Firenze in 2 giorni. Cosa visitare

Santa Maria del Fiore dal Palazzo Vecchio
Santa Maria del Fiore dal Palazzo Vecchio

Ha senso scrivere di Firenze su questo blog quando in rete è possibile già leggere migliaia di articoli con le informazioni più svariate e nelle librerie non mancano di certo le guide che descrivono brillantemente la bellezza del capoluogo toscano ? Sì, essenzialmente per due ragioni:

a) La prima – di interesse anche collettivo – è fondata sulla circostanza che a me Firenze piace talmente tanto da sentire la necessità di scriverne con qualche curiosità magari non valorizzata da altre guide frutto delle mie letture e della mia esperienza, nonché delle mie sensazioni. Basti pensare al bar del film Amici miei, al borgo dei Greci, alla via a forma di torta o al teatro romano. Difficile pero’ non emozionarsi anche solo grazie a tranquille passeggiate serali nella zona di piazza della Signoria, dove io mi sono messo ad ascoltare dei musicisti di strada in grado di regalare all’udito la stessa felicità che hanno provato i miei occhi.

b) La seconda, invece, è di interesse puramente personale: dopo aver scritto di Napoli in 4 giorni nonché della Venezia low cost a carnevale,  è giunto  il momento di arricchire il mo blog con un contributo sulle altre grandi città d’arte italiane

  • Due giorni a Firenze sono sufficienti?

Rappresentazione della Firenze rinascimentale
Rappresentazione della Firenze rinascimentale

Ciò premesso, veniamo a noi: sono sufficienti due giorni a Firenze?

No, assolutamente no!

Per vederla dignitosamente ritengo che ce ne vogliano almeno 4 ( se non 5).  Come è noto, Firenze, pur essendo una città piccola e facilmente visitabile a piedi, ha una densità di monumenti tale da richiedere davvero tante attenzioni e anche i suoi sobborghi, in particolare Fiesole, meriterebbero di essere conosciuti. Cosa fare dunque in due giorni? Innanzitutto bisogna evitare di correre da un posto all’altro come una trottola impazzita godendo di ciò che si sta vedendo senza pensare ad altro.

In secondo  luogo bisogna fare selezione: quali sono le cose fondamentali che vanno conosciute di Firenze? Per me, che pure a Firenze sono stato diverse volte, è un problema davvero di non poco conto: mica è facile capire cosa è  “più  bello”  rispetto ad altre cose pur belle ( di seguito però lo illustrerò!). In terzo luogo bisogna visitarla con intelligenza cercando di evitare il più possibile, cosa impossibile da fare fino in fondo, le grosse concentrazioni di turisti magari sfruttando i tempi morti e anticipando le file.

  • Quando visitare Firenze?

Quest’ultimo aspetto impone di rispondere anche ad un’altra delle domande tipiche che ogni turista si pone quando deve organizzare un viaggio: in quale periodo dell’anno è meglio andare a Firenze? Indubbiamente in primavera, quando la città si risveglia, ci sono tante iniziative culturali ( vedasi il maggio fiorentino) ed è davvero un piacere passeggiare, anche in bicicletta, per la città. C’è però un problema, un problema davvero grosso: Firenze è sempre piena di turisti e in primavera lo è ancora di più. Ciò significa che bisogna  organizzarsi prenotando su internet i biglietti d’ingresso ai singoli siti d’interesse e sottoporsi comunque a file defatiganti.  Per questo, a parer mio, il periodo migliore per visitare Firenze è  ottobre / novembre, quando cioè i turisti sono comunque tanti, ma non sono in numero tale da pregiudicare e rendere snervante una visita turistica.

David di Michelangelo, Palazzo Vecchio
David di Michelangelo, Palazzo Vecchio
  • E’ cara Firenze?

