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Edmondo Cirielli: “Ilaria Cucchi cerca visibilità e vendetta”. Ora basta: stia zitto!

Scrive Edmondo Cirielli:

C’è il sospetto, alla luce delle ultime dichiarazioni, che Ilaria Cucchi non sia ricerca di verità e giudiziaria per la morte del fratello Stefano, ma solo di una vendetta contro l’Arma. Una vendetta che le procuri un po’ di titoli di giornali e spazio mediatico […] Non sono più tollerabili le continue aggressioni verbali da parte della Cucchi all’Arma, che a prescindere e al netto di eventuali e pochissime mele marce continua a garantire con sacrificio e onore la sicurezza […] Al comandante Nistri va tutta la mia solidarietà umana e politica, affinché continui  a difendere […] la sicurezza dei nostri carabinieri.

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L’autore di queste  esternazioni nei confronti di una donna il cui fratello è stato ucciso e i cui responsabili sono stati veromilmente coperti con la falsificazione e l’alterazione di atti si chiama Edmondo Cirielli .

Lo stesso Cirielli, pochi giorni prima, sempre sulla sua pagina facebook, aveva scritto:

“Cucchi: GOVERNO REVOCHI FONDI SE FILM FINANZIATO. […] Crediamo che sia fortemente destabiliante per la nostra civiltà giuridica la realizazione e diffusione di un film su di una vicenda processuale ancora aperta il cui esito è tutt’altro che definito e scontato. [… Per quanto mi riguarda ho un atteggiamento che tende a capire le ragioni delle forze dell’ordine, perché in molti casi i fatti sono sempre diversi dal mondo con cui possono essere interpretati in una fase successiva [….]”.

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Se vi è sfuggito, vi ripeto il concetto: “per quanto mi riguarda ho un atteggiamento che tende a capire le ragioni delle forze dell’ordine”.

Ciò premesso,

se vi state chiedendo chi sia Edmondo Cirielli sappiate che non vi dovete di certo sentire in difetto e farò un breve riassunto della vita e delle opere di costui.

Questo signore, a dispetto della sua attività  politica ulraventennale ( per la precisione ha all’attivo 4 legislature   alla Camera,   due nel consiglio regionale della Campania e  una da presidente provincia di Salerno), non ha di certo lasciato segni indelebili nella storia della repubblica.

Anzi diciamo pure che quasi nessuno sa cosa abbia fatto.

Ed è stata questa la sua principale fortuna, perché – se probabilmente qualcuno desse rilievo a certe esternazioni –  probabilmente Fratelli d’Italia ( il suo partito di appartenenza) e Giorgia Meloni avrebbero fatto un po’ di selezione nelle liste evitando la continua ed inevitabile erosione di voti.

Per i meglio informati la principale traccia che ha lasciato il signore in questione è nella legge ex Cirielli, una legge talmente controversa che persino lui, che gli ha dato il nome, alla fine si è rifiutato di sottoscriverla battezzando per la prima volta nella storia una legge preceduta dal prefisso ex.

Nella specie si trattava ( e purtroppo si tratta tuttora) di una legge che prevedeva pene severissime in caso di recidiva, anche per reati tutto sommato bagattellari, in maniera automatica e del tutto sproporzionata rispetto alla gravità dei fatti commessi  mettendo così sullo stesso piano reati di un certo allarme sociale con altri caratterizzati da una offensività molto lieve. Inoltre contestualmente diminuiva sensibilmente di termini di prescrizione del reato.

Così è capitato che, per la sua applicazione, mentre un ladruncolo – è cronaca! – è stato condannato ad una pena severissima per aver rubato un pacchetto di biscotti del valore di 1,29 euro, Previti e Berlusconi si  sono scappottati uno dei tanti processi in cui erano imputati.

