La valle dei caduti e Pedro Sanchez.

valleUno dei miei più grandi rammarichi è di non aver mai visitato la valle dei caduti. Per 12 anni, ogni volta che sono andato a Madrid, ho sempre rimandato. Ho rimandato, ho rimandato, ho rimandato anche quando sono andato a visitare il vicino monastero dell’Escorial ( per leggerne qui) che si riconnette al Valle de los caidos attraverso un sentiero.  L’ultima volta che mi è capitato di andare a Madrid – appena tre mesi fa! – mi ero tuttavia deciso ad organizzare la gita con piglio deciso: “stavolta voglio visitare el valle!”

Ciò tuttavia non mi è stato possibile, essendomi trovato – mio malgrado – al centro di un atto di estremo abuso da parte del primo ministro Pedro Sanchez. Egli infatti aveva fondato i suoi due anni  al governo di un paese estremamente in crisi sulla promessa di esumare il corpo di Francisco Franco sepolto appunto al valle de los caidos.

Cosicché, non essendoci riuscito per via di ricorsi e procedimenti giudiziari attivati dai familiari del Caudillo, da premier già dimissionario e come ultimo atto della sua amministrazione anche  per giocarsi poi questa carta in campagna elettorale ( è infatti  attualmente di nuovo presidente per un solo voto grazie all’appoggio di partiti espressione dell’Eta e del separatismo catalano!) , ha deciso unilateralmente di far chiudere  – senza comunicazione preventiva a nessuno – El valle per permettere la esumazione di Franco e la sua traslazione al cimitero del Pardo.

Ha così piazzato la guardia civil a presidio e ha impedito l’accesso a questo monumento nazionale a tutti i visitatori per un periodo indeterminato proprio mentre io ero a Madrid e avrei voluto visitarlo. Dopodiché, sempre con un blitz a sorpresa, ha fatto giungere un elicottero, disseppellire Franco e fatto sparire vietando la presenza dei religiosi della abbazia,  testimoni, giornalisti e persone che non appartenessero alla stretta cerchia familiare di Franco.

  • Cos’è la valle dei caduti

El valle de los Caidos – lo specifico – è  uno dei monumenti nazionali più visitati in Spagna con 400mila accessi nel 2019. In realtà alla Valle dei Caduti ( o, meglio, alla  Basílica de la Santa Cruz del Valle de los Caídos ) non si va per la sua bellezza in sé – anche se  il luogo è molto suggestivo – ma per l’alto valore simbolico che incarna.

Fu infatti voluto da Francisco Franco in persona all’indomani della fine della guerra civile spagnola,  mentre altrove impazzava la seconda guerra mondiale,  per ricordare i caduti di entrambe le fazioni.

La guerra civile spagnola fu infatti il laboratorio per il successivo conflitto mondiale con da una parte i repubblicani  vicini al comunismo sovietico – che bruciarono finanche Chiese e  uccisero religiosi – cui si unirono i separatisti  Baschi e Catalani, e i nazionalisti guidati da un gruppo di militari dall’altra.  In Spagna così giunsero da tutto il mondo volontari per sostenere una delle fazioni e il conflitto lacerò fortemente il paese dal 1936 al 1939 fin quando Francisco Franco riuscì ad imporsi diventando “el Caudillo” per poi, alla sua morte,  restaurare la democrazia e la monarchia con libere elezioni e re Juan Carlos.

Il monumento del Valle de Los Caidos fu voluto proprio dopo la fine della guerra civile, cioè nel 1940, per riconoscere una forma di pietas ai morti di entrambi gli schieramenti. 

I lavori furono poi completati nel 1958 offrendo degna sepoltura a 33.872 caduti di entrambi gli schieramenti morti durante la guerra civile. Tra questi anche all’avvocato José Antonio Primo de Rivera, fondatore della Falange spagnola, assassinato sul castello di Santa Barbara ad Alicante il 20 novembre 1936.

Questo complesso, aperto al pubblico, era un modo per dire: ragazzi, ci siamo sgozzati fino a ieri, ma mettiamoci una pietra sopra  e andiamo avanti perché siamo parte di un unico paese e non possiamo vedere le nostre famiglie divise. Insomma, El valle è il segno tangibile di una volontà di pacificare il paese offrendo la stessa sepoltura a tutti i protagonisti di quella vicenda storica, vincitori e vinti.

  • La descrizione della valle dei Caduti

Soggiungo: la valle è altresì dominata dalla più grande Croce del mondo con i suoi 150 metri di altezza ( è visibile anche a 40 km di distanza). Nel complesso, tra l’altro, si trova una abbazia benedettina, una foresteria per accogliere i visitatori e una basilica scavata  nella roccia con le tombe di Primo de Rivera e militari dei due schieramenti. 

Francisco Franco non voleva essere seppellito al Valle, anzi voleva stare accanto a sua moglie in una modesta cappella situata nel cimitero del Pardo a Madrid. Juan Carlos volle però farlo seppellire al Valle e lì è rimasto per quasi 45 anni fin quando Pedro Sanchez si è svegliato e ha deciso di fregarsene della “pacificazione” e della pietas per i morti riaprendo una ferita che si stava rimarginando.

Intendiamoci, al Valle non ci sono mai state parate di nostalgici di Franco, né esaltazioni del franchismo. Trattandosi infatti di un luogo di culto e di sepoltura, chi accede alla valle dei caduti lo fa con l’estremo rispetto che si deve al luogo. Ciò anche perché c’è sorveglianza da parte dei monaci.

Per questo il furore di Pedro Sanchez per sfrattare l’inquilino scomodo è ai più apparso fuori luogo. Tanto da aver fatto acquisire a Sanchez medesimo l’appellativo di “profanatore di tombe”. Qualcuno sostiene altresì che il suo sia il primo atto di un piano progressivo per poi  far esumare anche il corpo Primo de Rivera e rimuovere la Croce, simboli della “Spagna reazionaria” che lui detesta, per poi dare un colpo mortale anche alla monarchia.  A me però ciò non interessa. A me interessa che la Spagna – il paese che ho più a cuore – esca da una crisi economica e politica che attualmente appare senza fine. Per questo non spenderò altre parole per Sanchez.

Dispiace però che la valle abbia parzialmente perduto la sua immagine di luogo simbolo della pacificazione nazionale per divenire ora simbolo di divisione, lacerazioni, odio ideologico e rancore. Ci vorrò andare comunque, ci andrò comunque alla prossima occasione non appena tornerò a Madrid ( se il governo non me lo chiude all’improvviso da un giorno all’altro!) , ma so già che ci andrò con la sensazione di essermi perso qualcosa.

¡Que viva España!

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