Trento – cosa vedere

No – anche se sarebbe molto interessante – nel mostrarvi cosa vedere a Trento, non vi illustrerò la storia dei trentatré trentini che entrarono a Trento trotterellando, ma cercherò di descrivervi una delle città più belle del Trentino Alto Adige, probabilmente la più bella in assoluto.

Cortile interno del castello del Buonconsiglio.

Quando l’ho visitata, devo ammettere che l’impatto è stato molto forte. E ciò per due ordini di motivi. Il primo – faccio una considerazione assai banale – è che Trento è davvero città ricca di storia. Il secondo è che andare in Trentino dopo essere stati per giorni in Alto Adige ( qui puoi leggere il mio itinerario ) è quasi sconvolgente, visto che l’italiano torna ad essere la prima lingua parlata e non ci si sente più ospiti in patria.

Fatta questa doverosa premessa, va specificato che – assieme a Bolzano – Trento è una delle province autonome della regione a statuto speciale testé citata e che ospita nel suo centro circa 80.000 abitanti. Si tratta, tuttavia, di una cittadina ricca di sobborghi. Tanto è vero che il suo agglomerato urbano oggigiorno raggiunge i 150mila abitanti. Inoltre si trova nella valle dell’Adige in una posizione strategica a circa 50 km da Bolzano, 25 km da Rovereto e a 40 km da Riva del Garda. Per questo motivo è sede di un’importante università e tra il 1545 e il 1563 fu scelta come sede del concilio che diede via alla controriforma della Chiesa cattolica in tutta Europa. Fu proprio questo il periodo di massimo splendore della città, in virtù della progettazioni di nuovi edifici da parte dei vescovi reggenti. Infatti Trento, già dall’anno mille, è stata sede di un principato vescovile ed è stata un importante centro religioso

In particolare è tuttora una città intimamente medievale e rinascimentale in cui da secoli il mercato in piazza del Duomo o della fiera e i palazzi signorili sono spesso caratterizzati dai portici e dalle facciate affrescate.

  • Le case affrescate di Trento
Palazzo Quetta – Colico, uno dei tanti bei palazzi di Trento

Già, i palazzi. Perché la bellezza di Trento non è solo nei suoi monumenti principali – quali il castello del Buonconsiglio e il Duomo – ma anche nelle sue vie e nei suoi edifici privati ( almeno originariamente).

Scusatemi, dunque, se – nell’illustrarvi cosa vedere a Trento – non terrò fede ad un ordine logico, ma inizierò proprio dai suoi palazzi. Stando alle stime, sono più di 50 le case / i palazzi / le dimore private di interesse culturale. Nel seguire un qualsiasi itinerario di visita per il centro cittadino, sarà quindi facile imbattersi in una di esse e sbizzarrirsi spiandone le decorazioni, gli orpelli, i balconi a sbalzo o i cortili, magari leggendone fugacemente la storia descritta su uno dei cartelli posizionati all’ingresso. Di bei palazzi – dicevo poc’anzi – ce ne sono più di 50 tra quelli censiti, ma io mi limiterò ad illustrarvi quelli che sono più piaciuti a me:

  • In piazza Duomo Casa Rella e Casa Cazzufi, entrambi risalenti al XVI secolo, nonché il palazzo Pretorio e casa Balduini;
  • In via Belenzani Palazzo Quetta – Alberti Colico, palazzo Geremia e Palazzo Thun, oggi sede del municipio di Trento;
  • In via Manci palazzo Galasso;
  • In via Calepina palazzo Sardagna;
  • In via della SS Trinità Palazzo Roccabruna, oggi sede della camera di commercio.
  • In via Oss Mazzurana palazzo Cazuffi
  • Tra via del Suffragio e via San Marco palazzo del Monte

  • Piazza del Duomo
palazzo pretorio con la torre civica in primo piano. A sinistra si nota la fontana del Nettuno con i palazzi Cazuffi e Rella.

Tenete, dunque, a mente questi edifici e queste vie, ma fate poi direzione verso piazza del Duomo. Si tratta di una piazza molto scenografica in cui si affacciano i già citati palazzi Cazuffi, Rella e Pretorio con la torre civica, ma anche la fontana del Nettuno con la statua del dio del mare e soprattutto la Cattedrale di San Virgilio. La Chiesa, nello specifico, risale al XII secolo ed è stata costruita su una basilica paleocristiana, tuttora visibile all’interno della cripta. All’interno sono costudite le spoglie di San Virgilio, ma anche dei Santi Alessandro, Sisinio…e Martirio. Da segnalare poi che, all’interno della cappella del Crocifisso, si ricorda che ivi sono stati proclamati i decreti emanati nel corso del concilio di Trento. Quanto a palazzo pretorio, va detto che originariamente – prima della realizzazione del castello del Buonconsiglio – è stata sede vescovile, mentre oggigiorno ospita un museo di arte sacra. Stupenda è poi la torre civica, dove vi è peraltro la campana della Renga, anticamente utilizzata per richiamare la popolazione alle adunanze pubbliche.

  • Via Belenzani e via Manci

Secondo punto di riferimento per chi visita Trento è poi la già citata via Belenzani, dove si possono ammirare i palazzi che ho già citato su ( Palazzo Quetta – Alberti Colico, palazzo Geremia e Palazzo Thun) e poi via Manci, dove c’è il famoso palazzo Galasso, meglio noto con il nome di palazzo del diavolo in quanto costruito in una sola notte dal diavolo. Di questo edificio ne ha scritto anche Goethe.

  • Piazza Fiera

Terzo punto da tenere a mente è poi piazza Fiera, dove storicamente si allestiva il mercato cittadino e si notano tuttora le mura medievali, con via Mazzurana, via Mazzini e Largo Carducci. In questa piazza, peraltro, durante il periodo natalizio, si tengono dei suggestivi mercatini che attirano visitatori da tutta Europa.

Castello del Buonconsiglio, panoramica
  • Il castello del Buonconsiglio

Dulcis in fundo abbiamo poi il castello del Buonconsiglio, che – subentrando a palazzo Pretorio – divenne residenza vescovile a partire dal 1255. In realtà il castello, per come lo conosciamo oggi, è costituito da un complesso di edifici. Il castelvecchio è la costruzione più antiche ed è caratterizzato da un bel cortile con logge soprapposte. Abbiamo poi la torre dell’aquila con un ciclo di affreschi che ripercorre la vita sociale ed economica della città, il palazzo magno e la giunta albertiana. Infine abbiamo le prigioni, dove tra l’altro fu imprigionato l’eroe irridentista Cesare Battisti. Trento, infatti, è stata a lungo contesa con gli Asburgo ed è diventata italiana solo alla fine della prima guerra mondiale.

Ciò premesso, per saperne di più sul castello del Buonconsiglio, in particolare sugli orari di visita – che cambiano a seconda dei periodi dell’anno – biglietti, tariffe, visite e attività rinvio al sito ufficiale buonconsiglio.it

Leggi anche sul narrabondo.com

Al termine di questo breve excursus su cosa vedere a Trento, mi permetto di riportare gli altri articoli che ho voluto dedicare al Trentino Alto Adige.

Non ho ancora scritto specificamente di Bolzano, né ho scritto alcunché su cosa mangiare in Trentino Alto Adige. Lo farò al più presto.

2 commenti

  1. A Trento ci sono stato alcune volte, sia in gita, che per lavoro.
    Per lavoro ci sono andato spesso, talvolta anche rimanendoci alcuni giorni, ma in questi casi la vedevo specialmente all’imbrunire ed alla sera.
    Ottimo cibo, tra l’altro.

    "Mi piace"

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