diavola-irpina

Bastava poco per imporsi a Salerno, dove la pizza non sanno manco cos’è.

Bastava davvero poco per alimentare il proverbiale egocentrismo dei salernitani e convincerli di avere anche nel Principato il loro piccolo “Sorbillo” autarchico, ma la pizzeria Sorbillo di Salerno, che fa capo  a Carolina e Rodolfo, non è riuscita in questa impresa.

Anche perché – diciamolo francamente – il “sorbillismo” mediatico imperante ha stufato ( e non mi riferisco a Carolina e Rodolfo, che pure sono imparentati con chi crede di essere l’unico al mondo a saper fare la pizza)

Il locale in questione si trova sul corso Garibaldi nei dintorni della stazione ferroviaria di Salerno. E’ piccolino, con le sedie in ferro e i tavolini abbastanza ammassati.

Tuttavia  non è male.

Innanzitutto è pulito ( ed è già qualcosa) e tutto sommato risulta essere un posticino piacevole.

Il menù – almeno il menù – è napoletano:  crocché, frittatine, pizze fritte e cornicioni ripieni.

pizza-fritta

E che ne sanno i salernitani che non sono mai usciti dal paesello  di questa roba?
I prezzi comunque  sono eccessivi per la zona e per la città, ma non è questo il punto.

Non avendo il forno a legna – come purtroppo la maggior parte dei locali salernitani che tentano di creare qualcosa che assomigli ad una pizza – fare  un buon prodotto è difficilissimo.

E, infatti,  benché questo locale  si vanti di usare farine biologiche, prodotti del presidio slow food e gnegnegne, il risultato è abbastanza deludente: disco duro, poca idratazione e tanto olio.

Intendiamoci, non è malvagio, ma non è nemmeno niente di che.
Per essere onesti si mangia una pizza di livello medio come ce ne sono tante, ma a prezzi troppo esosi.

Insomma, se ai salernitani  piace…

 

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Pubblicato da narrabondo

A volte viaggio, altre volte mangio. Di solito respiro. Da quando ho percorso il cammino di Santiago per la prima volta, ho deciso che il mondo è più bello se visto a piedi. Se visito una città, raramente prendo un autobus o una metropolitana. La trovo una perdita di tempo che impedisce di godere appieno del viaggio. Sono nato a Napoli e, anche se ormai vivo lontano, continuo ad amarla profondamente. Conosco la Spagna come le mie tasche, ma continuo a trovare sempre una scusa per tornarci e viverla. Ciò nonostante ogni tanto però fingo di interessarmi a qualche altro paese e ne scrivo. Scrivo pure di roba da mangiare e ristoranti, ma è solo una scusa per giustificare la mia pancia.

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