Belgio

Il Belgio in 4 giorni. Le Fiandre.

Il Belgio  innanzitutto è la patria dei fumetti.

Lucky Luke, Tin Tin e i puffi sono nati tutti qui e a Bruxelles non solo esiste un museo del fumetto, ma c’è addirittura un quartiere con murales che rappresentano i fumetti più svariati. C’è anche Asterix, il mio fumetto preferito.

Ah, non ve ne frega nulla?

Benissimo, allora ricomincio daccapo :

Bruxelles esiste una statua di 50 centimetri che rappresenta “un bambino che fa la pipì”. I belgi ci tengono talmente alla sua cura che gli cambiano i vestiti continuamente organizzando per l’occasione una parata.

Ah, nemmeno questo vi interessa? Accidenti.

E vabbè, non c’è problema.

In Belgio il piatto nazionale è cozze con le patatine fritte,  ci sono 1500 tipi diversi di birra,  si producono ogni anno 172.000  tonnellate di cioccolato e ci sono i waffle, una cialda croccante a forma quadrata ricoperta di cioccolato fuso

Scommetto che questo vi ha interessato, ma non vi ho ancora convinto.

Allora, famo a fidasse e statemi a sentire: le Fiandre sono belle! Visitarle è come entrare a occhi aperti in una fiaba da contorni e dai colori non ben definiti. E’ una terra ricca di storia e di tradizioni, insomma ha molto da dire.

Certo, sono un po’ care,  il sole si fa desiderare, ma offrono una organizzazione perfetta e, volendo, possono essere visitare anche in un week end lungo di 3/4  giorni.

Ora ve lo illustro in dettaglio, ma prima consentitemi di ribadire che questo non è un blog per cretini. Qui non troverete frasi del tipo “cose da fare a Bruges: fotografare”

Vi giuro che l’ho letto!

Ho letto alcuni travelblogs cretini che,  per allungare il brodo, scrivono in che punto bisogna fare una fotografia. Io non ho la pretesa  di comandare a distanza chi mi legge e ordinargli il momento esatto in cui deve fare una fotografia, per cui vi dico: la foto scattatela dove vi pare!

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Bruxelles – cosa visitare in 2 giorni

Ciò premesso, il centro di Bruxelles è di un’eleganza straordinaria.  Per questioni di orgoglio nazionale e rivalità è meglio non fare paragoni con la vicina Francia, ma è indubbio che qualcosa in comune c’è.  Per visitarla immaginiamo una retta sulla mappa  e focalizziamoci sulle tre stazioni ferroviarie presenti ( la nord, la centrale e la sud). Ognuna dista  dall’altra circa un km e mezzo e ci sarà utile sia per visitare la città che per spostarci altrove.

Quella centrale ( la gare central) è vicinissima alla cattedrale San Michele e Santa Gudula, una stupenda Cattedrale gotica che lascia di stucco per l’imponenza.

Dopodiché bisogna spingersi  verso il cuore pulsante della capitale Bruxelles, attraversando la cosiddetta isola sacra (L’llot sacré),  caratterizzata da palazzi e negozi di cioccolata elegantissimi, nonché dalla galleria di Saint-Hubert, una struttura di 200 metri costruita a metà ottocento.

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La passeggiata consentirà di arrivare naturalmente alla Grand Place, il cuore pulsante della città.  All’interno della piazza vi è ll’Hotel de Ville ( il Comune)  con  la Tour Inimitable e al suo vertice la statua di San Michele Arcangelo, la Maison du Roi ( la casa del Re) – che ospita il museo della storia di Bruxelles  con svariati  arazzi, mobili, ceramiche e  dipinti –  e le   case delle  singole corporazioni

