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Non sono un estimatore dell’american way of living, né ho mai avuto il grande desiderio di visitare gli Usa.

E, invero, se ai defatiganti controlli di ingresso nel paese mi avessero chiesto quali erano le finalità del mio viaggio, io avrei espressamente risposto di essere qui per sbaglio. Di esserci cioè dovuto passare per forza in attesa di andare altrove.

Epperò, quando non ci aspetta nulla, le sorprese sono sempre ben accette.

Gli americani, infatti, sono in genere simpaticissimi e nessuno da queste parti sembra voler parlare inglese. Io almeno, quando ci ho provato, ne ho quasi sempre ricavato una risposta in spagnolo.

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Miami, d’altra parte, è esattamente come appare nei film di Bud Spencer e Terence Hill, per questo motivo è come se la conoscessi da sempre.

E’ una città poliedrica, enorme, ricca, piena di vita e di eccessi, eppure tranquilla, economica e funzionante.

Ora, se si chiede ad un americano cosa visitare a Miami, la risposta sarà abbastanza scontata.

Il primo posto in cui andare è infatti, per forza di cose,  Miami Beach con le sue enormi spiagge piene di palme e campi da pallavolo.

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L’art Decò Disctrict, invero, non è un granché e non ha alcun edificio degno di interesse.

Ciò nonostante  non è per la bellezza architettonica che si va lì.

Ocean Drive – che volgarmente io chiamerei il lungomare –  la sera è il ritrovo preferito per personaggi eccentrici che sfilano smargiassi affollando i vari locali all’aperto. Vederli è uno spettacolo così come sono spettacolari le luci, i colori e i balli che vivacizzano la passeggiata.

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La spiaggia, invece, è più tranquilla.

E’ talmente grande da non porre alcun problema di sovraffollamento e da permettere di fruire del mare al meglio.

L’unico inconveniente è che si tocca sempre ed è un mare strano, quasi insipido.

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Eppure – a parer mio –  la zona più bella di Miami è quella di Bayside.
Qui, infatti, tra grattacieli, parchi, ponti apribili sull’oceano, la città offre uno scenario surreale tipicamente americano.

Inoltre il metrover, un trenino sopraelevato,  consente di osservare la città dall’alto passando proprio accanto ai grattacieli del quartiere finanziario.
Ora il problema è che io Miami l’ho vista a pezzi.

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La prima volta prima di andare in Perù, quando ero fresco e tosto.

La seconda, invece,  al mio ritorno tre settimane dopo senza aver praticamente dormito.

Per questo,in tale ultima occasione, dopo essere atterrato alle quattro di mattina, sono salito sul metrover e ho iniziato a girare, girare e rigirare con due occhi così ( vedasi foto a caso di due occhi così).  Dopodiché mi sono fatto  una passeggiata a piedi nei quartieri in cui vive la gente ricca che fa footing e  mi sono fiondato in una specie di bar per far colazione.

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Colazione americana, of course: uova fritte, salsiccia e bacon.

Roba sostanziosa su cui il cameriere mi aveva consigliato di mettere il ketchup ( pure!), probabilmente perché il mio fegato gli stava antipatico.

Ora dicono che a Miami ci sia il sole tutto l’anno – lo dicono in un film di Bud Spencer a dirla tutta – ma ho scoperto che non è vero.

Anche a Miami piove ogni tanto, soprattutto quando ci vado io.

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Così ho iniziato a cincischiare fino a quando ha smesso e sono salito su un autobus, un bellissimo autobus con le panche di legno come si vede nei film ambientati negli anni ’50, e sono sceso davanti ad un parco in riva al mare.

E’ qui, infatti, che – assieme a tanti cip e ciop che scappavano dall’albero – ho preso la mia decisione irrevocabile: eleggere il prato a mio letto in attesa del volo che mi riportasse in Europa.

MIAMI: voto 7. Città da vivere più che da visitare. Le vicine isole Keys, Everglades e Orlando la rendono sicuramente una meta appetibile e degna di un soggiorno quantomeno settimanale.

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Pubblicato da narrabondo

A volte viaggio, altre volte mangio. Di solito respiro. Da quando ho percorso il cammino di Santiago per la prima volta, ho deciso che il mondo è più bello se visto a piedi. Se visito una città, raramente prendo un autobus o una metropolitana. La trovo una perdita di tempo che impedisce di godere appieno del viaggio. Sono nato a Napoli e, anche se ormai vivo lontano, continuo ad amarla profondamente. Conosco la Spagna come le mie tasche, ma continuo a trovare sempre una scusa per tornarci e viverla. Ciò nonostante ogni tanto però fingo di interessarmi a qualche altro paese e ne scrivo. Scrivo pure di roba da mangiare e ristoranti, ma è solo una scusa per giustificare la mia pancia.

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15 commenti

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  1. Il mio sarà pure un commento superficiale, dopo tutte le tue usuali splendide informazioni, ma poco fa ero in tangenziale e per radio (giuro) hanno messo su Miami di Will Smith.
    Bienvenido a Miami.

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  2. Anch’io prima di visitare NY avevo un’idea completamente diversa degli USA. Non conosco la zona che hai visitato, ma dalle foto mi sembra interessante. Meno male che non hai risposto come volevi ai controlli, gli americani non hanno grande senso dell’humor, basta leggere i formulari che devi compilare per entrare…. 😀
    Buon fine settimana

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