Sì, purtroppo sì. Firenze è davvero cara sia per gli alloggi che per quanto riguarda l’accesso ai siti d’interesse: ogni monumento, ogni museo e ( quasi) ogni Chiesa “pelano”  con biglietti che partono da un minimo di 8 fino ai 25 euro. Per quanto riguarda il cibo si trova un po’ di tutto: dal ristorante di un certo livello alla trattoria turistica e al paninaro. Firenze, tuttavia, rimane una città fine ed elegante in cui si nota un certo benessere e anche i negozi riescono a mantenere uno standard elevato. Lo si noterà in particolare nei dintorni  di Ponte Vecchio e di palazzo Pitti, dove alle gioiellerie di lusso si alternano gallerie d’arte e negozi rivolti a persone facoltose.  Non spaventatevi però: io ho dormito in uno dei migliori ostelli in cui sia mai stato con  meno di 20 euro e, per quanto riguarda il cibo, non mi sono fatto mancare nulla a prezzi più che ragionevoli e non dissimili da quelli di altre città italiane.

  • Firenze – L’itinerario in 2 giorni

  • Premessa generale

Dunque, la mission di questo articolo è selezionare. Selezionare significa “scegliere” ciò che possiamo vedere in due giorni e ci interessa di più.

Io, quando visito una città ( e soprattutto quando solo da solo), cerco di non limitarmi a collezionare “monumenti da vedere”, ma cerco sempre di conoscere un po’ la storia della città che mi ospita e di immaginare come sia essere un cittadino di quella stessa città.

E del resto visitare Firenze, per forza di cose, significa viaggiare del tempo e riscoprire l’età dei Comuni, la Signoria, il Rinascimento, Cosimo e Lorenzo de Medici, ma anche Dante Alighieri, Michelangelo, Donatello, Benvenuto Cellini, Brunelleschi, Vasari, Pico della Mirandola, Angelo Poliziano e tanti altri grandi della storia.

Interno di San Miniato al Monte
Interno di San Miniato al Monte

Più banalmente significa esplorare una città, che ha mantenuto per secoli il suo impianto urbanistico immutato, ma ha saputo innovarsi trasformandosi in una realtà moderna, vivace ed efficiente.

Sinceramente mi ha colpito “il silenzio” dei suoi mezzi di trasporti pubblico e l’ordine delle sue pur trafficatissime strade. Allo stesso modo è difficile non rimanere incuriositi dal lusso di certe attività commerciali / imprenditoriali: Firenze, oltreché una città d’arte, è ormai soprattutto una città in cui girano tanti soldi e che attrae anche turisti che possono spendere tanto.

Firenze però, nel suo cosmopolitismo, continua a preservare la sua forte identità e ad avere memoria storica. Mi ha, infatti, molto colpito notare come in molti monumenti  sia tuttora segnata con una linea il livello cui giunse l’acqua con l’alluvione del 1966.

– Cosa vedere a Firenze in due giorni

PRIMO GIORNO

  • Santa Maria del Fiore

    Santa Maria del Fiore con cupola del Brunelleschi.
    Santa Maria del Fiore con cupola del Brunelleschi.

Ciò detto, un tour di Firenze non può iniziare dal suo monumento religioso più importante: il Duomo di Santa Maria del fiore con la sua facciata in marmo connotata da tre rosoni e  dalle statue che la Madonna con il Bambino, gli apostoli e altri personaggi religiosi, il campanile di Giotto, la cupola del Brunelleschi e il battistero.

Il suo nome ( Santa Maria del Fiore) è un omaggio sia alla Madonna che al simbolo di Firenze, ovvero al giglio, e  vi confesso che me la sono studiata a lungo a diverse ore del giorno e della notte. Dapprima limitandomi ad osservare la facciata, poi entrando al suo interno e infine girandomela tutta attorno.

