cara Mamma

Cara Mamma,
sento la necessità di scriverti anche se già so di non potermi esprimere al meglio.
Ci sono troppe cose che abbiamo lasciato in sospeso, la più importante di tutte è sicuramente il nostro viaggio a Venezia a lungo rinviato. Un’altra è poi leggere assieme la seconda parte del “corsaro nero” di Salgari: è stato il primo libro letto alle elementari e ancora non ho superato il trauma per non aver trovato il libro con la seconda parte della storia.
Senza prenderla ulteriormente alla larga, voglio semplicemente dirti che ti voglio immensamente bene e che tutto quello che mi hai insegnato (purtroppo non l’ordine esclusivamente per mia indolenza) e che abbiamo vissuto assieme è dentro di me. In questo periodo, nei rari momenti in cui sono uscito, ciascun angolo di strada mi ha regalato un vecchio ricordo o un aneddoto, persino estremamente secondario, come quando in via Cilea ti chiesi qual è la differenza tra stupido e cretino (anche nella specie l’aneddoto è molto risalente, ma la risposta evidentemente meritò di essere registrata). Per questo quelle strade, le strade conosciute, mi hanno fatto capire cos’è veramente una casa.
È bello ogni tanto pensare al passato immaginando di poter tornare indietro: guardare al passato spesso ci rende felici perché il cervello è in grado di isolare i ricordi positivi da ansie e preoccupazioni e relativizza la portata di problemi non più attuali.
Ecco, sarebbe meraviglioso se riuscissimo sempre a relativizzare i problemi e a guardare al futuro con lo stesso approccio e la stessa capacità di selezionare le emozioni quando guardiamo al passato, magari immaginando di poter incontrare di nuovo tutte le persone cui abbiamo voluto e vogliamo tuttora bene.
Giorni fa,nascondendomi dietro la porta d’ingresso di casa, mi sono ricordato di aver fatto ad Emilia lo stesso scherzo che faceva a me sempre nonno . Io tuttora sento di poter far rivivere nonno ogni volta che lo penso o faccio qualcosa che ho già fatto con lui. Voler bene alle persone, del resto, è qualcosa che va oltre la fisica o la materia ed è ciò che più tende all’infinito, cioè a Dio.
Dio, dunque, per me è colui che è in grado di far stare di nuovo assieme, oltre ogni dato temporale, tutto ciò cui teniamo, ovvero colui che ci permette di guardare avanti con lo stesso distacco con cui guardiamo cose già trascorse e, dunque, di realizzare ciò si può solo immaginare di poter fare con il passato.
Tu, tra le tante cose, mi hai insegnato che bisogna sempre pesarsi e guardarsi dentro affrontando paure e problemi con dignità e fede. San Giuseppe Moscati ti ha dato tanta forza e coraggio per combattere sempre dando alla vita il significato profondo cui ciascuna persona dovrebbe aspirare. Non hai mai recriminato, mai commesso alcuna cattiveria, mai provato rancore verso il prossimo. Tutto ciò ti ha reso un esempio da seguire e emulare rendendomi orgoglioso di essere tuo figlio a prescindere da altre indubbie qualità che ti attribuisce chiunque ti conosca.
Saprò sempre, dunque, a quale modello guardare per migliorarmi. Per questo motivo, cara Mamma, io ti chiedo solo di promettermi che quelle cose lasciate in sospeso un giorno lo faremo tutte senza dimenticare nulla. Non lasciarmi mai.

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