Mamma amava il mare, sfrecciava con il suo vespino bianco 50 special per la costiera, aveva il senso dell’umorismo delle persone intelligenti e appizzava l’orecchio ogni volta che c’era da raccontare un “fatto” su Amalfi. I suoi tantissimi amici ne ricordano l’umanità, la cultura e l’eleganza dei modi.
Non era una sportiva e, da ragazza, evitava i giri di campo durante l’ora di tennis nascondendosi in un angolino che sfuggiva al controllo dell’istruttore, ma aveva gli occhi buoni (e belli) propri di chi non potrebbe mai essere in grado di compiere azioni peggiori. Per la sua discrezione, a dire il vero, non mi avrebbe mai consentito di parlare di lei in pubblico, ma è arrivato il momento di rivelare che ha anche tradotto la versione di latino nell’anno della maturità di mia sorella e, a sua insaputa, ha fatto ottenere ottimi voti ad una classe intera (con il latino, così come in tante altre materie, era un fenomeno).
Se n’è andata nello stesso giorno in cui Nonno avrebbe festeggiato il suo compleanno.
Ci sono, però, troppe cose che abbiamo lasciato in sospeso, la più importante delle quali è sicuramente il nostro viaggio a Venezia a lungo rinviato. Un’altra è poi leggere assieme la seconda parte del “corsaro nero” di Salgari: è stato il primo libro letto alle elementari e ancora non ho superato il trauma per non aver più trovato il testo con la seconda parte della storia.
Le voglio immensamente bene e so che tutto quello che mi ha insegnato (purtroppo non l’ordine esclusivamente per mia indolenza) e che abbiamo vissuto assieme è dentro di me.
In questo periodo, nei rari momenti in cui sono uscito, ciascun angolo di strada mi ha regalato un vecchio ricordo o un aneddoto, persino estremamente secondario, come le domande sciocche che le ho posto in una certa occasione, le passeggiate alla Floridiana o un gelato a via Scarlatti. Le strade che conosciamo, del resto, sono solo quelle in grado di raccontare una storia e darci il significato di essere parte di una famiglia che preserva la sua comune eredità, ricca di ricordi, per rigenerarla e farla rivivere.
È bello ogni tanto pensare al passato immaginando di poter tornare indietro: guardare al passato spesso ci rende felici perché il cervello è in grado di isolare i ricordi positivi da ansie e preoccupazioni e relativizza la portata di problemi non più attuali.
Ecco, sarebbe meraviglioso se riuscissimo sempre a relativizzare i problemi e a guardare al futuro con lo stesso approccio e la stessa capacità di selezionare le emozioni quando guardiamo al passato, magari immaginando di poter incontrare di nuovo tutte le persone cui abbiamo voluto e vogliamo tuttora bene.
Giorni fa,nascondendomi dietro la porta d’ingresso di casa, mi sono ricordato di aver fatto ad Emilia lo stesso scherzo che faceva a me sempre nonno. Io tuttora sento di poter far rivivere nonno ogni volta che lo penso o rifaccio qualcosa che ho già fatto con lui.
Voler bene alle persone, del resto, è qualcosa che va oltre la fisica o la materia ed è ciò che più tende all’infinito, cioè a Dio.
Dio, dunque, per me è colui che è in grado di far stare di nuovo assieme, oltre ogni dato temporale, tutto ciò cui teniamo, ovvero colui che ci permette di guardare avanti con lo stesso distacco con cui guardiamo eventi già trascorsi e, dunque, di realizzare ciò che l’essere umano può solo ipotizzare di fare con il passato.
Mamma, tra le tante cose, mi ha insegnato che bisogna sempre pesarsi e guardarsi dentro affrontando paure e problemi con dignità e fede. San Giuseppe Moscati le ha dato tanta forza e coraggio per combattere sempre dando alla vita il significato profondo cui ciascuna persona dovrebbe aspirare.
Non ha mai recriminato, mai commesso alcuna cattiveria, mai provato rancore verso il prossimo. Tutto ciò l’ha resa un esempio da seguire e da emulare facendomi sentire orgoglioso di essere Suo figlio a prescindere da tante altre indubbie qualità che la rendono tuttora unica ed irripetibile.
Saprò sempre, dunque, a quale modello guardare per migliorarmi.
Per questo motivo, cara Mamma, io ti chiedo solo di promettermi che quelle cose lasciate in sospeso un giorno le faremo tutte senza dimenticare nulla.
Iniziamo allora subito dal viaggio a Venezia assieme al Corsaro nero e non permetterti di lasciarmi mai.