Emilio Di Marzio si vota

Emilio Di Marzio ha finalmente trovato qualcuno che lo vota: se stesso.

Infatti, dopo le ultime delusioni  elettorali, l’esponente pittelliato  ha capito di essere del tutto dedito alla dimarziolatria. Della di lui persona  il narrabondo si era invero già occupato proprio all’esito delle ultime elezioni politiche ( Cfr. “Povero Emilio Di Marzio, trombato ancora una volta alle elezioni“) e tanto bastava per tratteggiarne il profilo. In una sintomatica intervista dal titolo “Emilio di marzio professionista a tutto tondo“,  rilasciata al Roma lo scorso 7 maggio – di cui sinceramente sfugge la rilevanza giornalistica e il contenuto politico – l’uomo dal multiforme incarico ( antropolincaricos, direbbero gli antichi a lui cari) ci ha però svelato altre curiosità fondamentali per la nostra vita.

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Ad esempio ci ha ha parlato del  suo “singolare” esame orale di quinta elementare che – si riporta testualmente l’aggettivo utilizzato –  fece “scalpore […]…perché impegnai la commissione esterna sulla Perestroika e la Glasnost di Gorbačëv, la sua politica di riforma e l’utilizzo della trasparenza nel dibattito politico e nella società civile”.

A questo punto l’intervistatore Mimmo Sica avrebbe potuto approfondire chiedendo fino a quali latitudini fece scalpore l’esame dello scolaro Emilio Di Mazio, ma ha invece si è preferito volare oltre con altre domande scomode  sul cursus honorum di Di Marzio ( esperienza liceale, universitaria e postuniversitaria)  per passare in rassegna  tutti ( o quasi ) i numerosi incarichi  professionali ottenuti dallo stesso, a partire da ruolo di “advisor” ( dire portavoce pareva brutto, ndr) di Gianni Pittella e di De Luca, nonché di amministratore del teatro Stabile e ancora di advisor napoletano dei famosi banchieri Rothschild.

Splendido, fantastico, eccezionale: si tratta un’ascesa personale che dà pienamente ragione ad una società meritocratica come la nostra !
Infine l’intervista si è conclusa con un passaggio su Pianura –  la periferia a cui è molto legato e cui pensa  spesso mentre viaggia sul treno tra  Roma e Napoli –  e la sua passione per lo sport, in particolare il tennis e il golf,  attività che solo un vero uomo di sinistra ama praticare.

Insomma, ne esce  un bel quadretto che va letto fino in fondo, magari dopo aver ascoltato il suo sfogo –  risalente al 2010  – per essere rimasto a corto di quattrini in seguito alla sua prima trombatura elettorale.  Lì manifestò anche il suo sostegno a De Magistris.

Che pittelliano.

P.S.   Suggerimento per il futuro: la parola “anziché è meglio scriverla con una sola c. La commissione dell’esame di quinta elementare lo apprezzerebbe ancora di più.

 

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