea di provare a ricordare qualche aneddoto sfizioso occorso in gita scolastica, ma – mentre ci penso – mi rendo conto che in ogni episodio c’è sempre lui che ruba la scena.

  • In valle D’Aosta

La prima gita che facemmo è stata in quinta ginnasio ed è stata in Valle d’Aosta.

Siccome la nostra scuola aveva la convenzione con un ristorante in cui si mangiava uno schifo – si chiamava Chez Germain e da tempo risulta chiuso definitivamente per motivi che non fatico a comprendere –  una sera me  scappai via assieme ad un altro gruppetto e me ne andai in un Mc donald’s ( allora  c’era il mito del Mc Donald’s!). Quando tornammo davanti allo Chez Germain, dove nessuno si era accorto della nostra assenza, trovammo il preside della scuola intento a mangiarsi anche quelli che dovevano essere i nostri piatti.

Sempre in Valle D’Aosta, precisamente a Courmayeur, fui braccato dal preside – sempre assieme a Fabio  –  perché avevamo in mano due barattoli di fonduta appena comprata che, con nonchalance, provò a a farsi regalare.

  • In Veneto

In seconda liceo fu la volta del Veneto.
Due sono gli episodi che ricorderò sempre:

1)  La professoressa Smeraldo – detta Titina Demon – che vaga per i corridoi dell’albergo impedendo a chiunque di uscire dalla propria stanza e Fabio che, per vendetta, si cala da una finestra, arriva nella hall dell’albergo, fa scattare l’allarme antincendio e poi fugge via prima dell’arrivo della polizia.  Per punirlo, ovviamente mantenendo l’omertà all’esterno del gruppo, gli facemmo fare  una doccia vestito contro la sua volontà;

2) La quantità di cibo che io riuscì ad ingurgitare.

In quella gita avevamo una convenzione con una catena veneta di ristoranti self service che era presente a Padova, Vicenza e Verona.
Ebbene,  per mangiare, ogni studente aveva a disposizione una card giornaliera da consegnare all’ingresso di ciascuno  di questi ristoranti self service in modo da poter passare al bancone con un vassoietto ed essere servito. Solo che il mio prode compagno rubò decine di cards e mi consentì di mangiare più volte nello stesso ristorante.
Praticamente entravo nel locale, prendevo il cibo, mi accomodavo, mangiavo, finivo, poi uscivo, rientravo e ricominciavo l’iter ricevendo anche le scuse del personale perché – poverino – risultavo essere tra gli ultimi ad arrivare ed era rimasta poca roba.

A dire il vero del Veneto ho anche un terzo ricordo: gli applausi che ricevevamo io e Fabio ogni volta che arrivavamo sull’autobus della scuola. Infatti, per colpa del mio compagno, arrivavo sempre in ritardo agli appuntamenti e, in mancanza di noi due, l’autobus non poteva ripartire. Solo una volta – a Padova – mi scocciai di aspettare e lo mollai per la strada dirigendomi verso l’autobus. Sennonché dopo 10 minuti si iniziò a diffondere la notizia che un ragazzo della scuola era stato investito da una macchina e io, sentendomi in colpa, iniziai a pensare che fosse coinvolto proprio Fabio ( sì, un po’ gli facevo da badante). Finché, dopo 40 minuti circa di attesa, scoprì che non era lui il soggetto investito, visto che salì sull’autobus  con indosso il suo cappello leggendario e –   sgranocchiando qualcosa tra i denti, nonché tra la sorpresa generale – disse:  “che succede, amici?”

  • A Barcellona

L’ultimo anno fu la volta della famigerata gita a Barcellona. Siccome la professoressa quequera di filosofia aveva paura dell’aereo, dovemmo prima arrivare in autobus fino a Genova, dopodiché prendemmo una piccola nave da crociera che ci portò fino a Barcellona.

Fu un viaggio estenuante, ma per alcuni anche estremamente proficuo:  tutti gli autogrill che videro stazionare il nostro autobus furono barbaramente razziati da una spietata teppaglia di ultras in trasferta che rubò tutto ciò che era possibile rubare.

Sulla nave da crociera ebbi modo poi di conoscere la rivelazione di quella gita: un ragazzo esterno alla nostra scuola che si era intrufolato tra di noi grazie alla parentela con un segretario amministrativo e che era in grado di conoscere chiunque con una facilità disarmante.  A tal punto che chiamava  tutti i camerieri “zio” facendomi mangiare gratis ( sì,  è un modo semplice per conquistarmi…) e allo stesso modo   a Lloret de mar mi faceva entrare  gratuitamente nelle discoteche.

Di quella gita, per la stessa ragione, non ho una sola foto con una persona da me conosciuta.

Ah sì, ricordo anche  che  il buon Fabio  si dimenticò per ben due volte la borsa sia alla casa di Dalì a Figueras che al museo di Picasso e costrinse, per questo motivo, l’autobus a tornare altrettante volte  indietro per recuperare i suoi oggetti personali, ma anche per questo  motivo – se non erro – fu punito come meritava.

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4 commenti

  1. In effetti le gite scolastiche – almeno quelle che abbiamo fatto con la mia classe – erano sempre dei viaggi della speranza: autobus scassati, hotel che non vedevano un ospite da anni… In particolare ricordo i pasti in locali dove si potrebbero girare tante puntate di Ristoranti da Incubo!
    Ma Fabio che fine ha fatto, vi frequentate ancora?

    Mi piace

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