Quando la tempesta sarà passata.

Quando la tempesta  sarà passata e dovremo orientarci tra le rovine, dovremo altresì chiederci se tutto questo si poteva limitare con pizzico di competenza in più.

E ci ricorderemo del professor Burioni, che aveva cercato di avvertire del pericolo mentre la virologa  Gismondo dell’istituto Sacco di Milano sminuiva il problema sostenendo che il corona virus fosse una normale influenza. Magari quindi chiederemo la sua testa e le chiederemo di dedicarsi ad una attività dove in futuro possa  essere meno nefasta.

Ci ricorderemo di Zingaretti che, intervistato da un giornalista, appena due settimane fa rispondeva con tono canzonatorio e irriverente affermando che  non aveva tempo da perdere col corona virus, perché c’era da affrontare l’influenza di stagione ( cfr. “Zingaretti ride del corona virus”). E ci ricorderemo anche di  Renzi, il quale  da Lilli Gruber diceva che non bisognava “suonare al citofono  soffiando sul fuoco per alimentare paure. Ci ricorderemo anche del signore con la pochette e delle sue dichiarazioni rassicuranti sulle misure adottate e poi, subito dopo, smentite dalle sue stesse azioni susseguenti.

Penseremo a come un ex prefetto in carriera, attuale ministro degli interni, sia stato incapace di disporre la chiusura di una stazione ferroviaria e ci ricorderemo dell’ansia ulteriore causataci da un Guardasigilli che, dopo aver fatto approvare una riforma delle intercettazioni da URSS, rimaneva inerte davanti alle rivolte dei detenuti e alle evasioni  di massa di mafiosi occorse nelle  carceri di metà paese.

Né potremo più ridere davanti alle manifestazioni per “abbracciare un cinese” di Nardella e di De Magistris: potevano farci ridere al momento, ma poi dovremo trarne le giuste conclusioni. Così come dovremo trarre le conclusioni per la “pizza della pace” di Di Maio e di quel Sorbillo con la faccia da Sorbillo che si è fatto pubblicità, come al suo solito, anche in occasione di circostanze drammatiche.

A costoro chiederemo di abbandonare la politica, di non ricevere più incarichi dalla politica e di trovarsi un lavoro. Magari come pizzaioli di Gino Sorbillo,  quello che, per farsi pubblicità, è arrivato a sostenere di essere stato intimidito da una bomba e i cui dipendenti sono tutt’altro che euforici per lavorare alle sue dipendenze.

E poi ci ricorderemo dei Soloni, quelli che credono di essere degli eletti e che, con estrema sicumera, vogliono insegnarci come campare e cosa pensare.

Gianrico Carofiglio è in questo senso il Solone per antonomasia, Solone di cui alcuni lettori sostengono la bravura da scrittore e che ciò nonostante  non vorrò mai leggere  per il semplice fatto che quelli come lui  auspicano la distruzione dei  libri scritti da quelli come me.

Eppure, quando lo vedo apparire in tv, ho paura. Ho paura per la gravità di quello che afferma e per il tono perentorio con cui lo sostiene, facendomi così  riflettere in ordine alla sua pregressa attività di Pubblico Ministero.

Il 28 febbraio scorso, con la consueta certezza che lo contraddistingue, egli affermò :

“Contro l’isteria collettiva… 1) oggi ho viaggiato in aereo con persone serene e senza mascherine; 2) sono andato in metropolitana e tutti erano tranquilli; 3) Ho preso parte ad una tranquilla e affollata presentazione di un libro. Ci tenevo a farvelo sapere”.   

Per  costoro, ogni volta che appariranno di nuovo in futuro, basterà un grande, gigantesco pernacchio – ovviamente al maschile – di  eduardiana memoria:

“Duca Conte dottor procuratore Giarrico Carofiglio, prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr”.

 

carofiglio

E in ultimo dovremo ricordarci dei miserabili:

a) Di quelli che fatturano milioni di euro all’anno e si sono rifiutati di chiudere il loro locale in via precauzionale;

b) Di quelli che, fino a pochissime ore  fa, sminuivano la situazione facendo gli smargiassi davanti a chi prendeva già le giuste precauzioni;

c) Dei ragazzi della Napoli bene intervistati  da LA7 che uscivano perché “a 25 anni non si può stare mica in casa” e “bisogna far girare l’economia”;

d) Dei cervelli in fuga  da Milano che, anziché stare fermi [ cioncati in casa! ],   sono scappati  nottetempo in treno o in autobus diffondendo il virus nel resto del paese.

Tutti costoro andranno bollati a vita come vili, cialtroni, egoisti.

Ciò nonostante non sarà sufficiente e se per la categoria sub a) basterà evitare i loro locali,  per gli appartenenti alle  categorie sub  b), c) e d)  andrà intrapresa una misura ulteriore:

andrà ripristinato immediatamente il servizio militare obbligatorio ( anche per le femmine che  la sera devono fare aperitivo…)

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