da bacco palermo

Ci sono dei pro e dei contro al ristorante da Bacco a Palermo di via Orologio 29 a Palermo ( non siamo lontani dal teatro Massimo):

i pro riguardano essenzialmente il senso di ospitalità che si respira in questo locale e, più in particolare, la simpatia  del cameriere Giovanni, “il sosia di Ficarra”, in grado  con le sue battute  di rendere davvero  ilare l’atmosfera e di ovviare a gravi pecche.

I contro riguardano – ahimé – una cucina tutto sommato senza infamia e senza lode che, nonostante i prezzi medio-alti per Palermo, non riesce a lasciare qualcosa.

Si tratta, più nello specifico, di una cucina semplice e tradizionale, ma che – per quanto mi riguarda – è risultata essere priva di quei sapori genuini che connotano la gastronomia palermitana e quindi un po’ deludente. L’ho constatato mangiando un pasta con le sarde e una tartare di tonno abbastanza anonime e prive del quid che mi aspettavo, ma anche ascoltando la troppa prosopopea dello chef.

Chef che si è divertito a tessere le lodi della sua  caponata e della sua parmigiana di melanzane ai commensali ( francesi) di un altro tavolo, fintantoché è dovuto accorrere al mio tavolo e, prendendo atto di un gravissimo e sgradevole “errore” occorso allo sgombro preso da mia sorella  ( c’erano delle formiche nel piatto!!!), ha afferrato “il piatto” per farlo scomparire e si è fiondato in cucina per tutta la serata cercando poi di farsi perdonare con un miserrimo piattino di frutta, ma senza profferire parola.

Anzi, inserendo il piatto comprensivo di formiche nel conto e non proponendo nemmeno di ordinare un’alternativa.

Ecco, in conclusione – se non fosse capitata una cosa del genere – potrei dire che Bacco merita meriterebbe 6,5 (  in particolare grazie al valore aggiunto del servizio e ad una location gradevole).

Tuttavia, siccome la cucina mi ha deluso e quel trancio di sgombro – che è stato portato via – è stato comunque inserito nel conto, mi tocca levare un altro punto: insomma, si sono persi in un bicchier d’acqua…

 

 

 

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Pubblicato da narrabondo

A volte viaggio, altre volte mangio. Di solito respiro. Da quando ho percorso il cammino di Santiago per la prima volta, ho deciso che il mondo è più bello se visto a piedi. Se visito una città, raramente prendo un autobus o una metropolitana. La trovo una perdita di tempo che impedisce di godere appieno del viaggio. Sono nato a Napoli e, anche se ormai vivo lontano, continuo ad amarla profondamente. Conosco la Spagna come le mie tasche, ma continuo a trovare sempre una scusa per tornarci e viverla. Ciò nonostante ogni tanto però fingo di interessarmi a qualche altro paese e ne scrivo. Scrivo pure di roba da mangiare e ristoranti, ma è solo una scusa per giustificare la mia pancia.

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