 E’ tempo poi di fermarsi davanti al  Mannejen-Pis (letteralmente il bambino che fa la pipì), una statua di 50 cm che rappresenta il ragazzino che spinse la miccia di una bomba nel modo più naturale possibile ( capitemi!) o che, secondo una versione più temeraria, urinò nel pieno di una battaglia  incurante dei pericoli.
Insomma, per i belgi è un simbolo di ribellione   ( anche se la verità è che quando scappa scappa) e per questo motivo, dopo una breve parata, in alcune occasioni speciali gli cambiano il vestitino ( ecco le date ). Ne ha più di 800!
Nei pressi del famoso pub delirium ( di cui scriverò dopo) , vi è poi la più recente Jeanneke Pis ( la bambina che urina) e nei pressi della chiesa di S.te Chaterine il cane che ucina (  Zinneke Pis). Se avete in mente qualche altro personaggio da far orinare, proponetelo al sindaco di Bruxelles: sarà felicissimo di accogliere le vostre istanze. 
Il giro può poi continuare per  la Chiesa di Notre Dame de la Chapelle, dove tra l’altro c’è la statua di San Giacomo protettore dei pellegrini con la conchiglia e la  bandiera spagnola.

La Chiesa di Notre Dame du Sablon con la relativa piazzetta e i giardini di palazzo Egmont è tuttavia più bella .  Non è invece interessante  piazza della Borsa, che non offre nulla di speciale.palaciorealbruselas.jpg

Molto bella è invece la facciata del palazzo reale, ma purtroppo non è visitabile. Poco distante, dopo aver attraversato il parco, vi è anche il parlamento berga.

Questo è più o meno il centro storico della città.

Di Bruxelles, però, merita di essere vista anche la parte moderna, a cominciare dal quartiere della fermata della metropolitana rogier. Qui ci sono le vie dello shopping, ma anche del teatro lirico e dei cinema. Insomma, siamo nella Bruxelles dei brussellesi.

ATOMIUM

 

Vi è, inoltre, l’Atomium, che si trova un po’ fuori città nel quartiere di  Heysel.  Si tratta di una costruzione di acciaio rappresentante i 9 atomi di una cella unitaria di un cristallo di ferro.  E’ stata inaugurata  in occasione dell’Expo del 1958, ha un’altezza di 102 metri con le sfere connotate da un diametro di 18 metri. Molti dicono che non valga la pena visitarlo all’interno, perché ci sono cose ormai superate, a me invece è piaciuto tantissimo già solo nel vederlo da fuori.

Se si ha tempo e volontà, si  può infine andare nel quartiere delle istituzioni europee.

E’ PERICOLOSA BRUXELLES? 

Bruxelles la sera si trasforma e diventa una città abbastanza a rischio. Non mi riferisco all’allarme terrorismo – che indubbiamente pure esiste – ma alle brutte facce che si vedono in giro. Le stazioni del Nord, del Sud  e la zona di Heysel la sera sono assolutamente da evitare. A dire il vero persino la Grand Place non appare sicurissima. A Bruxelles ho avuto una percezione di insicurezza come in nessuna altra città europea in cui io sia stato. Insomma,  le avvertenze sono le solite: non sembrare sprovveduti, girare con attenzioni e rimanere in centro.

IL DELIRIUM

Non si può andare a Bruxelles senza mettere piede nel Delirium, il locale inserito nel  guinness dei primati perché qui è possibile scegliere tra 2500 birre diverse. Io ne ho presa una al cocco che non consiglio! Spesso qui si organizzano anche concerti dal vivo e insomma, durante la settimana lavorativa, è il posto più vivo di Bruxelles. Si trova a due passi dalla Grand Place.

COSA VISITARE A BRUGES  – Giorno 3

Volendo Bruges e Gand, che distano mezzora di treno l’una dall’altra, si possono visitare nella stessa giornata.  Io però, avendo tempo, me la prenderei molto comoda e dedicherei almeno una giornata a ciascuna città ( facciamo qualcosa in più a Bruges e qualcosa in meno a Gand/Gent che dir si voglia).  

  • Come arrivare a Bruges

Bruges è talmente bella da non sembrare vera, sembra la proiezione di un sogno. Per arrivarvi basta andare alla stazione Sud di Bruxelles e prendere il treno ( si arriva in un’ora). I treni in Belgio funzionano molto bene, ma occhio a prenderlo nel minuto esatto prefissato: il rischio è quello di prendere il treno sbagliato!  Le stazioni, inoltre, sono sempre nel centro delle città, per cui  non bisogna manco camminare molto con valige o trolley in mano. Di contro chi vi arriva in macchina dovrà fare i conti con le ZTL.

