Lamorgese a che servi?

Mentre il paese vive il peggior momento di inquietudine e la peggior crisi emotiva,  sanitaria, economica e anche morale dalla seconda guerra mondiale,  sorprende – invero per l’ennesima  volta – l’eccessiva inadeguatezza della compagine governativa guidata dalla Pochette salentina. Su tutti basta fare i nomi dei ministri della Giustizia Bonafede e degli Interni Luciana Lamorgese.

Il primo, che ritiene che i reati –  se non sono dolosi – si trasformino in colposi, ha appena fatto approvare l’ignobile riforma della prescrizione e una parimenti ignobile riforma delle intercettazioni per poi assistere inerte alla rivolta dei detenuti di mezza Italia senza avere nemmeno la dignità di dimettersi un secondo dopo.

lamorgese

Il ministro Lamorgese, invece, è una chimera che ha fatto una brillante carriera  prefettizia per incomprensibili  meriti( è stata capo gabinetto con Alfano e in ultimo prefetto di Milano) e  pare che sia entrata nella compagine governativa addirittura su input di Mattarella.

Ebbene, il ministro Lamorgese,    da quando è in carica, si è contraddistinto soprattutto per la sua passività, inerzia e inadeguatezza riportando così all’attualità la vexata quaestio sulla inutilità delle prefetture.

Basti infatti considerare che, mentre il governo ha fatto filtrare il contenuto del decreto con cui qualificava la Lombardia quale “zona rossa” da isolare per il rischio di contagio, lady Lamorgese è stata incapace di chiamare al telefono il questore di Milano e far disporre la chiusura della stazione ferroviaria per fermare l’esodo dei cervelli in fuga che esportavano il virus in giro per l’Italia.

Due:  Luciana Lamorgese  – ovviamente assieme a Bonafede! – deve poi “ringraziare il corona virus” se la rivolta di massa dei detenuti e l’evasione di oltre 50 persone è passata tra le notizie in secondo piano. Eppure si tratta di una notizia di una gravità inaudita, visto che attesta che i detenuti rimangono nelle carceri italiane per consenso e sono in grado di evadere quando vogliono davanti ad uno stato incapace di garantirne la custodia.

E invero,  ad oggi, gli evasi che non sono stati ancora rintracciati sono 13.

Di questi 1 è stato condannato per omicidio, mentre 12 sono pericolosi mafiosi attivi nel Gargano.

Ebbene, se ricordate, solo un mesetto fa, nel corso dell’ennesima – inutile e retorica ! – manifestazione dell’associazione Libera a Foggia, la Lamorgese ha dichiarato, con estrema sicumera, che la risposta dello stato verso la mafia operativa in capitanata sarebbe stata forte e deciso.

Sì,  come no: l’abbiamo visto in che modo!

Mi chiedo, dunque, cosa debbano combinare ancora il duo Bonafede e Lamorgese per andare a casa se agevolare ( recte: omette di impedire) la diffusione di un virus mortale e far evadere i mafiosi dal carcere non è ancora  ritenuto sufficiente.

N.B. Aspetto di leggere l’editoriale di Travaglio sul governo che fa scappare i mafiosi.

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