Santa Maria del Fiore di notte con il battistero e il campanile di Giotto
Santa Maria del Fiore di notte con il battistero e il campanile di Giotto

Si tratta nello specifico della Chiesa – sorta sopra la basilica paleocristiana di Santa Reparata – più grande al mondo al momento della sua ultimazione ed attualmente la terza dopo San Pietro a Roma e San Paolo a Londra.  Progettata da Arnolfo di Cambio nel 1296, di fatto è stata interessata da lavori fino al ‘400 ( è stata infatti consacrata nel 1436) e poi dotata della facciata definitiva addirittura nel XIX secolo. Si tratta pertanto di un’opera corale frutto dell’opera di tantissimi geni. In particolare di Giotto, che si occupò prevalentemente del campanile, e di Brunelleschi, cui dobbiamo la splendida cupola.

  • La basilica di San Lorenzo con le cappelle medicee

Meno maestosa è  poi sicuramente la più antica Basilica di San Lorenzo con la sua facciata in pietra grezza a vista su cui si aprono tre portali centinati. Secondo la tradizione sarebbe stata  originariamente consacrata da Sant’Ambrogio nel 393 e dedicata al martire Lorenzo, anche se – per come la conosciamo oggi – risale al ‘400.  Le Chiesa peraltro è legata alla storia De Medici, visto che sono seppelliti qui.

Basilica San Lorenzo, facciata.
Basilica San Lorenzo, facciata.

Le cappelle medicee, più in particolare,  permettono di ripercorrere la storia della famiglia che rese grande Firenze e di apprezzare grandiose opere d’arte, tra cui anche opere di Michelangelo.

  • Palazzo Medici – Riccardi

Un edificio, che chiude il “quartiere mediceo” e mi ha fatto invaghire, è stato però palazzo Medici – Riccardi per via dei suoi giochi prospettici in cui architettura e scultura si fondono diventando l’una al servizio dell’altra.  A progettarlo è stato è l’architetto Michelozzo che, pur avendo realizzato un palazzo imponente, scelse uno stile sobrio e austero divertendosi però a ricorrere ad elementi classici, quali sono le colonne corinzie, nel cortile centrale d’ingresso.

Palazzo Medici Riccardi, cortile interno
Palazzo Medici Riccardi, cortile interno
  • Il Mercato centrale di San Lorenzo e il mercato dei pellicciai

Se si è fatta “una certa” , un buon modo per mettere qualcosa di sfizioso senza interrompere la visita è andare al mercato al coperto di Firenze progettato da Giuseppe Mengoni tra il 1870 e il 1874. La struttura – in ferro, vetro e  ghisa – al piano terra è mercato “alla spagnola”, mentre al primo piano  consente di mangiare un po’ di tutto scegliendo tra decine di attività. C’è chi prepara pasta a mano, chi realizza taglieri di salumi e formaggi, chi bistecche fiorentine, chi pizze, chi sushi, chi vino, etc etc.

Sempre in zona San Lorenzo c’è poi il mercatino all’aperto dei pellicciai con centinaia di ambulanti che vendono oggetti in pelle.

  • Santa Maria Novella

La chiesa di Santa Maria Novella, legata ai domenicani, risale al XIII secolo ed è stata progettata da fra Jacopo Talenti. E’ in stile   gotico italiano anche se la facciata marmorea, bianca e verde, può trarre in inganno. Qui si trovano opere di Leon Battista, di Masaccio, Giambologna, Ghirlandaio, Michelangelo,  Filippo Lippi, Brunelleschi,  Sangallo.

  • Via dei Calzaiuoli e piazza della Repubblica

Tornando indietro nei pressi del Duomo lungo via dei  Calzaiuoli sarà poi difficile non notare già all’esterno le belle statue della Chiesa di Orsanmichele (  o  San Michele in Orto)  caratterizzata da  una loggia che in origine veniva utilizzato per il mercato delle granaglie.

