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Come diventare travel-blogger di successo

  • Le vere regole per diventare  veramente un vero travel-blogger di successo

Dopo 5 anni di blogging ritengo doveroso scrivere anche io il solito post che fanno tutti i blogger e illustrarvi il contenuto della mia ricetta / pozione magica per creare una piattaforma in grado di avere riscontri.  Procedo ad esporvi subito le mie argomentazioni

  • Essere femmina

Il requisito indifettibile e indispensabile per diventare travelblogger di successo è quello di essere femmina, possibilmente bionda.

Se non siete bionde, per ovviare basterà ricorrere alla tintura per capelli; se invece non siete di sesso femminile, cercate di industriarvi.

Perché scrivo questo?

In primo luogo perché le femmine hanno una capacità straordinaria di fare comunella anche in rete e sappiate che nel mondo del blogging troverete le stesse persone che a scuola andavano ( misteriosamente) in bagno in coppia commentarsi a vicenda con una serie sterminata di elogi reciproci  di  una banalità sconcertante ( salvo poi pugnalarsi in camera caritatis nel segreto della chat privata).

Cosicché vi capiterà di leggere dei post su quanto è bello un qualsiasi posto del mondo di cui l’autrice casualmente “si è innamorata” ( scrive sempre così, non c’è eccezione alcuna) cui seguiranno commenti originalissimi del tipo: “oh, che bello questo posto: devo inserirlo nella mia do list”, oppure “mi hai fatto venire voglia di andarci”, oppure “mi è sembrato di essere con te”.

Tesò, gioia, bella e altre parole carine verranno poi integrate nel commento a seconda dei casi e del grado di amicizia. Inutile poi ribadire al riguardo che le femmine sono bravissime a trasferire questa metodologia dal blog ai social ( e viceversa) e sono maestre nell’arte di mostrarsi  sia su istangram che su facebook  creando seguito con foto e video.

In secondo luogo essere femmina per le aziende è già di per sé un brand.  Le società pubblicitarie nell’80% dei casi cercano sempre una femmina magra, possibilmente bionda  – non per forza di cosa bella – che non si faccia troppi problemi a sponsorizzare prodotti come l’abbronzante spalmabile composto da estrettati di cacca né una telecamerina dal nome chiatton-less con il photoshop integrato che annulla tutti i difetti.

Prova ne sia che la travelblogger femmina ( possibilmente bionda) ha sempre un sogno nel cuore che non si vergogna nemmeno di esternare: partecipare a Donna Avventura, quello splendido programma che va in onda su rete4 e che, con la scusa di mostrare ogni tanto le immagini relative a qualche viaggio,  sponsorizza borse, scarpe orologi, hotel di lusso, resort e tutta una serie di cose da femmina che fanno sentire le protagoniste delle vere viaggiatrici.

Insomma,

queste in sintesi sono le ragioni per le quali la maggioranza qualificata delle travelblogger sono femmine.

  • Le 10 regole del successo di un blogger

fossagrecaSe, invece, non siete femmine, ma  siete  donne o, peggio ancora, uomini che viaggiano sul serio, allora – per diventare dei travelblogger di successo – sappiate che la situazione si complica e non avrete mai il successo di una travel blogger femmina dovendovi accontentare delle briciole.

  • Essere originali e spiritosi

A voi toccherà un compito assai impegnativo: vi toccherà  convincere i naviganti della rete a leggervi veramente e a seguirvi. E’, tuttavia, un’operazione che dovrete attuare con la consapevolezza che non sarà una cosa facile: 1. perché la maggior parte dei visitatori è costituita da persone di passaggio che attingono velocemente alla informazione che gli serve e non tornano più; 2. perché la maggior parte dei lettori non è manco in grado di vagliare la qualità dei contenuti che ha di fronte e per questo considera tutto sullo stesso piano.

  • Essere selettivi

Per questo motivo vi toccherà rivolgervi alla minoranza, ovvero a quei lettori che siano davvero a caccia di qualcosa di particolare e siano davvero disposti a capire se siete in grado di distinguervi nel mare magnum di internet.

E’ per queste persone che dovrete ingegnarvi  per destare curiosità, fornendo informazioni senza essere pedanti e possibilmente  originali,  brillanti e anche divertenti.