Ancora:   grazie alla legge che porta il nome di Edmondo Cirielli – cito da wikipedia –   i reati contestati agli imputati della società Bank of America nel processo Parmalat sono stati dichiarati estinti per prescrizione.

Ciò premesso, a onor del vero, lo stesso Cirielli ha voluto prendere le distanze dalla legge che porta il suo nome e gli ha regalato un fugace momento di celebrità preferendo tornare nell’oblio senza però mai rinunciare alle candidature (e alle cospicue indennità).

Se però volete sapere cosa faccia, basta andare nella sua pagina facebook, dove vengono svelate tutte le attività che svolge:

  1. Abusare della parola selvaggi in riferimento a taluni reati commessi da immigrati;
  2. Invocare pene severissime per tutti i reati che hanno risalto sui giornali,  soprattutto se commessi da quelli che lui definisce selvaggi ( vedasi il punto 1);
  3. Condividere ogni articolo di giornale possibile in cui compare in foto una volante dei carabinieri;
  4. Chiedere più soldi per le forze armate;
  5. Commentare ogni notizia che riguardi le forze armate, anche uno starnuto di un appuntato, chiedendo più soldi per le stesse;
  6. Indignarsi per aggressioni subite da esponenti delle forze dell’ordine;
  7. Pubblicare comunicati di sostegno ai carabinieri;
  8. Pubblicare  foto dal suo elegante studio di Montecitorio in cui riceve svariata gente in divisa.

Qui di seguito potete leggere un florilegio delle sue perle.

Vi prego di farlo perché potrete trovare frasi  del tipo “questo selvaggio cosa altro deve fare per essere mandato a calci nella savana da dove proviene?”

Insomma frasi forti – pronunciate in riferimento a reati odiosi compiuti da immigrati – che  però rimangono di una certa gravità e meriterebbero di essere riprese  dalla stampa per dare a Cirielli la fama che merita.

Come quando scrisse: “E’ ora di finirla con la retorica del buon selvaggio che autorizza un atteggiamento tollerante nei confronti di chi entra in Italia solo per commettere reati, senza aver alcun rispetto delle regole. Non possiamo accogliere delinquenti stranieri. E finiamola con la storia della fuga dalla guerra. Gli immigrati che commettono reati sono solo dei delinquenti. E non scappano da nessun conflitto. Ma se anche fosse, per noi sarebbero disertori e non migranti”.

A dirla tutta però Cirielli è stato protagonista anche di prese di posizioni di forti, visto che – dopo aver votato la fiducia al governo Monti – in una intervista al fattoquotidiano ( leggere qui) si è detto deluso dalla legge Fornero perché ha massacrato la previdenza…ma, ci ha tenuto a precisare, limitatamente agli appartenenti forze armate ( insomma gli altri lavoratori per Cirielli possono pure crepare).

Alla luce di quanto suesposto appare quindi evidente che  Cirielli, benché abbia smesso di fare il carabiniere attorno ai trent’anni,  continui ad essere un duro e puro  pronto ad invocare legalità, certezza della pena e maggiore sicurezza.

Quando però ad essere sul banco degli imputati sono esponenti delle forze dell’ordine, per fatti per giunta gravissimi, il patriota di fratelli d’italia Cirielli perde improvvisamente la parola o – il che è ancora peggio – parla con mille distinguo per le “eventuali e pochissime mele marce”.

Scopre cioè improvvisamente il valore del principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza  fino alla sentenza definitiva diventando super garantista e dimenticandosi del tutto della sua indole ultra-legalitaria.