Sempre qui, a due passi, solo due, troveremo altri due simboli di Firenze:

  1. piazza della Repubblica che – pur nella sua tipica struttura post-unitaria e pur essendo il risultato del “risanamento” che interessò diverse città italiane i  – è in realtà una delle piazza più antiche della città, essendo qui che in epoca romana si incrociavano i decumani;
  2.  La celebre fontana che raffigura un cinghiale anche se per i fiorentini è affettuosamente chiamata “fontana del porcellino”. A tal punto che Andersen, dopo un soggiorno a Firenze, scrisse la fiaba “il porcellino di bronzo”
  • Palazzo Vecchio e piazza della Signoria

  • Palazzo Vecchio e Piazza della Signoria.

Palazzo Vecchio e Piazza della Signoria.

Se Santa Maria del Fiore è l’edificio religioso più importante di Firenze, piazza della Signoria è sicuramente il cuore del potere politico e del potere mediceo. La piazza, a forma di L, nella storia ha assunto anche il nome di piazza dei priori o del Granduca ed ospita alcuni importanti strutture, quali ovviamente il palazzo Vecchio, il tribunale della Mercanzia, palazzo Uguccioni e la loggia della Signoria ( detta anche dei Lanzi in quanto qui si acccamparono i lanzichenecchi).

Quest’ultima, più in particolare, venne progettata per essere utilizzata quale balcone per “arringare”  il popolo durante le cerimonie ufficiali e si connota per elementi gotici e classici. Nei secoli successivi divenne poi una sorta di museo all’aperto che forniva riparo alle sculture della collezione medicea 8 in particolare al Perseo di Cellini e il Ratto delle Sabine del Giambologna).

E’ tuttavia la facciata di  palazzo vecchio o, meglio, di palazzo della signoria a farla da padrona, visto che si presenta all’esterno con il David di Michelangelo, nonché con Giuditta e Oloferne di Donatella per poi regalare, una volta entrati al suo interno, un climax cescente di bellezza.

E’ difficile scriverne in sintesi, ma ci proverò: palazzo Vecchio, la cui costruzione risale al XIV secolo, fu in origine palazzo dei Priori ( tra cui, per un periodo, ci fu un certo Dante Alighieri!) per poi divenire palazzo della Signoria, palazzo Ducale e, infine, sede del parlamento italiano per un breve periodo.

Qui vissero a lungo i Medici e vi lavorarono personalità del valore del Ghirlandaio, Vasari, Michelangelo, Donatello e Verrocchio.

Ciò detto, nel cortile principale si potrà riconoscere lo stile dell’architetto Michelozzo e apprezzare un gioco di volte impreziosite da decorazioni grottesche.

Cortile d'ingresso di palazzo Vecchio in piazza della Signoria
Cortile d’ingresso di palazzo Vecchio in piazza della Signoria

Dopodiché si potrà accedere ad appartamenti ricchi di decorazioni di una eleganza e di una maestosità straordinaria. Tra questi  il salone dei cinquecento con affreschi che rappresentano la vittoria di Firenze su Siena e Pisa, le stanze dei Medici ( Francesco I, Cosimo il vecchio, Lorenzo il Magnifico, Cosimo I e Leone X).  Un cenno specifico lo voglio però dedicare al “quartiere di Donna Eleonora”, la figlia del viceré di Napoli Don Pedro di Toledo che sposò Cosimo I e che qui visse per un periodo.

Prima di lasciare il palazzo non si può poi non salire fino a 95 metri di altezza sulla Torre di Arnolfo, dove tra l’altro venne imprigionato il Savonarola e da cui si gode di uno dei panorami più belli della città con San Maria del Fiore da una parte e Santa Croce dall’Altra.

  • Il piazzale degli uffizi e  Ponte Vecchio

Si prosegua poi  verso l’Arno intercettando il corridoio vasariano e  percorrendo tutto l’imponente cortile degli uffizi con le statue che rappresentano le personalità che hanno reso grande Firenze.

