Campania italia

Il Cilento e Hemingway: cosa vedere a Castellabate ed Acciaroli.

  • Il mio Cilento

Ho sempre frequentato il Cilento a “piccole dosi” nel corso di gite di una singola giornata che non mi hanno mai consentito di avere una visione piena di quest’area geografica molto vasta che si trova a sud di Salerno e si spinge fino alla Lucania.

Il mio primo ricordo in assoluto è legato a Castellabate, dove ho provato per la prima volta le “alghe fritte” e da cui  – con mio padre e mo zio – iniziammo una lunga traversata in gozzo di 4/5 ore che ci portò fino all’altra costa.  Successivamente, da amante della bicicletta,  ho imparato a spingermi fino ad Agropoli per via di estenuanti pedalate che si concludevano in cima al castello di questa località

Sui banchi dei liceo ho poi imparato a conoscere il mito e la storia scoprendo che Palinuro, il timoniere di Enea, cadde in mare proprio davanti al capo che oggi porta il suo nome,  e che gli Argonauti  si fermarono proprio davanti alla foce del fiume Sele.

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San Marco di Castellabate – panoramica dall’alto

Ho poi studiato il pensiero degli esponenti principali della scuola eleatica – i filosofi Parmenide  e Zenone – scoprendo che oggi, a Elea/Velia, esiste un importante sito archeologico che andrebbe visto assieme ai templi di Paestum per cogliere appieno la grandezza della civiltà che abitò la Magna Grecia.

Grandezza che gli abitanti del Cilento hanno storicamente ereditato fondando ogni paese – al pari dei greci – non lontano dal mare, ma quasi sempre in alto su una montagna.

Inoltre, non molto tempo fa, con Scario, ho conosciuto anche la parte più meridionale del Cilento  e infine ho trascorso in uno splendido week-end in quella che

  • Le tradizioni

Cosa ho imparato?

Ho imparato ad esempio che il Cilento è ancora una terra in cui non si è ancora perso il gusto per l’accoglienza genuina e per le tradizioni, tradizioni che – pur in prossimità del mare – sono molto legate alla terra e alla cultura contadina.

  • Vacanze in Cilento

Chi va in Cilento in vacanza ci va soprattutto per rilassarsi e per godere di un mare estremamente pulito e tutto sommato a basso costo. La costa, molto rigogliosa, offre la possibilità di fare belle passeggiate, praticare il trekking e organizzare escursioni in bicicletta variando i percorsi a seconda delle esigenze. Le spiagge sono poi sabbiose e i fondali molto bassi, tanto da permettere di “toccare” il fondale anche al largo. Ciò consente un approccio molto giocoso in cui il pallone/la pallavolo sono ancora attività che si possono praticare liberamente.

  • Le carenze infrastrutturali

Non è, tuttavia, un territorio che ha saputo svilupparsi come avrebbe meritato, visto che certa cultura “verde” ( coi vari Pecoraro Scanio e i Tommaso Pellegrino che ancora imperversano nel parco del Cilento) hanno di fatto bloccato ogni sviluppo infrastrutturale e tuttora, nonostante ci siano stati progetti caparbi, il Cilento – in particolare Castellabate – non dispone di porti adeguati. Né, a dirla tutta,  è ben collegato con la ferrovia e ha strade ben tenute. Per questo motivo, se da una parte queste carenze permettono al Cilento di rimanere un territorio “selvaggio”, dall’altro ciò impedisce a questa realtà di puntare ad un turismo più internazionale o comunque ad una vitalità che vada oltre ai tradizionali mesi estivi.

  • Acciaroli, Hemingway, il vecchio e il mare

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    Panorama sulla strada per Pollica

Acciaroli è una splendida località di mare che si trova a 90 km da Salerno e famosa soprattutto per il suo mare cristallino.  A dirla tutta è solo una frazione che costituisce lo sbocco a mare del comune di Pollica che – come accade per la maggior parte dei comuni cilentani – se ne sta arroccato sulla montagna per motivi evidentemente difensivi.

