Un hater di nome Massimo Giannini

Alcuni di voi sapranno sicuramente chi è Massimo Giannini, altri – più fortunati – invece no.

In sintesi Massimo Giannini è uno di quei giornalisti provenienti dalla (pessima) scuola di repubblica  che, per incomprensibili meriti, è  succeduto a Giovanni Floris alla conduzione   del principale programma di approfondimento politico di rai3, salvo poi essere silurato a causa degli scarsissimi ascolti ( pare su input di Renzi).

Attualmente ha preso sostanzialmente il posto di Vittorio Zucconi ( deceduto e anche lui proveniente da Repubblica) e conduce su radio capital la trasmissione “Circo Massimo”.

Di lui colpiscono essenzialmente due cose:

  1. Quell’aria apparentemente garbata che rende felici tutti le maestre democratiche della galassia e gli ha fatto prendere sempre 8 in pagella anche quando era tendenzialmente impreparato;
  2. La naturalezza con cui riesce a seguire sempre la direzione del vento. Di lui non si registrano mai posizioni scomode al mainstream, né interventi di rottura. Anzi, se vogliamo dirla tutta, di lui non si ricorda proprio nulla.

Spesso dai microfoni di Radio Capital solidarizza coi colleghi di Repubblica colpiti da indefinite minacce (?!?!) e ultimamente è stato tra i più giulivi sostenitori del movimento delle Sardine per via del messaggio positivo e pacato di cui erano foriere in contrapposizione al ” linguaggio aggressivo e alla politica dell’odio” sostenuto dalle parti politiche a lui avverse.

Ebbene, fatta questa doverosa premessa di ordine ontologico, bisogna però evidenziare che questo bel fuscelletto romano smentisca ritualmente se stesso e la sua materia fatta della stessa sostanza dei sogni utilizzando pletoricamente un registro offensivo e denigratorio verso una quantità indefinita di persone ree di averne evidenziato alcune gaffes molto gravi.

Egli infatti, anziché essere grato che qualcuno lo ascolti per davvero, sta infatti reagendo in modo isterico e livoroso nei confronti di quelle persone che gli hanno rinfacciato un intervento televisivo poco avveduto da Lili Gruber.

Nello stesso sminuiva il problema del corona virus e asseriva che il vero problema era “l’untore politico che diffonde il morbo della paura” contestualmente ai suoi stessi elettori ( qui potete vederlo).

Per farla breve  Giannini faceva ( o fa tuttora?) parte del club “abbraccia un cinese contro il razzismo”  che poi, non molto tempo fa, si è anche riunito a Milano per un aperivirus contro la paura.
La posizione sciagurata del club, però, è stata smentita dai fatti dopo pochi giorni e il web – che non dimentica – non ha tardato a pretendere delle scuse o delle rettifiche da parte dello stesso  Giannini:

La reazione di Sua dis-grazia però è stata la seguente ( riporto la frase senza correggere gli errori di punteggiatura piuttosto gravi per  chi vive scrivendo):

Screenshot_2020-03-20-18-16-37

“Ai livorosi camerati della mozione “vergogna, hai dato dell’untore a #salvini!”: era gennaio, parlavo di politica, e di un altro tipo di virus. Ma è inutile spiegarlo al manipolo di analfabeti funzionali al servizio della Bestia, di cui fate felicemente parte”.

Insomma, davanti ad un registro così aggressivo verrebbe voglia di scrivere all’ordine dei giornalisti presso cui è  iscritto Giannini, ma in fondo è pur sempre efficace il pernacchio di eduardiana memoria.

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