Itinerario in Croazia

Croazia in una settimana: Sette giorni all’inferno (o al paradiso) tra spiagge di sassi, burek e Rakija che fa miracoli

Se pensate che la Croazia sia solo un’alternativa più economica e meno impegnativa della Grecia, siete fuori strada. La Croazia è una sfida, un’epopea, una terra di contrasti che vi farà innamorare, sudare e probabilmente perdere l’uso di qualche organo sensoriale a causa della Rakija. Dimenticate i vostri preconcetti e preparatevi a un viaggio che non è per i deboli di cuore, né per chi si lamenta dei sassolini in spiaggia.

Questo non è un itinerario per turisti comuni. È una guida per guerrieri del viaggio, per esploratori della buona tavola e per bevitori incalliti che vogliono scoprire la vera anima di un paese che, a tratti, sembra non essersi accorto che il tempo è passato. Un paese dove l’ospitalità è sacra, la natura è prepotente e la storia è un peso che si porta con orgoglio. Siete pronti a farvi sedurre da un paese che vi promette il sole, il mare e la migliore carne alla griglia della vostra vita? E allora, allacciate le cinture e preparatevi a un’avventura che vi cambierà per sempre. O almeno, per i prossimi sette giorni.


Giorno 1: Spalato, la città che vive dentro un palazzo

Atterriamo a Spalato, e il primo impatto è quello di una città che, a differenza di molte altre, non è stata costruita intorno a un palazzo, ma dentro un palazzo. Il Palazzo di Diocleziano non è un semplice monumento da visitare, è il cuore pulsante, l’anima stessa di Spalato. È un labirinto di vicoli, cortili, negozi, bar e ristoranti dove la vita si svolge 24 ore su 24. Sembra di essere in un film di fantascienza, dove una civiltà moderna ha deciso di insediarsi nelle rovine di un impero romano. E la cosa più bella è che funziona.

Cosa fare (e cosa non perdersi): Perdetevi. È il miglior consiglio che vi posso dare. Perdetevi nel dedalo di vicoli, scoprite gli angoli nascosti, alzate lo sguardo per ammirare le colonne e gli archi che si mescolano con i balconi e le finestre. Non abbiate fretta, lasciatevi trasportare dall’atmosfera. L’unico punto fermo che vi do è la Cattedrale di San Doimo, che in passato era il mausoleo di Diocleziano. Salite sul campanile e godetevi una vista mozzafiato su tutta la città. La fatica della salita sarà ampiamente ripagata. Poi, tornate giù e andate a passeggiare sul Riva, il lungomare che è il salotto buono di Spalato, dove i locali si siedono per bere un caffè e osservare il mondo che passa. È il luogo perfetto per un aperitivo al tramonto, magari con un bicchiere di vino bianco locale.

Dove mangiare (e cosa assaggiare): La cucina di Spalato è un mix di sapori mediterranei e balcanici. Non potete andarvene senza aver assaggiato il crudo, un piatto di pesce freschissimo, e il Pasticada, uno stufato di manzo che viene marinato per giorni e poi cotto lentamente. Un’esplosione di sapori che vi farà innamorare della cucina croata. E per dessert, assaggiate le Fritule, delle frittelle dolci che si trovano in ogni angolo della città. Sono una vera e propria droga.


Giorno 2: Trogir e la sua atmosfera medievale

A soli 30 chilometri da Spalato, si trova Trogir, una piccola perla che vi farà fare un salto nel Medioevo. La città, patrimonio dell’UNESCO, è costruita su un’isoletta collegata alla terraferma e all’isola di Ciovo da due ponti. Appena arrivati, vi sembrerà di entrare in una fiaba, con i suoi vicoli stretti, le sue chiese antiche e il suo castello che si erge maestoso sul mare.

Cosa fare (e cosa esplorare): Anche qui, il consiglio è di perdersi. Camminate senza meta, lasciatevi guidare dal vostro istinto e dalla bellezza dei luoghi. Non perdetevi la Cattedrale di San Lorenzo, con il suo portale scolpito e il suo campanile che domina la città. Salite in cima per godervi una vista incredibile. Poi, andate a visitare il Castello del Camerlengo, che un tempo serviva a proteggere la città dai turchi. Oggi è un luogo perfetto per fare una passeggiata romantica e ammirare il tramonto.

Dove mangiare (e cosa assaggiare): Trogir è famosa per la sua cucina di mare. Non potete andarvene senza aver assaggiato il pesce alla griglia, pescato fresco e cucinato in modo semplice, ma delizioso. E per un’esperienza diversa, andate a mangiare in una delle Konoba, le osterie tipiche croate, dove potrete assaggiare i piatti della tradizione, come la Pašticada o il Brodet, una zuppa di pesce che vi farà sentire come a casa.


Giorno 3: Le isole, un tuffo nel blu dipinto di blu

Non si può andare in Croazia senza visitare le sue isole. Il nostro viaggio ci porterà a Brač, l’isola che ha dato il marmo al Palazzo di Diocleziano, e che oggi è famosa per la sua spiaggia, Zlatni Rat. Un’esperienza che vi lascerà a bocca aperta.

Cosa fare (e cosa non perdersi): Prendete un traghetto da Spalato e andate a Bol, la città che ospita la spiaggia di Zlatni Rat. È una spiaggia che cambia forma a seconda del vento e delle correnti, un fenomeno naturale unico al mondo. Vi sembrerà di essere in un posto magico, con l’acqua cristallina che si insinua tra i sassolini bianchi. Passate la giornata in spiaggia, rilassatevi, fate il bagno e, se vi sentite avventurosi, provate a fare windsurf.