Appena si arriva ad Acciaroli si rimane subito affascinati dalla sobrietà e dalla cura di questo piccolo borgo caratterizzato dalle casette in pietra e da viottoli molto ordinati che si snodano lungo la spiaggia e il porticciolo. Mi ha colpito, ad esempio, vedere che persino i cartelli in legno con le indicazioni sulle varie attività commerciali sono state elegantemente colorate.  Cura che però non è stata osservata quando sono state costruite delle abitazioni praticamente sulla spiaggia e che, pur essendo per certi versi folcloristiche, hanno di fatto rovinato parte della costa.

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Acciaroli e il suo mare

Merita poi di essere fatta una bella passeggiata fino a Pollica, dove l’altitudine consente di godere di panorami magnifici in cui il verde delle colline si fonde con il mare.

Acciaroli, per il resto,  è al centro di un intrigo storico non da poco:  secondo alcune storielle tramandate di generazione in generazione Ernest Hemingway sbarcò su queste coste in occasione della seconda guerra mondiale e negli anni ’50 vi trascorse diversi periodi intrattenendo rapporti di amicizia con i pescatori e, in particolare, con un tale chiamato con l’appellativo di “vecchio”. Sempre secondo questa storiella, fu qui che Hemingway trasse ispirazione per “Il vecchio e il mare”, l’opera che gli valse il premio Nobel. In realtà non esistono riscontri su quanto esposto e se c’è chi smentisce che Hemingway sia stato mai nel Sud italia ( come la traduttrice e “amica” di Hemingway Fernanda Pivano).  Esistono tuttavia delle fotografie che immortalano lo scrittore mentre è in visita a Napoli proprio in quel periodo, per cui non c’è motivo di dubitare che lo scrittore sia spinto fino da Acciaroli.

  • Castellabate: i luoghi di Benvenuti al Sud

La perla assoluta del Cilento è tuttavia, senza ombra di dubbio, il paese in cui è stato ambientato il celebre film Benvenuti al Sud. Mi riferisco a Castellabate, splendido borgo anche esso arroccato in alto con due “sfoghi” a mare costituiti da San Marco e Santa Maria di Castellabate.

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Panorama da Castellabbate

Per descrivere questo splendido paese trovo giusto partire dal suo nome: Castellabate, infatti, si chiama così perché qui sorgeva ( e sorge tuttora) il Castello dell’Angelo di proprietà di San Costabile Gentilcore, Abate della badia di Cava.

Il nome dell’Abate spiega anche per quale motivo il nome più diffuso in paese sia proprio Costabile. Il borgo antico offre uno dei più bei panorami sul Cilento e permette, proprio dal Castello, di iniziare a esplorare il borgo medievale che indusse Gioacchino Murat – ospite a palazzo Perrotti, magistrato/notabile del paese – di pronunciare la frase “qui non si muore”, frase incisa su una stradina e da cui sono scaturiti tanti equivoci per il protagonista  di Benvenuti al Sud.

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Il castello dell’Abate

Sempre pensando al film si rimane molto colpiti dalla “piazzetta” in cui molte scene sono ambientate e da cui partono una serie di scalinate strette che permettono di osservare le tipiche costruzioni del Sud italia.

Tornando poi al livello del mare, si viene molto colpiti da San Marco di Castellabate, intimo borgo di pescatori caratterizzato dall’omonima Chiesa e da un piccolo porto. Molto bella è anche l’altra frazione di Santa Maria, dove è possibile notare i portici di porto delle Gatte e spingersi fino alla spiaggia di Pozzillo.

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La mitica piazzetta del film Benvenuti al Sud

Da non dimenticare poi un giro a punta Licosa.

Proseguendo a Nord lungo la campagna che da Castellabate porta ad Agropoli si viene poi colpiti dalla ricchezza e dalla varietà del paesaggio che, da marino, diventa improvvisamente di aperta campagna con ampie vallate, scarsamente abitate, che portano in un’altra dimensione.
La biodiversità, del resto, è un’altra ricchezza del Cilento.

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