Buon Santo Natale

Come di consueto, siano consentite alcune brevi riflessioni.

Quest’anno il Natale è stato molto diverso rispetto al solito.

Il grinch, che riceve lettere forbite da bambini di 5 anni, sostanzialmente ha cercato di ucciderne lo spirito: 1) gli emigranti, che tornavano solo per le feste, non si sono potuti muovere per ritrovare la loro terra e la loro casa;2) zii, nonni e nipoti non si sono potuti vedere nemmeno in un pranzo distanziato e sono stati condannati alla solitudine ( che spesso uccide più dei virus).

  • Andare alla messa? Un atto rivoluzionario.

Il vero nemico da annientare è stata però la messa natalizia. Le istituzioni hanno fatto di tutto per contrastarla, come se a parteciparvi vi fosse la stessa folla indisciplinata che ha frequentato bar e centri di aggregazione per tutta l’estate!

E, invero, se il ministro bis-Boccia ha tuonato a favore dell’anticipazione della messa di mezzanotte ad orario pasti ( come se il virus rispettasse il coprifuoco o lavorasse ad orario di ufficio), l‘unione europea ha addirittura invitato a partecipare alle messe on line (Con ciò evidentemente ignorando che la transustanziazione, cioè la conversione del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Cristo, è esperienza che si può vivere solo con la partecipazione diretta alla messa). Temo al riguardo che nelle uscite infelici degli alti dirigenti politici comunitari – non contrastate da Brodoglio e rimaste prive di replica in mancanza di una guida nella Chiesa cattolica – non ci sia solo estrema superficialità, ma una vera e propria insofferenza verso il cristianesimo. Per questo, oggi più che mai, i fedeli devono capire che devono comportarsi come i primi cattolici che rifiutavano di inginocchiarsi davanti ai magistrati romani ed accettare anche la persecuzione, perché oggi anche andare a messa è diventato un atto rivoluzionario contro la cristianofobia strisciante che imperversa nel laicismo sfrenato europeo e che criminalizza Polonia e Ungheria in quanto contrarie all’approvazione di provvedimenti impositivi del gender.

  • Messe no, isteria collettiva per Maradona sì.

Fa, del resto, ridere che si criminalizzi la messa, mentre – in seguito alla morte di Maradona – per una settimana si sono consentiti cortei, assembramenti e lanci di fumogeni per tutta Napoli. Per quelle vergognose scene di isteria collettiva non il questore, non il prefetto, non il sindaco si è dimesso, mentre io – per aver scritto sulla pagina facebook che si stava andando oltre il senso del ridicolo – sono stato insultato da un paio di analfabeti perché, a detta loro, il dolore ( temo solo esibito) non può essere sottoposto a limiti.

E così in questa faccenda surreale di Maradona si è effettivamente andati oltre ogni limite con il sindaco di Napoli ( il miles gloriorus per antonomasia che non ha risolto un solo problema in 10 anni ) che – fedele al motto festa, farina e forca – si è mobilitato subito per far cambiare il nome dello stadio da San Paolo a Maradona .

A me questo cambiamento non piace per nulla e non capisco come sia possibile che, a furor di popolo, i tifosi del Napoli vogliano ( quasi) tutti Diego Armando Maradona. Intendiamoci, Maradona è Maradona, ma è pur vero che San Paolo è San Paolo e quest’ultimo è sbarcato proprio nei pressi dello stadio per portare Gesù. Eppure ( quasi) nessuno sembra essere scosso dal minimo dubbio. Bene, così sia dunque. Ciò che sorprende però è che non si lasci nemmeno la possibilità di pensarla in senso contrario. Infatti, un paio di settimane fa, una testata calcistica ha riportato l’opinione di un prete dissenziente e i commenti apparsi su Facebook sono risultati irripetibili per gli insulti – reputati da facebook conformi ai suoi standard – ai preti, alla Chiesa e ai cattolici tutti.

E allora ritorna ancora d’attualità la cristianofobia, un concetto con cui purtroppo dovremo far sempre più i conti, perché l’umanità in fondo è sempre quella che adorava il vitello mentre Dio affidava le tavole della legge a Mosé.

Buon Santo natale !

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