Dove mangiare in Campania

In carrozza con la pizzeria Prima Classe a Caserta

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La margherita di Prima Classe

Un giorno Giotto,  quando era ancora a bottega  dal maestro Cimabue, per scherzo disegnò una mosca su un dipinto su cui stava lavorando quest’ultimo. La mosca era talmente verosimile che Cimabue tentò più volte di scacciarla con la mano: fu questa la dimostrazione che l’allievo aveva superato il maestro.

Ecco, quando si parla di pizza, viene naturale pensare a Napoli, città che a questo gustosissimo piatto ha dato i Natali e dove gli abitanti dibattono tuttora in maniera assai animata per decidere quale locale faccia la pizza migliore.
A Caserta però, una cittadina di soli 75mila abitanti che dista meno di 30 km dal capoluogo di regione, hanno imparato bene la lezione e ormai non si contano più le pizzerie di livello che sfornano un prodotto di grande livello rientrando, tra l’altro, a pieno titolo nella classifica del gambero rosso.

Tra queste non ha ancora raggiunto fino in fondo la fama che merita – fama  che però  raggiungerà ben presto se continua così! – la pizzeria Prima Classe, una pizzeria che sforna un grandissimo e gustoso prodotto con l’attenzione al cliente che generalmente a Napoli manca.

Nel descriverla, trovo quasi superfluo soffermarmi sulla location come un Alessandro Borghese qualunque ( a proposito, voglio dirlo pure io “diesci”) preferendo andare subito al sodo e sottolineare ciò che un pizzaiolo giovane e capace è stato in grado di realizzare.

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Frittatina e crocchè di Prima Classe. Da 10 e lode.

Per questo motivo, giusto per dovere di cronaca e per atteggiarmi un poco, mi limiterò a dire che il locale in questione è costituito da un lungo corridoio scarno ma piacevole, nonché in grado di regalare un’estrema sensazione di pulizia e da un bel  forno a vista come in molti usano fare a caserta.  D’estate, inoltre, vi sono dei tavolini esterni che permettono di trascorrere la serata al fresco.

Stop!

Ciò che subito colpisce di Prima Classe, infatti, è la qualità e l’attenzione del servizio, un servizio paziente e garbato degno di un ristorante.

  • Il menù di Prima Classe

Il menù è molto fantasioso e, oltre  a contemplare tutta la sfizioseria tipica delle pizzerie nostrane, prevede una serie di pizze “speciali” dai nomi esotici e piene di roba. Tra quest’ultime vi è anche la “pizza del mese”, una pizza particolarmente ricca che può essere provata solo per un mese dell’anno.

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Montanara al sugo di genovese – Prima Classe

Faccio degli esempi: la Maestro Miyachi è costituita da crema di fiori di zucca, prosciutto cotto, granella di nocciole, provola di Agerola e burrata al centro;  la Lady bruna da peperoncini di fiume, pomodorini semisecchi rossi, fior di latte e tonno di coniglio; la Puok e Med da salsiccia, patate al forno, provola e scaglie di provolone del Monaco.

Quest’ultima, più in particolare, si chiama Puok e Med perché ha la capacità di farti diventare un panzone buontempone esattamente come il simpatico creatore del famoso blog  “le avventure culinarie di Puok e Med”.

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Pizza con salsiccia e patate al forno

Ciò detto, se non volete fare gli stravaganti e amate – come me –  i prodotti classici, sappiate che non ve ne pentirete:

la classica frittatina e i crocché sono davvero eccezionali.

Meno tradizionali, ma non meno buone sono invece le montanare con la salsa di genovese.

Questo tipo “alternativo” di montanara l’ho provato non molti anni fa per la prima volta da Ciro Oliva nella sua pizzeria “Concettina a tre Santi”.

Qui però devo ammettere che le ho trovate di un livello ben superiore (  è un complimento non da poco se si pensa che la competitor ha vinto il titolo di miglior  pizzeria d’Italia nel 2016).

Sulla scorta di tanto non si rimane di certo delusi nemmeno quando arrivano le pizze connotate un impasto leggerissimo, ma pieno di “sostanza” e di gusto come ormai nel brevettato stile casertano d’alta scuola.

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Il ripieno del ripieno  di Prima Classe

Il ripieno  poi ( sia fritto che al forno), quando arriva a tavola, porta con sé un’esplosione di felicità, visto che viene servito “chiatto chiatto” e si sgonfia immediatamente non appena viene infilzato dal coltello.

Sinceramente?

Io, che sono un grande fan del ripieno,  dopo averlo provato da Prima Classe, ho concluso che era  da tempo che non ne mangiavo uno così buono..

Infine, siccome non sono solito essere tanto euforico nelle mie recensioni, è giusto passare alle note negative.

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L’ottimo ripieno di Prima Classe

 

  • I prezzi di Prima Classe

Scherzo, note negative in questa pizzeria davvero non ne ho riscontrate: c’è  professionalità, c’è una pizza superlativa e pure il conto è assolutamente giusto.

Insomma, guagliò, se devo mettere un voto non posso scendere al di sotto del 10

( leggasi “diesci” alla Alessandro Borghese, giusto perché – per una volta – voglio fingere anche io di essere importante).

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