Angelo Forgione e la colpa degli altri.

Uno dei grandi drammi di internet è l’aver riconosciuto un ruolo a quelle figure che una volta si incontravano nei bar che – pur essendo prive dei necessari titoli – dissertavano  dei massimi sistemi. Il cosiddetto tuttologo,  per la verità, è sempre esistito,  ma una volta gli si riconosceva il peso che meritava. Ora invece, grazie ad una società mediatica in cui il like è ciò che conta, il tuttologo sta realizzando tutti i suoi sogni di gloria.

In proposito viene in rilievo la figura di Angelo Forgione, un  personaggio che ha raggiunto un qualche successo grazie ai video su  youtube e successivamente ha potuto pubblicare dei libri storici su Napoli e sul calcio.

Per non perdere il contatto coi suoi lettori da anni gestisce altresì un blog e una seguita pagina facebook in cui affronta i più svariati argomenti ( calcio, storia, attualità e politica) con un occhio particolare per Napoli.

Ebbene, quando  si tocca la politica, vengono in rilievo tutte le contraddizioni di un personaggio che si presenta come divulgatore storico senza essere uno storico e poi elabora sistematicamente delle riflessioni frutto esclusivo di una certa partigianeria.

E così – mentre Napoli è DI NUOVO invasa dai rifiuti con i trasporti al collasso, i parchi pubblici chiusi e non si riesce mai a risolvere un problema qualunque – egli si guarda bene dall’attaccare i responsabili di questa situazione oscena per focalizzare il suo bersaglio su ben altri destinatari: il fascismo, la Lega  e Bettino Craxi, tutti fenomeni espressione della Lombardia e dunque mostri di cui la povera Napoli sarebbe stata (e sarebbe tuttora) una inconsapevole vittima.

Dunque per Forgione, se – dopo 4 anni – a via Marina  non si riesce a chiudere il cantiere per lavori che in qualsiasi altra parte del mondo sarebbero stati realizzati in pochi mesi, il responsabile non può che essere Matteo Salvini.

Lui ovviamente non scrive questo,  ma è la conclusione che viene naturale  tirare  dopo aver letto i suoi scritti sulla povera Napoli vittima del sistema.  Egli infatti sostiene di essere un difensore di Napoli, ma – se davvero fosse tale –  dovrebbe rivolgere quotidianamente la sua indignazione  verso coloro che stanno distruggendo la città per incapacità e fanatismo ideologico. Invece non lo fa.

In Forgione infatti  non c’è mai un minimo di autocritica su Napoli e la giustificazione va sempre cercata altrove, dai Savoia ai leghisti cinici e bari.

Ultimamente poi ha scritto un post molto discutibile su Craxi sostenendo che solo in Italia – dopo il fascismo (!?) – si poteva tentare di riabilitare Bettino Craxi; con ciò dimostrando che dovrebbe evitare di definirsi “divulgatore storico” se, dopo decenni, si è  incapaci di fare una seria analisi su tangentopoli e sui drammi umani che si sono consumati allora.

I fatti infatti non vanno mai assemblati come ci piace in un puzzle intrigante, ma vanno analizzati con  freddezza e metodologia storica in modo da ottenere un bilancio con gli attivi e i passivi di un dato periodo e di dati personaggi.

Tutto questo Forgione non è in grado di farlo per il semplice fatto che non è uno storico, non è un giurista e non ha  le patenti per scagliare pietre verso i peccatori. Per questo dovrebbe tornare nell’ambito della sua area di competenza e limitarsi a scrivere del Napoli calcio.

Ossequi.

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