Sorbillo’s – Botte da orbi in famiglia

Che tra Gino e il resto della famiglia non corresse buon sangue era  noto da anni, almeno da quando il titolare della pizzeria di via dei Tribunali a Napoli ha promosso delle azioni giudiziarie nei confronti dei parenti per impedirgli di utilizzare il proprio cognome  per le proprie  attività commerciali. Ora però siamo giunti – probabilmente a ragione – al livello di saturazione.

Erano infatti mesi che – a causa delle note vicende emergenziali – avevamo perso le tracce del pizzaiolo più mediatico del globo e ci  eravamo quasi dimenticati del suo egocentrismo televisivo fuori misura, come quando – per settimane – ha millantato di essere stato  destinatario di una bomba della camorra.

Ultimamente però  Gino Sorbillo se n’è inventata un’ altra  e, auto-nominandosi rappresentante di tutti i pizzaioli, è riapparso in tv sollevando un polverone per convincere il governatore della Campania De Luca a consentire alle pizzerie di  essere operative per la consegna a domicilio. E così pizzaman (o, come più correttamente lo chiama il cugino Luciano, il pizza-attore) ha dichiarato pubblicamente di rischiare la chiusura definitiva dei suoi locali  ( a Tokyo, Miami, New York, Napoli, Milano, Genova, Roma e non so più dove) se non li avesse potuti riaprire immediatamente  e di aver inventato un sistema igienicamente sicuro di conservazione delle pizze all’interno di una pellicola. 

L’abbiamo così visto a Domenica in e a Carta Bianca sostenere che lui era  disposto a preparare poche pizze simboliche pur di restare aperto.

E De Luca alla fine l’ha accontentato: da lunedì, infatti, sebbene a certe condizioni, le pizzerie potranno effettuare le consegne.

E secondo voi Gino Sorbillo, nell’apprendere questa notizia, come avrà mai reagito?

Ve lo dico subito: ha scritto un post augurando buona fortuna ai colleghi, perché lui non aprirà.

E, dunque, perché ci ha ammorbato per settimane?
E’ semplice: smania di apparire.

Lo sa bene Luciano Sorbillo, il cugino titolare Pizz a’ Street, che – in ordine all’ultima sorbillata – ci ha tenuto a precisare:

“Spesso mi chiedo, perché confondere la passione e la tradizione con il business e la Politica. A nome di tutti i Sorbillo chiedo scusa a coloro che vivono di Pizzerie e si spaccano le ossa per portare la pagnotta a casa, non siamo attori, nè politici, siamo umili lavoratori che non invidiano il lavoro degli altri, anzi lo apprezzano.
Ci dissociamo e ci scusiamo con tutti per l’ennesima trovata pubblicitaria di cattivo gusto messa in atto da nostro cugino, che in autonomia e senza alcun confronto si sente il portatore nonché creatore della Pizza.
Mi scuso e vi chiedo di giustificare il gesto di una persona presa dall’egocentrismo e dal delirio dell’onnipotenza”
luciano_sorbillo

Insomma, si tratta di una presa di posizione netta ( e seria) che dà contezza della situazione di imbarazzo venutasi a creare all’interno della famiglia Sorbillo.

Del resto anche i più acuti osservatori ci sono andati giù pesante commentando la notizia ( v. Pizza a domicilio sì, anzi no”: le giravolte del mediatico Sorbillo. In evidente astinenza da visibilità, il pizzaiolo il cui ego in lievito madre si gonfia di giorno, fiuta il tema del momento, il delivery, e lo cavalca per andare in tv e farsi intervistare, cambiando idea più volte. Dopodiché si fa i complimenti da solo su facebook).

La soap opera però non è finita qui:

Sorbillo – probabilmente troppo suscettibile quando viene criticato – ha di nuovo cambiato idea e sui suoi social seguitissimi ha infine scritto:

“Altri 5/6 giorni ancora…….il tempo di organizzare bene tutto seguendo le #indicazioni presenti nel decreto regionale emanato due giorni fa #Sorbillo 🍕”

 

Ah beh…

 

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