Come può il poeta morire?

Credettero di uccidere il poeta. Loro, i senza volto. Loro, gli esseri dalla fantasia essicata. Asettici dal corpo deforme avvolto da garze. Puri, perché sterili. Condannati da sempre ad una sterilità innaturale Ma il poeta vive: le radici del genio affondano in terra aspra dove il cemento non trova dimora, dove non può esservi spazio […]

A te

A te che mi guardi con occhi enormiA te che quando cambi colore mi fai andare avantiA te che mi trattieni per minutiA te che molti mancano di rispettoA te che quando non ti rispetto mi costringi a pagareA te che regni sull’ordineA te che sei in pianta stabile nella terraCiao… carissimo semaforo!

Poesia affissa nel Convento di San Francesco a Santiago. La traduzione è mia:

Se a partire da oggi non continuo a camminare nei tuoi cammini, ricercando e vivendo secondo l’insegnamento;
se a partire da oggi non vedo in ogni persona, amico e nemico, un compagno di cammino;
se a partire da oggi non riconosco Dio, il Dio di Gesù di Nazareth, non sono arrivato da nessuna parte.

Santiago” di Federico Garcia Lorca

Madre abuela, donde està Santiago?
– Por allì marcha con su cortejo,
– la cabeza llena de plumajes,
– y de perlas muy finas el cuerpo,
– con la luna rendida a sus plantas,
– con el sol escondido en el poncho.

– Nonna, dov’è Santiago?
– Lassù, cammina col suo carteggio,
– la testa piena di piume
– e il corpo di perle fini
– con la luna sotto i suoi piedi
– e il sole chiuso nel cuore

Con i libri in paradiso

I libri servono a capire e a capirsi

Pina Chidichimo

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