E’ una robetta da niente, no?

  • Essere disposti al sacrificio e non arrendersi.

Alla luce di quanto suesposto è chiaro pertanto che bisogna essere disposti a stringere i denti e a darsi da fare. Ci vuole del tempo – molto tempo – per avere riscontri ed è necessario essere costanti senza mollare. Un buon blog difficilmente ha dei picchi di visitatori in una giornata, ma è costante nella crescita. Se crescete progressivamente – anche se lentamente – sappiate che state facendo un buon lavoro.  Certo, fa piacere ricevere 10.000 visitatori al giorno perché magari qualche grossa pagina facebook ha condiviso i vostri posts, ma se poi il giorno dopo finite per ricevere poche centinaia di visite sappiate che non avrete concluso nulla. Il vostro obiettivo è crescere sempre e porsi un target per ogni settimana, ogni mese, ogni trimestre, ogni anno. Se rispetto al mese precedente siete cresciuti di qualche punto percentuale, sappiate che state costruendo un blog di successo! Per far questo, inutile girarci attorno, dovrete sempre ritargliarvi del tempo ( e sempre di più) per curare come si deve il vostro spazio  virtuale e, ovviamente, sarà  indispensiabile che vi divertiate.

  • Divertirsi e pensare a sè

Nel riallacciarmi a quanto ho scritto poc’anzi,  è indispensabile che scrivere, pubblicare, inserire foto, pubblicizzarvi e commentare sia per voi un divertissement, non un fastidio, altrimenti non durerete a lungo. Non vi demoralizzare poi se, soprattutto agli inizi, riterrete gli altri bloggers più bravi di voi: fare aiuta a farsi e sul campo si imparano tanti “trucchetti” che aiuteranno a farvi capire cosa cerca un lettore. L’esperienza, infatti, aiuta a migliorarsi e  col tempo, a furia di scrivere,  si capisce qual è lo standard qualitativo cui bisogna puntare. Nessuno “nasce imparato” e io stesso provo vergogna ogni volta che rileggo  i primi post che scrissi anni fa ( e magari proverò vergogna quando rileggerò questo post tra qualche anno)! Ciò detto, creare un blog significa, in primo luogo, aver voglia di condividere un aspetto di sè. Io ho iniziato a scrivere per descrivere le emozioni che mi ha regalato il Cammino di Santiago, poi per fissare nella mente i ricordi dei miei viaggi e in ultimo per fornire delle informazioni utili un po’ diverse dalle solite. Ecco, col cambiare del mio approcccio, col tempo è cambiato anche il mio modo di elaborare un post, però non è mai cambiato il piacere che provo nel pubblicare cose!

  • Sapere cosa cercate

Non pubblicate a casaccio. ma individuate contenuti specifici. Approfondite e sviluppate un tema cercando sempre argomenti nuovi. Scrivere di tutto un po’ non paga.  Ogni tanto concedetevi pure qualche variazione sul tema introducendo un nuovo argomento, ma è necessario che tale iniziativa rimanga un’eccezione alla regola. Per questo è indispensabile dare al blog un nome che sintetizzi appieno i vostri contenuti. Ad esempio, pur amando il nome narrabondo ( altrimenti non l’avrei scelto!), col senno di poi mi sono accorto di essere partito svantaggiato perché è un neologismo che difficilmente verrà cercato sui motori di ricerca e chi vuole cercarmi deve prima ricordarsi che mi chiamo narrabondo. Se però  – ad esempio – mi fossi chiamato “viaggi in Campania”, o “conoscere la Spagna”, oppure “Il sudamericano” sono sicuro che avrei selezionato meglio il mio target senza rivolgermi a chiunque)  Il nome del vostro blog  vi condizionerà la vita, per questo dovete prima pensare a quale comunità volete indirizzare i vostri contenuti, ovverosia a che tipo di viaggiatori ( avventurosi o fraccomodi, spendaccioni o low cost, etc), a che tipologia di viaggi ( a piedi, in bici, in barca, in macchina, in aereo), di quale durata, agli abitanti di quale area geografia oppure a quale età.

  • Usare belle foto e contenuti muimediali.

E’ poi indispensabile saper usare belle foto.

