Lo sputtanapoli ai tempi del corona virus

  •  Libero, Striscia la notizia, tg1, Domenica , Agorà:  perché le fake news su Napoli non finiscono mai?

Lo sport nazionale più praticato in Italia sin dal risorgimento non è stato sospeso nemmeno ai tempi di corona virus

Se infatti, durante il risorgimento, i “patrioti italiani” iniziarono a far circolare fake news  per ridicolizzare il Regno delle Due Sicilie ( si pensi all’esercito di Franceschiello, al falso regolamento della marina militare borbonica con l’ordine del “facite ammuina” e alle foto taroccate per ledere l’immagine della regina Maria Sofia  quando era già in esilio a Roma), oggi  i mezzi di comunicazione non  hanno perso l’abitudine di tirare in ballo Napoli per  alimentarne una immagine negativa.

Così, qualche settimana, fa il quotidiano Libero – che, da sempre, trova in Napoli il suo bersaglio preferito – ha invitato ad utilizzare il lanciafiamme nei confronti del popolo napoletano perché violerebbe le disposizioni cautelari  adottate in costanza di corona virus.

A sostegno di questo assunto ha  poi allegato una foto  che documentava  la presenza di persone per la strada e ha commentato, con parole di fuoco, per l’incauto comportamento dei napoletani.

Sennonché, quando si è poi scoperto che la foto rappresentava Genova e che la notizia era priva di fondamento, non sono arrivate le scuse né di Senaldi, né di Vittorio Feltri, né di Filippo Facci: poco conta se il fatto era falso. Ciò che conta, infatti, è screditare Napoli e – per certi versi – la missione è pienamente riuscita.

Del resto  la storia Libero ci ha insegnato che almeno 2-3 volte l’anno i suddetti giornalisti  devono sfogare la propria frustrazione anti-napoletana in prima pagina, almeno  ogniqualvolta non ritengano più sufficiente  palesarla sui  social con i loro profili privati (  attività in cui Filippo Facci ha raggiunto vette notevoli).

Pensate che una volta, su Libero, ho potuto leggere un articolo, a firma di Oscar Giannino ( quello con la doppia falsa laurea), dal titolo “Maledetti terroni” e in un’altra occasione quel galantuomo dei Gianluigi Paragone ( poi divenuto 5 stelle)  ha scritto di non credere all’interramento dei rifiuti tossici in Campania per la connivenza tra imprese del nord e camorra.  Che giornalista!

In ogni caso, ciò che mi preme evidenziare in questa sede è che – nonostante la conclamata falsità della notizia – il messaggio è passato lo stesso.

E così, qualche giorno dopo  a domenica in, la sempre competente Mara Venier ha chiesto a Renzo Arbore in collegamento di invitare paternalisticamente i napoletani a stare a casa. Perché mai se a casa ci sono già ? E perché solo ai napoletani?

Sul narrabondo si  è poi dato ampio spazio allo squallido attacco di Striscia La Notizia nei confronti del prof. Paolo Ascierto a seguito della condotta incontinente del collega Massimo Galli del Sacco di Milano ( Striscia la notizia attacca Ascierto: che vergogna), attacco che poi ha portato ad una querela nei confronti della trasmissione.  Non ritengo, dunque, necessario aggiungervi altre considerazioni superflue. Né merita un commento la sorpresa di Myrta Merlino per l’efficienza ( inconsueta) degli ospedali napoletani.

Il climax del livello di Sputtanapoli, del resto, in questi giorni l’ha conquistato la Rai.

Nello specifico il tg1 e Agorà su rai 3.

Il tg1, infatti, ha dato la notizia sul numero delle sanzioni elevate per violazione alla disposizioni sullo stare in casa con un servizio tutto incentrato su Napoli. Peccato che Napoli non sia affatto tra le città più sanzionate ( Milano e Roma la superano abbondantemente) e pertanto, per fare un paragone,  è che come se la stagione sciistica fosse stata  presentata  da Pantelleria.

Infine Agorà , trasmissione di rai3 condotto da Simona Borbone,  ci ha invece regolato un collegamento  dalle strade di Napoli – in particolare dal Vomero, il quartiere più colpito dal corona virus – in cui la giornalista, a caccia di trasgressori per interminabili minuti, ha tentato disperatamente di giustificare la poca presenza di auto per le strade con il caso.

Già, il caso.

P.S. La foto in copertina è di repertorio.

2 commenti

  1. Mi spiace per questo stupido accanimento verso Napoli.
    Certo da Libero e Feltri non mi aspetto onestà intellettuale, la Venier non è una giornalista… ma da altre testate ci vorrebbe un maggiore equilibrio. Ma in Italia la qualità dell’informazione è pessima (io ne trovo la causa dalla entrata di Silvio in politica), e non credo sia da dar troppo credito a chi non certa informazione, ma cerca solo di attirare attenzione verso sé stesso.

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    • Scusami se ti rispondo in ritardo. Il discorso è complesso. Se hai seguito, Feltri si è reso protagonista di ulteriori scivoloni in settimana. Ciò detto, B. sicuramente ha avuto un ruolo nella nostra società, ma non credere che l’opinione pubblica fosse più seria. Nell’articolo ho riportato la storia del facimme ammuina: i Piemontesi si inventarono questa regola nel codice marittimo borbonico – ovviamente per screditarlo – ed è stata tramandata per secoli. Persino a me la raccontarono come vera

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