  • Cosa vedere a Bruges in 1 una giornata o poco più

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Veniamo al punto: a Bruges vi dovete muovere a piedi. Nel centro non passano macchine e ci sono i canali, quindi attrezzatevi con scarpe comode.  Il punto nevralgico della città è la piazza del Mercato (  piazza Markt o  Place Markt).

E’ una piazza lastricata di rara bellezza piena di locali e palazzi con le guglie. Vi sono il palazzo provinciale, la corte provinciale, il monumento a  Jan Breydel e Pieter de Coninck –  capi della rivolta popolare del 1302 contro i Francesi –  e il Bellfort, una torre leggermente pendente. Salirvi non ne vale la pena: di certo non offre il miglior panorama  della città, ma richiede di resistere a 366 scalini ( e il biglietto è di ben 8 ero!)

Il Belfort comunque è sfizioso per il suo carillon  che, ogni 15 minuti, regala una melodia diversa a tutta la piazza. Nello specifico il campanile  contiene un impressionante meccanismo di orologeria, un carillon con 47 campane azionato manualmente.

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Abbandonata la piazza del Mercato, dopo pochi metri si giungerà al Burg, forse la piazza storicamente più importante della città. . Un tempo qui c’era il Burg, cioè il castello per resistere agli attacchi   dei Vichinghi, e  la chiesa di San Donaziano, principale edificio sacro di Bruges.  Oggi invece è caratterizzata dal trecentesco municipio gotico (Stadhuis), uno dei più antichi dei Paesi Bassi, con guglie, torrette e la facciata costellata di finestre e splendidamente decorata. Al suo interno il capolavoro assoluto è la Sala Gotica (1400) con i suoi dipinti murali del tardo XIX sec. che illustrano gli eventi più importanti della storia di Bruges, e la volta policroma. Accanto al Municipio si trova l’ex Registro Civile in stile rinascimentale che ospita il Museo Storico della ‘Brugse Vrije’ con il monumentale camino in legno, alabastro e marmo realizzato in onore di Carlo V.  Barocco è invece, il Proosdij (Casa Provost), antica residenza del prevosto di Bruges mentre la facciata attuale del Palazzo di Giustizia che sostituì quella del XV sec., è nello stile classico del XVIII secolo.

Vi è poi la Basilica  del SS. Sangue a Bruges, dove è possibile vedere  un frammento del tessuto utilizzato da Giuseppe d’Arimatea per asciugare il sangue di Cristo dopo la crocifissione. La sacra reliquia è contenuta in un flacone di cristallo di rocca posto all’interno di un piccolo cilindro di vetro sormontato da una corona d’oro a ciascuna estremità.  La basilica è costituito da due parti distinte:  la cappella inferiore romanica di San Basilio  e la cappella superiore del Santo Sangue in stile gotico (XV sec.), impreziosita da affreschi e illuminata da bellissime vetrate. Qui, una delle cappelle laterali custodisce, in un magnifico tabernacolo d’argento, la reliquia con il Preziosissimo Sangue.

Altra Chiesa molto bella è quella di  di Nostra Signora che domina lo skyline di Bruges ed è nota anche come la  “Chiesa di Michelangelo” per la presenza dellaMadonna di Bruges” di Michelangelo,  una scultura in marmo di Carrara di straordinaria bellezza. L’opera  fu acquistata e portata in Belgio da ricchi mercanti locali che volevano abbellire la loro cappella.

Canals of Bruges, Belgium

Dopodiché sbizzarritevi tra i canali della città. 
Ogni città d’Europa che ne abbia uno viene di solito chiamata la “Venezia di ..qualcosa.”

Anche Bruges non fa eccezione e, assieme ad Amsterdam, viene chiamata la Venezia del Nord.

A me sembra una fesseria enorme persino scriverlo, però c’è da dire che i canali di Bruges sono davvero straordinari. Se la giornata lo consente, fatevi pure un giro in battello, ma prima di tutto esplorateli a piedi come si deve ( sperando che non tiri il vento!)