Palazzo vecchio col corridoio vasariano
Palazzo vecchio col corridoio vasariano

Per visitare gli uffizi – di cui scriverò più  sotto – ci vogliono ALMENO due ore e mezza e, dopo aver descritto una giornata tanto intensa, non ci sarà di certo il tempo ( né la voglia!) di farlo. Diciamo che gli Uffizi meritano uno spazio a parte.

Per questo ritengo che la conclusione perfetta per rilassarsi sia regalandosi una passeggiata sul Ponte Vecchio, da secoli e tutt’oggi  animato da orafi e da  gioiellieri, fino a palazzo Pitti.

SECONDO GIORNO A FIRENZE

  • Piazza San Firenze

La seconda giornata di vacanza a Firenze deve averne come riferimento il lungarno, da una parte e dall’altra.  Inizierei il tour da palazzo della Signoria  per visitare la vicina Chiesa di San Filippo Neri, a parer mio molto bella  benché  poco turistica. Si tratta di una delle poche Chiese barocche di Firenze, perdipiù dedicata al Santo dell’allegria , e si affaccia su una piazzetta notevole: piazza San Firenze. Sempre sulla stessa via è poi possibile ammirare palazzo Gondi,  la badia fiorentina il palazzo dei Pazzi, la casa di Dante ed altri begli edifici tra i quali quello che attualmente ospita l’INPS.

  • Borgo dei Greci e via della Torta

Nel dirigersi poi verso Santa Croce, consiglio di seguire il reticolato di stradine che porta a via della Torta, una via che si chiama emblematicamente così perché cinge un edificio a forma di torta e, più in particolare, un anfiteatro romano ( sì, a Firenze c’è anche un piccolo anfiteatro romano!). Nel farlo attraverserete anche borgo dei Greci, così chiamato non perché vi abitavano greci, ma la famiglia dei Greci poi bandita da Firenze e costretta a trasferirsi a Bologna.

  • Santa Croce

Si giungerà così davanti alla spettacolare Chiesa di Santa Croce,  Chiesa francescana in stile gotico che ospita le tombe di tanti grandi della storia, tra cui Michelangelo, Vittorio Alfieri, Galileo Galilei, Urgo Foscolo, Giovanni Gentile, Machiavelli, Rossini.

Basilica di Santa Croce vista da palazzo Vecchio
Basilica di Santa Croce vista da palazzo Vecchio

Vi sono poi  le cappelle delle famiglie Bardi e Peruzzi con gli affreschi di Giotto, nonché il crocifisso di Donatello  che fu aspramente criticato dal Brunelleschi per il suo eccessivo realismo. Sì, lo so, fa impressione dirlo, ma questi geni della storia si conoscevano, interagivano e a volte si sfidavano pure!

Di Santa Croce non si può nemmeno dimenticare il crocifisso di Cimabue, opera simbolo dell’alluvione di Firenze e parzialmente danneggiato. A scopo precauzionale ora è posizionato molto più alto rispetto al livello che raggiunse l’acqua durante l’alluvione!
Allontanandosi dalla Chiesa sarà quindi possibile osservare la cappella Medici, il refettorio e la Sagrestia per infine arrivare al Chiostro e alla cappella Pazzi. Quest’ultima, capolavoro del Brunelleschi,  non diede però mai ospitalità ai membri della famiglia Pazzi, atteso l’esito infausto della loro congiura contro i Medici.

Nei dintorni di Santa Croce c’è poi anche  la casa di Michelangelo Buonarroti.  Si trova precisamente in via Ghibellina.

A questo punto è tempo di tornare indietro sul lungarno, magari passando davanti alla biblioteca nazionale, e valutare la visita o della Galleria degli Uffizi, o di Palazzo Pitti.

