Ora le PA hanno una ragione in più per non funzionare: il corona virus.

Egr. direttore,

la storia che le voglio raccontare è una piccola storia nata molto prima del corona virus, ma che ha trovato nel corona virus la sua ultima ragion d’essere.

Nel maggio 2017, in accoglimento ad un mio ricorso promosso nei confronti della prefettura di Salerno  per punti decurtati dalla patente, un giudice di pace particolarmente parsimonioso volle riconoscermi – bontà sua! – un centinaio di euro a titolo di spese legali.

Notificai così il provvedimento alla prefettura compilando l’apposito modulo presente sul sito internet della stessa richiesto – così si legge –   al fine di consentire la tempestiva lavorazione delle richieste di liquidazione delle parcelle professionali” e aspettai che mi venisse accreditata la predetta somma.

Aspettai due anni, dopodiché – trovandomi nei pressi della prefettura di Salerno – mi venne in mente di chiedere i recapiti del responsabile dell’ufficio competente in modo di compulsarlo a mezzo email.

La risposta che  ricevetti però mi fece quasi commuovere. Il dirigente, infatti, mi risposte che – a causa del meccanismo particolarmente arzigogolato predisposto dal Ministero dell’economia – l’ufficio di cui è responsabile si trovava un po’ in ritardo coi pagamenti. Per cui mi chiese di pazientare un pochino, perché sicuramente avrebbero provveduto.

Ebbene, recentemente – quasi in concomitanza col terzo compleanno del mancato pagamento di queste famose 100 euro – trovandomi forzosamente a casa  come tutti gli italiani,  mi è venuta la voglia di mandare una nuova email al suddetto dirigente.

La risposta che ne ho ricavato è stata però ancora più strappalacrime:  “la nostra organizzazione [ la prefettura ] sta facendo quello che può in una situazione che è paragonabile solo ai giorni di guerra vissuti dai nostri padri”.

Eppoi  ci sono mille difficoltà di connessione“.

Dunque, ricapitolando: se la prefettura di Salerno non è in grado di pagare cento euro dopo tre anni, la responsabilità è da attribuire:

a) ai meccanismi defatiganti previsti  Ministero;

b) Al corona virus;

c) Alla connessione internet;

d) varie ed eventuali ( tra cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo, il nucleare iraniano, le tensioni tra Russia e USA, le doppie punte, il buco nell’ozono, il festival di Sanremo, etc).

Per sfizio mi sono andato così a vedere quanto guadagni questo dirigente e, con sommo stupore, ho scoperto che si pappa quasi 70 mila dalla prefettura più 26mila euro da un Comune più un “importo ancora ancora quantificabile” da un altro Comune.

Insomma, il signore in questione ha rapporti con più enti e guadagna più di 100mila euro annui. Sinceramente tutto ciò è davvero è un grande mistero:  è normale che il responsabile di un ufficio  guadagni tanto? E’ normale che gli sia consentito avere rapporti di collaborazione con altri enti? E’  normale che uno di quest’ultimi non quantifichi l’importo delle somme ad egli erogate?

Sono queste domande che andrebbero poste al legislatore, ma non voglio approfondire ulteriormente in questa sede.

Ciò che mi preme evidenziare è che l’ufficio pagamenti della prefettura semplicemente non funziona e che  detto dirigente avrebbe potuto spendere  lo stesso tempo utilizzato per accampare scuse per provvedere ad effettuare l’accredito. Ha però preferito tergiversare. 

Il punto, dunque, è che però una Pubblica Amministrazione del genere in Italia non ce la possiamo più permettere. Se infatti sopravviveremo al corona virus a darci il colpo finale saranno proprio gli uffici pubblici.

E’ vero infatti che siamo in una crisi assimilabile al dopoguerra, ma è altresì vero che milioni d’Italiani stanno rimboccandosi le mani e stanno cercando di lavorare il triplo pur di limitare i danni.

Inoltre a pagare i costi più alti di questa crisi saranno gli autonomi con le partite Iva, non di certo chi beneficia del famoso posto fisso anche se il proprio ufficio non funziona. In questa fase si si  aspetterebbe, dunque, maggior senso di responsabilità proprio dai dipendenti delle PA.

Tra l’altro molte aziende private, pur di sopravvivere, stanno obbligando i propri dipendenti a prendersi le ferie e stanno studiando come poter limare lo stipendio degli stessi.

Questo dirigente come vedrà decurtati i propri emolumenti? Vedrà intaccate le proprie ferie?

Sinceramente trovo offensivo verso la mia dignità professionale e verso l’importanza  che andrebbe attribuita al mio tempo dover stare ad elemosinare per anni il dovuto.

Tanto più che, per farle un esempio,  in Germania l’ordinamento non ha mai contemplato un giudizio di ottemperanza. Significa che in Germania in via di principio non è proprio concepibile che una Pubblica Amministrazione non esegua una sentenza. Non voglio, per questo, proprio immaginare la fine che farebbe lì il dirigente che mi ha risposto così.

Cordiali saluti

2 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.