E’ inutile girarci attorno: inserire delle foto particolare desta curiosità e induce chi passa sul blog ad interessarsi all’argomento di cui si è scritto. Le foto però non devono essere troppe: 3/5 a post sono di solito più che sufficienti ( salvo quando bisogna descrivere tante cose e c’ è la possibilità di inserirne di più). Se avete manualità e tempo sono graditi anche i video, ma devono essere video brevi e divertenti. I mattoni di 10/15 minuti purtroppo non se li guarda quasi nessuno!

  • Metodologia

Il blog è, inoltre, uno strumento che va curato con metodo scientifico pubblicando a cadenza fissa negli stessi giorni della settimana e negli stessi orari. Ciò consente  indubbiamente di “fissare un appuntamento” con i nostri lettori più fedeli – che terranno in considerazione i predetti dati –  ma anche di essere premiati dai motori di ricerca, nella specie da google, che interpreta le nostre tempistiche rigorose come un’assunzione di responsabilità e ci premia inserendoci in buona posizione nella ricerca delle parole chiave. Per cui è assolutamente sconsigliato pubblicare decine di articoli in poco tempo, salvo poi disinteressarsi del tutto del blog per un lasso di tempo più duraturo. Gli eccessi sia nel primo senso che nell’altro vanno evitati: se si pubblica troppo, i lettori  non riusciranno a starci dietro e si stuferanno, se si pubblica troppo poco nessuno si ricorderà di noi e google ci stroncherà.

  • Essere social

Altra questione fondamentale è quella dell’utilizzo dei social networks  Al riguardo io confesso di essere un tantinello arrabbiato: 1. facebook ormai, se non paghi,  rende visibile ciò che scrivi veramente a poche persone, per cui – anche se avete una pagina con decine di migliaia di seguaci – sappiate che il rischio è che abbiate pochissimi riscontri ( anche perché ormai i lettori sono talmente pigri che sono una minima percentuale di chi visualizza su facebook è poi disponibile a “cliccare” e ad aprire il link con il vostro blog / sito; 2. Instagram, se non sei femmina, rischia di non darti riscontri; 3. Twitter fa cadere nell’oblio i vostri links dopo pochi secondi, per cui dovrete stare attenti a usarlo negli orari giusti.

E’ molto utile poi anche lo strumento della mailing list:  chi ama leggervi sul serio, pur di non perdersi mai un vostro post, accetta di buon grado di ricevere delle email in cui viene riportato quanto scrivete. Io, grazie al cielo, ho davvero tante persone che si sono iscritti spontaneamente alla mia mailing list.

  • Essere socievoli

Essere social, tuttavia, non significa solo stare sui socials. Essere social significa, in primo luogo, essere veramente social e personalizzare ciò illustrate. Di guide turistiche sia nelle rete che in rete ce ne sono a bizzeffe ( e forse anche meglio delle vostre che, pur essendo stati una sola una volta in un posto, vi permettete di scrivere post dal titolo “dove mangiare a…”), per questo è necessario personalizzare ciò che scrivete parlando delle sensazioni che vi ha regalato una certa località, del giudizio che le riservate indicando sul serio e in modo brutale se vi è piaciuta o meno, nonché raccontando qualche aneddoto che vi è occorso.
Non vi sto esortando a raccontare tutte le vostre faccende personali, intendiamoci ( anche perché non interessano a nessuno), ma qualche episodio curioso – e magari divertente – occorsovi può aiutare a farvi conoscere e  a empatizzare con i vostri lettori.

  • Essere traseticcio

Eppoi?

Eppoi bisogna essere traseticci.  L’essere traseticcio esprime una parola napoletana che significa sapersi infilare nelle situazioni ed essere scafati nello gestire le cose. Significa imparare a  conoscere i canali giusti, ovvero i gruppi facebook o i forum che attirano lettori. Non mi riferisco ai gruppi di viaggio in cui ci sono più bloggers che lettori e la ressa per pubblicare è proprio link è tale da essere considerati dagli esterni con commiserazione e dai “concorrenti” con acrimonia. Mi riferisco a quei canali in grado di suscitare vero interesse e riscontri duraturi. Quali sono? Nessun travelblog ve lo dirà mai.

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