  • La Galleria degli Uffizi

Naturalmente la galleria degli Uffizi  non ha bisogno di presentazioni. Si tratta di uno dei più importanti  e antichi musei al mondo che originariamente riuniva le 13 più importanti magistrature fiorentina ( gli Uffizi appunto). La galleria, realizzata da Vasari prima e dal Buontalenti, è già di per sé una struttura bellissima ( a partire dal portico con le statua) ed ospita oggi  i dipinti di Giotto, i fratelli Carraci, Rubens, Durer, Botticelli, Raffaello, Leonardo, Tiziano, Caravaggio, Giorgione, Ribera, Va Dyck e tantissimi altri grandi, oltre alle statue della collezione de I medici.

La Primavera del Botticelli, galleria degli Uffizi, Firenze
La Primavera del Botticelli, galleria degli Uffizi, Firenze

Molti associano la visita degli Uffizi assieme a quella di palazzo Pitti. E’ però un’operazione che non consiglio: fare così significa trascorrere mezza giornata in un museo e ovviamente l’interesse non può che venire meno. Per questo motivo lascerei la visita di palazzo Pitti ad un eventuale giorno di visita ulteriore.

  • La Chiesa di Santo Spirito

Attraversato di nuovo il fiume Arno (ed anche palazzo Pitti!) un’altra Chiesa fiorentina che merita una sosta è sicuramente la Chiesa di Santo Spirito, anche perché è stata progettata inizialmente da Brunelleschi.  La facciata è sobria, l’interno è a tre navate e in stile rinascimentale.

  • Il bar de’ Necchi di “Amici Miei”

Per i cultori della saga di Amici Miei, i film che più di tutti hanno celebrato lo spirito irriverente fiorentino, non può poi non essere fatta una breve deviazione in via dei Renai dove era ambientato il bar de’Necchi – il ritrovo prediletto dei protagonisti – e recentemente il comune di Firenze  ha apposto una targa.

  • Piazzale Michelangelo e San Miniato al monte

Piazzale michelangelo. La vista più fotografata di Firenze.
Piazzale michelangelo. La vista più fotografata di Firenze.

Da qui, se avete gamba, in circa 20 minuti a piedi – perlopiù impegnati sulla rampa dei Poggi – potrete raggiungere  la collina su cui sorge piazzale Michelangelo e godere di quello  che è considerato il panorama più bello di Firenze (  tengo a precisare che ci sono anche mezzi pubblici per arrivarci!). Da qui poi è possibile vedere il forte Belvedere, Santa Croce, il lungarno, il ponte Vecchio il Duomo, il palazzo della Signoria, la badia Fiorentina e addirittura Fiesole.

Poco distante vi è poi la abbazia di San Miniato al Monte dedicata al primo martire della città  e concepita in stile romanico fiorentino.  A metà della scalinata vi è anche il cimitero monumentale di Firenze  con nomi illustri. Tre su tutti: Zeffirelli, Cecchi Gori, Spadolini.

Questo è più o meno l’itinerario più razionale da seguire in due giorni a Firenze, itinerario che ovviamente varierà a seconda delle esigenze e degli interessi.

Abbazia di San Miniato al Monte
Abbazia di San Miniato al Monte
  • Terzo giorno a Firenze

Se però abbiamo a disposizione un terno giorno, lo dedicherei innanzitutto a Palazzo Pitti.

  • Palazzo Pitti con i giardini di Boboli

I fiorentini nella storia sono sempre stati degli attaccabrighe e Luca Pitti, ricco banchiere della città, amava rivaleggiare con I Medici. Per questo volle far costruire il palazzo più grandioso di Firenze scegliendo un progetto di Brunelleschi, scartato da Cosimo per palazzo Medici, imponendo le finestre fossero più grandi della porta d’ingresso dello stesso palazzo Medici e che  la corte interna lo potesse contenere tutto.

Luca Pitti però non si limitò a queste provocazioni da “potenti” e per ben due volte tentò di tramare contro la famiglia Medici. I piani però non andarono a buon fine e la famiglia Pitti finì così in disgrazia, a tal punto che infine palazzo Pitti venne acquistato proprio dalla famiglia Medici.