Bruges con Amsterdam ha poi un altro punto in comune:   il Bejinhof, in italiano Beghinaggio.  Si tratta del quartiere in cui si risiedevano le beghine – donne che professavano una vita monastica senza voti –  e caratterizzate da case bianche che si affacciano su un cortile.

Nei dintorni, vi è inoltre il  Minnewaterpark, dove è sfizioso camminare ai lati del canale.

Orbene, se avete fatto quanto ho scritto, più o meno avete visto Bruges. Lo potete fare anche in poche ore. Di sera però Bruges cambia aspetto. Si svuota del grosso dei turisti e diventa silenziosa. I colori degli edifici riflessi nei canali sono qualcosa di magnifico e non si possono fotografare se non con gli occhi. Sinceramente passare la  nottata a Bruges vale la pena se si dispone di una giornata per farlo.

Vabbuò, poi – volendo – si possono anche visitare i “musei degli stereotipi” belgi: il museo del cioccolato, il museo delle patatine fritte e il museo della birra. De gustibus non disputandum est!

GAND –  Cosa vededere – Giorno 4

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Se Bruges è una città fortemente turistica, Gand è una città più viva e – per certi punti – autentica. E’ con  250.000 abitanti la terza  più popolata del Belgio ed sostanzialmente  una città universitaria, per cui è piena di giovani e di movimento. Storicamente è stata la capitale delle Fiandre e spesso rivale di Bruges.

Il suo centro storico si visita agevolmente, per cui se volete andarci, fate in modo di passarci una serata. E non già solo perché è la città più allegra del Belgio e un po’ di movida c’è sempre anche nelle tetre serate d’inverno, ma soprattutto perché i suoi canali sembrano irreali forse ancora di più belli di quelli di Bruges.

Passeggiare per le sue strade significa vedere antichi monumenti assieme a panchine colorate ricoperte di stoffa di tutti colori, passeggiare per i canali e venire risucchiati da bar casinari, mettere il naso all’insù facendo la conta delle guglie e rischiare di scontrarsi con una delle tante biciclette che sfrecciano silenziosamente.

Se iniziamo il nostro tour dall’ufficio turistico – ipotizziamo – la prima cosa che andremo a visitare è il castello dei Conti, castello medioevale di tutto rispetto.

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Dopodiché attraversiamo il fiume Leie – su un punte, mica a nuoto! – e fermandoci davanti alle banchine  del Graslei e Korenlei, che offrono uno scorcio impressionante  sulla città ( vabbuò, ve lo dico: fate la foto)

Non perdetevi il ponte Sint Michiels  con l’omonima Chiesa tardo gotica, e andate davanti al Metselaarshuis, l’edificio in cui sono soliti danzare sei diavolilli. dopodiché passate per Korenmarkt dove vi è la Chiesa di San Nicola di Bari e la campana di  Roeland.  

Poi fatevi un giro per  Poelje Markt, osservate il Municipio dalle due facciate ( una in stile fiammingo, l’altra in stile rinascimentale)  e girate per piazza  Piazza San Bavone ( in fiammingo si scrive Sint-Baafsplein. San Bavone a questo punto è più dignitoso), che colpisce per l’enormità degli spazi e dove ci sono il teatro, la Cattedrale e la torre campanaria ( il Belfort) di 90 metri. Saliteci sopra! .

Come ho accennato poc’anzi, Gand la sera si trasforma in un luogo incantate. Le biciclette spariscono improvvisamente e i tavolini dei locali si riempiono di persone che chiacchierano. E’ una città meno “corrotta” di Bruges ed è raggiungibile in mezzora di treno da Bruxelles. Non può essere saltata!

E POI? 

Allora, un tour serio del Belgio richiederebbe qualche altro giorno per Ostenda, Liegi, Anversa e Lovanio, ma questo è un altro viaggio.

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4 commenti

  1. cozze con patatine fritte e birra al cocco
    Faccio finta di non avere letto

    A dire il vero non è che il Belgio mi abbia mai ispirato troppo, come meta turistica, pur avendo io parenti proprio in Belgio. Ovviamente vengono loro in Italia a trovarci.

    Mi piace

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