Dove mangiare (e cosa assaggiare): Bol è un’ottima città per mangiare. I ristoranti sono tutti affacciati sul mare e offrono una cucina di pesce freschissimo. Non potete andarvene senza aver assaggiato il pesce alla griglia e le sardine fritte. E per i più golosi, assaggiate il pasticada, uno stufato di manzo che viene marinato per giorni e poi cotto lentamente. Un’esplosione di sapori che vi farà innamorare della cucina croata.


Giorno 4: Dubrovnik, la perla dell’Adriatico

Ora ci dirigiamo verso sud, verso la perla dell’Adriatico, Dubrovnik. Una città che, a differenza di Spalato, è stata costruita per impressionare. Le sue mura, il suo centro storico e la sua storia sono un’esperienza unica che vi farà sentire come in un’altra epoca.

Cosa fare (e cosa esplorare): La prima cosa da fare è camminare sulle mura di Dubrovnik. Vi sembrerà di essere in un film, con una vista incredibile sulla città e sul mare. Poi, scendete e perdetevi nel centro storico, tra i vicoli stretti, le chiese antiche e i palazzi signorili. Non perdetevi il Monastero Francescano, con il suo chiostro e la sua farmacia, una delle più antiche d’Europa. E se vi sentite avventurosi, prendete la funivia e andate in cima alla collina, per godervi una vista mozzafiato su tutta la città.

Dove mangiare (e cosa assaggiare): Dubrovnik è una città costosa, ma offre una cucina di alta qualità. Non potete andarvene senza aver assaggiato il brodet, una zuppa di pesce che è un piatto della tradizione, e il Ston Oyster, una specialità locale che viene servita in tutti i ristoranti. E per i più golosi, assaggiate le rožata, un dolce tipico che vi farà innamorare.


Giorno 5: Mostar e il ponte che unisce due mondi

Da Dubrovnik, ci dirigiamo verso l’interno, verso la Bosnia-Erzegovina, per visitare Mostar. Una città che ha una storia di guerra e di dolore, ma che oggi è un simbolo di speranza e di rinascita.

Cosa fare (e cosa non perdersi): La prima cosa da fare è ammirare il ponte di Mostar, che unisce due mondi, quello croato e quello bosniaco. È un simbolo di pace e di riconciliazione, e vederlo dal vivo è un’emozione unica. Poi, perdetevi nel centro storico, tra i negozi di artigianato locale e i ristoranti che offrono una cucina tipica. Non perdetevi la Moschea di Koski Mehmed-Paša, che offre una vista incredibile sulla città e sul fiume.

Dove mangiare (e cosa assaggiare): La cucina di Mostar è un mix di sapori balcanici e turchi. Non potete andarvene senza aver assaggiato il Ćevapi, un piatto di carne macinata alla griglia, e il Burek, una torta salata ripiena di carne, formaggio o spinaci. E per i più golosi, assaggiate il Baklava, un dolce tipico che vi farà innamorare.


Giorno 6: I laghi di Plitvice, la natura che ti toglie il fiato

Ora ci dirigiamo verso l’interno, verso la natura selvaggia e incontaminata dei laghi di Plitvice. Un parco nazionale, patrimonio dell’UNESCO, che vi lascerà a bocca aperta.

Cosa fare (e cosa esplorare): La cosa più bella da fare è camminare tra i laghi, le cascate e i ponticelli di legno. Vi sembrerà di essere in un’altra dimensione, con l’acqua che cambia colore a seconda della luce e della profondità. Non abbiate fretta, godetevi ogni istante e ogni panorama. Non perdetevi la Grande Cascata, che con i suoi 78 metri di altezza è la più grande della Croazia. E se vi sentite avventurosi, prendete la barca elettrica e navigate tra i laghi.

Dove mangiare (e cosa assaggiare): I ristoranti del parco offrono una cucina tipica croata. Non potete andarvene senza aver assaggiato lo strudel, un dolce tipico che vi farà innamorare.


Giorno 7: Zagabria, la capitale che non ti aspetti

Ora ci dirigiamo verso la capitale, Zagabria. Una città che, a differenza di Spalato, non è sul mare, ma ha un’anima che vi farà innamorare.

Cosa fare (e cosa non perdersi): Perdetevi nel centro storico, tra la città alta e la città bassa. Non perdetevi la Cattedrale di Zagabria, il Museo delle relazioni interrotte, e il mercato di Dolac. E se vi sentite avventurosi, prendete la funivia e andate in cima alla collina, per godervi una vista mozzafiato su tutta la città.

Dove mangiare (e cosa assaggiare): La cucina di Zagabria è un mix di sapori balcanici e mitteleuropei. Non potete andarvene senza aver assaggiato il sarma, un piatto di foglie di cavolo ripiene di carne e riso, e lo štrukli, un piatto di pasta ripiena di formaggio e uova. E per i più golosi, assaggiate il palačinke, una crêpe dolce ripiena di marmellata, cioccolato o noci.


Conclusione: E così, dopo sette giorni di eccessi, vi ritroverete a casa, con il frigo pieno di Rakija, la pancia felice e il portafoglio leggero. Ma con un ricordo: la Croazia non è un luogo, è uno stato d’animo. E non ve ne libererete più.

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