L’incanto di Molinaseca – cosa vedere

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IL PONTE DEI PELLEGRINI A MOLINASECA

E chi se lo scorda l’arrivo a Molinaseca!
Dopo 47 interminabili e lunghissimi chilometri intervallati da una coinvolgente sosta alla Cruz de Hierro, sono riuscito a trascinarmi fino a Molinaseca. E’  un paese che mi ha sempre affascinato e in cui mi sarei sempre voluto fermare nei miei precedenti cammini di Santiago, ma non c’era mai stata occasione per godermela come merita. Così la necessità di dover fare un unico tappone da Astorga senza poter spezzare la montagna, mi ha consentito finalmente di fare questa grande conoscenza.

La vita del minuscolo paese del Bierzo, che si trova ai piedi del Acebo e di Riego de Ambros, si sviluppa di fatto tutta attorno al bel  ponte dei pellegrini che permette di attraversare il fiume Meruelo e di proiettarsi immediatamente nella calle real, il corso principale cittadino su cui si affaccia la vita con taverne, localini e palazzi storici.

  • Il ponte dei Pellegrini a Molinaseca.

Il vero epicentro di Molinaseca rimane però indubbiamente il ponte. E’ qui che d’estate si cerca refrigerio dalla calura e ci si bagna nel fiume. I più scafati ci si tuffano pure, anche se per farlo bisogna conoscere a fondo il punto prescelto: il livello dell’acqua, infatti, difficilmente supera la vite.

  • La festa dell’acqua di Molinaseca.

L’acqua, del resto, è protagonista anche della festa più importante di Molinaseca: la fiesta del agua, una vera e propria battaglia campale a secchiate d’acqua che si tiene dal 1954 per le strade del paese – un po’ come in altri paesi dell’entroterra del Sud Italia – senza lesinare colpi bassi. La festa è nata per iniziativa degli invitati a un matrimonio che, colti da un caldo insopportabile, decisero di rinfrescarsi dando avvio ad uno scambio di gavettoni!  La festa, che originariamente si teneva ad agosto, ultimamente è stata anticipata a luglio.

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  • Dove mangiare a Molinaseca: la Bodega el Camerero nella calle real

Consentitemi poi di suggerirvi un posticino notevole per mangiare a Molinaseca: la bodega el Camerero. Si tratta di un’autentica e ruspante taverna tipicamente spagnola in cui si può fare tutto il rumore che si vuole e l’allegria non è mai considerata eccessiva. Qui un vecchio biliardino è teatro di grandi sfide e il bancone è sempre affollato di persone con un bicchiere in mano. I proprietari poi sono persone di vero cuore e preparano anche dei panini eccezionali! Da provare assolutamente è poi la “limonada” fatta da loro. Ovviamente non si tratta di semplice limonata, ma di un mix di vino, limone, zucchero e cannella tradizionalmente bevuta in occasione della Settimana Santa. Il proprietario della Bodega la definisce “miele degli dei” e vi assicuro che è buonissima.  A me, non so perché, me l’ha voluta offrire! Normalmente si prepara col vino bianco, ma c’è anche col rosso.

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Le viti del Bierzo
  • Dove dormire a Molinaseca

Se siete dei pellegrini, sappiate che gli albergues si trovano fuori dal centro abitato. Da pochi mesi ha però aperto in piena calle real  l’albergue Señor Oso, gestito da un ragazzo di Madrid che ha deciso di trasferirsi a Molinaseca e di aprire un albergue pellegrino dedicandolo proprio a Madrid ( l’orso è infatti il simbolo della capitale spagnola). L’albergue è completamente nuovo ed è molto pulito. Le camere sono spaziose e dotate di armadietto. Bella poi l’accoglienza con un bicchiere di limonata. L’unico inconveniente è che c’è un solo bagno e una sola doccia e che per lavare i panni bisogna utilizzare per forza la lavatrice e l’asciugatrice.

  • Il Bierzo, le tradizioni romane e la Spagna rurale

Del Bierzo, prezioso territorio rinomato per i salumi e schiacciato tra la parte occidentale della provincia di Leon e la Galizia, non ho mai scritto con la dovuta attenzione. Ho scritto un generico post sulle destinazioni più appetibili in una settimana in Castilla y Leon ( leggi qui)  e l’ho incidentalmente citata nell’illustrare il mio itinerario in Galizia ( leggi qui), ma è giusto che mi decida a scriverne in maniera organica e specifica.

Lo devo per due motivi: a) perché sono un grandissimo appassionato del folclore e delle tradizioni del Bierzo ( soprattutto quelle riguardanti i salumi!); b) perché i colori del Bierzo sono i colori di una valle florida e ricca che mutano assieme alle stagioni dell’anno.

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Il fiume che scorre a Molinaseca

Il Bierzo infatti, pur essendo molto orgoglioso del suo passato romano ( a Cacabelos ogni estate c’è una simpatica festicciola a tema romano) in contrasto con la Galizia celta, rimane un territorio saldamente ancorato a tutte le tradizioni della Spagna rurale.  Dimenticatevi infatti le grandi Cattedrali del resto della Castilla y Leon. Qui non troverete l’opulenza di Burgos, Leon e Astorga, né di Salamanca, Avila e Segovia, ma costumi semplici e intimamente contadini. In compenso però troverete un anticipo di Galizia, che poi esploderà sul Cebreiro, e tanta accoglienza. El Acebo, Molinaseca, Ponferrada, Cacabelos e Villafranca sono infatti comuni che racchiudono la valle.  E, invero, se Ponferrada è rinomata per il castello dei templari e per la Chiesa di Santa Maria,  probabilmente è Villafranca del Bierzo a costituire la perla assoluta del territorio. Qui i pellegrini gravemente malati che non sarebbe riusciti ad arrivare a Santiago, dovendo tra l’altro affrontare il Cebreiro, ricevevano ( e ricevono tuttora) l’indulgenza plenaria per i peccati commessi passando per la Puerta del Perdon.

 

 

 

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