Allora, caro Cirielli, fatti spiegare un paio di cose da uomo ad uomo:

  • Non più di qualche mese fa, in piena estate, tre carabinieri della provincia di Napoli – al fine di ricevere un encomio – ci hanno letteralmente fatto saltare dall’ombrellone perché avevano scoperto un terrorista islamico che stava preparando un attentato con armi già pronte all’uso. Peccato però che, subito dopo ( non grazie ai carabinieri), si è scoperto che si erano inventati tutto fabbricando prove false e accusando un poveraccio qualunque solo perché era un tipo solitario ( e quindi indifeso). Leggi qui e rinfrescati la memoria;
  • Sempre poco tempo fa è venuto alla luce il caso di Serena Mollicone, una ragazza di 18 anni che era stata ritrovata morta in un bosco con un sacco di plastica in testa nel 2011.  Per quel delitto era stato accusato un altro tizio qualunque che non c’entrava nulla e che si fece pure due anni di carcere ( altre ad un lungo processo finito in Cassazione). 17 anni dopo si è  poi scoperto che era stata uccisa all’interno di una caserma dei carabinieri perché la vittima voleva denunciare un giro di droga in cui era coinvolto anche il figlio del maresciallo della locale stazione. Nella specie nessuno dei carabinieri a conoscenza di questo gravissimo disegno criminoso ha mai parlato. Leggi qui, sempre da uomo a uomo;
  • Una settimana fa la Corte di Appello di Napoli ha ridotto la pena per l’assassino di Davide Bifulco, un ragazzo minorenne ucciso da un colpo di pistola esploso da un carabiniere. Il responsabile non sconterà mai un giorno di carcere. Il collegio giudicante ha concesso  il beneficio della sospensione condizionale della pena.
  • A Firenze sembrerebbe che due carabinieri in servizio  abbiamo stuprato due turiste americane;
  • Potrei citarti tanti altri episodi di cronaca che hanno infangato l’Arma – come la chiami – ma non ritengo utile essere prolisso. Da uomo a uomo ti invito a leggere questo articolo che emblematicamente si intitola “Gli altri Stefano Cucchi – I casi di abusi in divisa ancora aperti in Italia” e ricorda un po’ tutto quello che sta succedendo negli ultimissimi anni.cirielli1

Veniamo poi al caso che non ti fa dormire la notte, quello che ti spinge testualmente a scrivere “per quanto mi riguarda ho un atteggiamento che tende a capire le ragioni delle forze dell’ordine”.

Mi riferisco ovviamente al caso di Stefano Cucchi.

Siamo sicuri che la notizia sia che la sorella cerca “vendetta e visibilità“?

Siamo proprio sicuri che sia un problema di “mele marce” e che queste siano “eventuali e pochissime”, caro Cirielli?

E perché, caro Cirielli, quando gli assassini o gli stupratori indossano una divisa non ripeti che sono dei “selvaggi  da prendere a calci in culo” – espressione che è nella tua indole  quando si tratta di immigrati – ma semplicemente “eventuali e pochissime” mele marce?

Qua, caro Cirielli, dobbiamo solo chiarire un punto: esiste in Italia una categoria di persone che può uccidere impunemente?

Sì o no?

Se sì ufficializziamo la cosa.

Altrimenti proviamo a rendere l’Italia una democrazia occidentale in cui “tutti sono uguali davanti alla legge”.

Ciò fermo restando, non spetta a me spiegarti qual è il tema e perché questo caso è destinato ad avere sempre maggior eco mediatica ( grazie al cielo, perché è grazie ai media se l’omertà per una volta è stata sconfitta!).

cirielli16bis

Sinceramente non mi interessa.

Ciò che mi interessa è che si sappia cosa hai testualmente scritto e che, dopo 23 anni di politica  e a 54 anni suonati, tu possa finalmente goderti….l’indennità di fine mandato per ragioni che per i tuoi elettori avrai  sicuramente strameritato.

Per il resto, una cortesia: fino alle prossime elezioni TACI !

 

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6 commenti

  1. Non conoscevo Ciriello, e preferisco continuare a non conoscerlo stante i pensieri che egli esprime.
    Vorrei vedere se Cucchi fosse stato suo figlio, se non avrebbe gridato ai quattro venti la sua voglia di verità e di giustizia.

    Mi piace

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