Le gole del Sammaro e Roscigno vecchia

  • Le gole del Sammaro, il paese fantasma di Roscigno vecchia e i ruderi di Sacco vecchia.
Le gole del Sammaro

Siamo nel parco del Cilento con mezzo piede nel Vallo di Diano. Siamo nell’estremo lembo meridionale della Campania in cui le inflessioni dialettali ci ricordano che la Lucania è vicina e il giallo delle ginestre che si inerpica sulle montagne si impossessa del paesaggio. Siamo, più nello specifico, ad un’ora e mezza di macchina da Salerno ed altrettanto da Potenza.

Siamo cioè a Sacco e a Roscigno, due paesi che, sommati, superano di poco i mille abitanti in cui – non a caso – fa tappa la via silente, 600 km di pura adrenalina da percorrere in bicicletta che uniscono il Cilento costiero all’entroterra meno conosciuto.

Perché venire da queste parti?

Essenzialmente per esplorare le suggestive sorgenti con le gole del torrente Sammaro, per conoscere il misterioso paese fantasma di Roscigno vecchia, nonché per del sano trekking fino ai ruderi di Sacco vecchia. Eppoi c’è il cibo, il buon cibo dell’entroterra cilentano che, a differenza di quello costiero, non ammicca ed è autenticamente genuino.

Il torrente Sammaro

Restiamo però ai fatti e atteniamoci al racconto senza confondere le idee.

  • Le sorgenti del Sammaro

Pronti, via: la prima tappa del suddetto racconto è il ponte di Sacco che, con un’altezza di 170 metri, è uno dei ponti a singola arcata più alti in Europa ( in Italia è il secondo). Attraversarlo e affacciarcisi serve per due motivi: 1) per provare il brivido delle vertigini; 2) per osservare il torrente Sammaro che scorre proprio sotto.

E, invero, andando in direzione del paese, poco oltre vi è il bivio che indica il percorso che porta alle gole. Nulla di particolarmente difficoltoso, visto in fondo si tratta di soli due km scarsi circa, ma attenzione a prenderlo sotto gamba: il dislivello è di 150 metri e, se all’andata è tutto in discesa, al ritorno diventa salita! Per cui, in ogni caso, non bisogna avere grossi problemi fisici!

Con i piedi nel fiume

Ciò detto, il Sammaro è un torrente di 12 km che sorge sul monte Purolo per poi immettersi nel fiume Calore. Ed è proprio nei pressi delle sorgenti che la roccia calcarea viene scolpita dalle acque fino a creare delle spaccature e delle vere e proprie gole. Lo spettacolo è invero impressionante e la limpidezza delle pur gelide acque induce i più determinati a bagnare almeno i piedi.

Io l’ho fatto con grande sensazione tonificante e avrei gradito avere un costume per un tuffo completo!

Il colpo d’occhio, del resto, merita. Lo scenario che regalano le sorgenti del Sammaro è, infatti, quasi da Signore degli Anelli. Per questo è difficile staccarsi e andarsene via.

  • Roscigno vecchia, il paese fantasma

E’ però necessario farlo. Non foss’altro perché ad attenderci c’è la seconda tappa di questo mini itinerario nell’entroterra cilentano ( a proposito: ho aggiornato la mia guida al Cilento): Roscigno vecchia.

La storia di Roscigno è una storia comune a diversi altri paesi del Sud Italia: a inizio ‘900, in seguito al verificarsi di eventi franosi, il paese venne progressivamente evacuato e tutta la popolazione si trasferì più a monte in quella che poi sarebbe diventata Roscigno nuova. Attualmente infatti ci vive un solo abitante: il signor Giuseppe Spagnuolo

Negli ultimi anni, tuttavia, l’antico borgo di Roscigno è stato recuperato ed ora fa bella mostra di sé e dei suoi edifici in pietra con cortili, portali imponenti, una cappella e, soprattutto, la Chiesa di San Nicola di Bari che domina la piazza centrale.

Chiesa di San Nicola di Bari, Roscigno

Quando ho visitato il borgo, era in corso altresì una manifestazione mangereccia di cacciatori, dunque il paese appariva tutt’altro che spettrale e anzi era animato da voci euforicamente alticce. Un segno evidente che si cerca di valorizzare al meglio Roscigno vecchia.

  • Il castello Zottone di Sacco vecchia

Dopo le sorgenti del Sammaro e il borgo di Roscigno vecchia, la terza tappa di questa gita nell’entroterra cilentano è, invece, alla ricerca dei ruderi di un castello longobardo, il castello Zottone. Si tratta nello specifico di un castello che domina la vallata dal monte Motola e regala una vista straordinaria.

Roccia color rosa

Per raggiungerlo bisogna percorrere un sentiero per circa 20 minuti. Nella prima parte ci sono molte scale, poi – arrivati in quota – il passo si fa più agevole e permette di apprezzare meglio la roccia “scolpita” che si fa estremamente rude, ma contestualmente regala tonalità che dal bianco si trasformano ben presto in rosa. Eppoi, poco più su, c’è un paesaggio sconfinato che regala una vista straordinaria.

I ruderi di Sacco vecchia

Bastano, quindi, pochi passi per intravedere castello o, meglio i ruderi ( una torre e la cinta muraria). Così si scendono degli scalini, si attraversa un ponte di legno da cui si intravedono delle fenditure nella roccia….ed il castello è espugnato.

Attenzione però: il fantasma di Zottone si aggira tuttora da quelle parti.

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