Eugenio Scalfari è morto

Eugenio Scalfari è morto.

Si è spento a Roma all’età di 96 anni il giornalista Eugenio Scalfari.

Prima di andarsene ha lasciato un testamento di 134 pagine dando disposizione di far costruire, davanti  alla sede romana di Repubblica, un’altare a lui dedicata con una fiamma perennemente accesa sorvegliata da Paolo Berizzi nel ruolo della vestale. Si vocifera che, giunto nell’Aldilà, si sia subito dichiarato disponibile a voler confessare l’Onnipotente. Per il fondatore di Repubblica è stata una vita avvincente piena di soddisfazioni e di riconoscimenti.

  • Chi era Eugenio Scalfari.

Eugenio Scalfari è stato fascista, liberale,  pannunziano, socialista,  radicale, comunista,  piddino e ultimamente simpatizzante grillino definendo Di Maio  “il leader della sinistra moderna”. Nato a Civitavecchia nel 1924, compì gli studi liceali a Sanremo per poi trasferirsi a Roma. per  gli studi in giurisprudenza
Esordì collaborando con “Roma Fascista”, giornale ufficiale della gioventù universitaria facista, per poi passare a svolgere la sua attività giornalistica per Nuovo Occidente, sempre organo di ispirazione fascista.

In particolare, fu fervente sostenitore di Mussolini e dell’intervento dell’Italia in guerra.  Il 16 Luglio del 1942, in qualità di caporedattore di Roma fascista, pubblicò un articolo dal titolo “aristocrazia” attaccando ferocemente le voci critiche per l’andamento della guerra. Nello stesso scrisse:

Noi siamo pronti a marciare, a costo di qualsiasi sacrificio, contro tutti coloro che tentano di fare mercimonio della nostra passione e della nostra fede. E ancora oggi è la stessa voce del Capo che ci guida e ci addita le mete da attingere”.

Il successivo 24 settembre, invece, nell’articolo dal titolo “Volontà di potenza” intervenne sulla questione razziale:

 “Gli imperi quali noi li concepiamo” –  scrive Scalfari in un climax ridondante pregno di convinzione ideologica – “sono basati sul cardine di razza escludendo perciò l’estensione della cittadinanza da parte dello Stato Nucleo alle altre genti“.

Il 28 Ottobre 1942,  per festeggiare il ventesimo anno della rivoluzione fascista,  il giornale di cui Scalfari era caporedattore, pubblicò in prima pagina un  articolo  dal titolo “Primo ventennio: avanti verso la rivoluzione sociale”. Nello stesso ci si scagliava ferocemente contro i traditori del regime.

Mussolini però non gradì l’eccessiva piaggeria e fece chiudere il giornale.

Successivamente simpatizzò per il partito liberale italiano per poi compartecipare alla fondazione del partito radicale. Fonda nel 1976 La Repubblica e ne è direttore fino al 1996. Non ha tuttavia mai spesso di scrivere per il suo giornale.

  • Scalfari e Papa Francesco

Negli ultimi anni hanno fatto molto discutere le sue interviste a  Papa Francesco ( suo omologo e collega).

Nel 2013 e 2014 il contenuto delle stesse è stato, tuttavia, del tutto smentito dalla sala stampa vaticana per le dichiarazioni eretiche – contenute in un virgolettato – attribuite al Pontefice. Per questo  Scalfari replicò di “non aver mai preso appunti o registrato durante i colloqui […] suo metodo di lavoro per circa 50 anni”.

Il 29 marzo 2018  il quotidiana La Repubblica ha pubblicato una nuova intervista di Scalfari a  Papa Francesco.

Parimenti la stessa  però fu del tutto smentita. Il Vaticano infatti ci tenne a precisare che il Papa  non aveva rilasciato alcuna intervista al direttore Scalfari e che in ogni caso i contenuti della stessa erano frutto di una pura ricostruzione personale.

La sua metodologia di lavoro mancherà al giornalismo italiano  e in particolare alla redazione di Repubblica  tutta, giornale da cui ci tengono a far sapere di aver appreso pienamente la lezione.

N.B. Non è assolutamente vero che Scalfari è morto!  Probabilmente non morirà mai! Al contrario del portavoce del gruppo terroristico che ha rapito Silvia Romano che Repubblica ha intervistato la scorsa settimana pubblicando un lungo articolo, ma che poi si è scoperto essere morto nel 2014! Per una volta ho voluto pubblicare anche io una fake news per non sentirmi da meno.  Invece il contenuto del post è assolutamente veritiero, soprattutto il passaggio sulla razza italiana scritto da Scalfari in un suo articolo.

3 commenti

  1. Ora che Repubblica è entrato in orbita Elkann, temo che la qualità del giornale – già in picchiata da anni – possa subire il tracollo definitivo.

    Mai sopportato Scalfari (e Montanelli). Non li posso neppure sentire nominare.
    Montanelli poi….. persona piccola piccola, a mio parere sopravvalutato.

    Piace a 1 persona

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