Oggi Palazzo Pitti  – che è stato abitato da I Medici e sede del Granducato di Toscana – è soprattutto un museo che contiene altri musei. Ospita la galleria palatina con numerose opere di Tiziano e Raffaello, nonché gli appartamenti reali, il quartiere del principe di Napoli, l’appartamento della Duchessa d’Aosta e le opere dei macchiaioli.

Da palazzo Pitti si potrà poi accedere ai  Giardini di Boboli, un museo all’aperto,  per la sua collezione di sculture  che vanno dall’antica  Roma al secolo scorso. Voluti dai Medici, sono stati poi arricchiti anche dai Lorena e dai Savoia. Passeggiare lungo i suoi vialetti ricoperti di ghiaia significa poter scoprire laghetti, fontane, grotte, tempietti e ninfei, ma anche la Kaffeehaus, la Limonaia.

  • Palazzo Strozzi

La famiglia Strozzi, storicamente ostile ai Medici, era stata esiliata da Firenze. Filippo Strozzi però, fatta fortuna come banchiere a Napoli, riuscì a  tornare nella sua città d’origine e fece costruire un edificio volutamente più grande della residenza dei Medici.  Si tratta, più in particolare, di un edificio con una facciata in bugnato che si sviluppa su tre piani attorno ad un cortile centrale. Attualmente qui si organizzano soprattutto mostre.

  • Fiesole

Una gita serale in uno dei sobborghi più esclusivi, ricchi e panoramici di  Firenze è assolutamente consigliato. Secondo le  statistiche  è la cittadina con il PIL più alto della toscana, ma qui ci si va essenzialmente per visitare le  belle ville e il teatro romano.

  • Quarto giorno a Firenze.

Un eventuale quarto giorno lo dedicherei sicuramente alla galleria dell’Accademia. Non si tratta di un museo da niente, visto che – statistiche alla mano – è il quarto in Italia per visitatori. Espone gli “originali” delle copie che si trova in giro per la strada, tra cui 7 opere di Michelangelo e in particolare il David.  Successivamente visiterei  anche il giardino Torrigi, Santa Maria del Carmine, San Frediano.

Non mi dilungo però ulteriormente, visto che questo post è volto a suggerire a come organizzare 2 giorni a Firenze, ovvero il numero di giorni in cui mediatamente si trattiene un visitatore in questa città.

  • Conclusioni: cosa ho capito di Firenze.

Firenze è sempre stata e rimane tuttora una città  a misura d’uomo. Si può visitare perfettamente a piedi, ma c’è da dire che è anche molto organizzata. Il turista può godere di tutti i servizi possibili e immaginabili, ad un livello tale che il modello Firenze andrebbe esportato ovunque ( soprattutto in quelle città d’arte che sono rimaste molto indietro. Mi riferisco in particolare a Roma e Napoli).

Ciò detto, FIRENZE deve gran parte delle sue fortune alla famiglia Medici, ma c’è da dire che i Medici furono essenzialmente dei dittatori. Dunque possiamo dire che esistono anche dittatori buoni. Grazie ai Medici, infatti, Firenze è diventata un centro incredibile di letterati, artisti,  filosofi e scrittori, ma anche di banchieri, mercanti, politici e  magistrati. A Firenze nel rinascimento si creava soprattutto economia e l’economia ha conseguentemente permesso di investire anche nel campo del bello e dell’intelletto. E’ questo un circolo virtuoso che andrebbe emulato nell’Italia moderna dove la depressione economica produce bruttezza anche in campo artistico.

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5 commenti

  1. Questo post è da stampare e conservare!!
    Nonostante le parecchie visite alla città mi manca ancora molto, ma meglio così!
    Con i tuoi suggerimenti potrei farci ancora un tot di giretti interessanti!!
    Grazie davvero!!

    Mi piace

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