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Le più belle tappe del cammino di Santiago

Se stai leggendo questo articolo,  è perché stai cercando di capire quali sono le tappe più belle del cammino di Santiago. Ti rammaricherà, pertanto, sapere che le tappe più belle del cammino di Santiago non esistono. E ciò non già perché il cammino di Santiago è banalmente tutto bello, ma perché ogni pellegrino le tappe più belle se le porta dentro.

La bellezza di una tappa dipende dagli incontri e dai pensieri, dalle riflessioni e degli insegnamenti che ha regalato, dalla compagnia e dall’umore del momento, ma anche dall’eterna lotta che c’è tra la voglia di arrivare e il desiderio che il viaggio non finisca mai.  Per me sono state belle quelle tappe in cui epicamente sono riuscito a fare quasi 60 km in giorno o in cui sono arrivato trascinandomi lentamente dopo aver pensato  di non farcela più, ma anche quelle tappe  in cui ho conosciuto delle persone che mi porterò sempre nel cuore o sono riuscito a trovare un posto per dormire quando sembrava che non ci fosse.
Molti addirittura, nel progettare il cammino di Santiago ( e già questo è sbagliato, perché il cammino non si progetta!), saltano ad esempio il deserto “de las mesetas” prendendo l’autobus. Ecco, per me las mesetas  sono state importanti : mi hanno insegnato cos’è l’umiltà e mi hanno consentito di completare i tre cammini che ogni pellegrino deve affrontare, ovverosia quello fisico, quello psicologico e quello spirituale.

Non consento, pertanto, di associare il cammino ad un trekking o ad una escursione per la quale  assume un valore esclusivamente la bellezza “esteriore” del passaggi o dei monumenti architettonici dei paesini attraversati. Ciò fermo restando, è pur vero che percorrere una tappa ricca di bei scorsi è un aspetto piacevole del cammino, per cui – dopo aver scritto l’elenco delle 10 città più belle del cammino di Santiago – ho deciso di provare ad illustrare quelle che, secondo me, sono le tappe più piacevoli ( e non già più le belle!).  Mentre provo a farlo,  sto ripercorrendo con la mente ogni passo. Non ho ancora bene in mente quali sono e non so cosa ne verrà fuori, per cui massima suspance anche per me:

  • Roncisvalle – San Pied de Port con l’attraversamento dei Pirenei

     

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    Uno scorcio di San Jean Pied de Port

Ecco, non è solo l’adrenalina per la partenza o ciò che sarà, né  l’emozione per l’essere nei luoghi dell’Orlando furioso e della chanson de geste,  ma la prima tappa del cammino francese è indubbiamente anche una delle più spettacolari. In primo luogo perché San Jean è davvero una bomboniera ed è  la partenza perfetta, poi perché i Pirenei, con il loro verde esplosivo e sconfinato, fanno quasi dimenticare la fatica di affrontare la tappa più dura del cammino francese. Come non pensare a quei paesaggi, ai campanacci degli animali al pascolo e persino alla nebbia?

Più avanti, sempre in Navarra, ci sono poi altri passaggi significativi come Pamplona, l’ Alto del Perdón, Puente de la Reina  Estella, Torres del Rio e Viana, ma – devo dire la verità – ero così dolorante che  personalmente ne ho un ricordo pieno di immagini offuscate. Qui trovate una mia guida sulla Navarra

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I pirenei
  • Astorga, la Cruz de Hierro e valle di Molinaseca

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    In ginocchio davanti alla Cruz de Hierro

Un’altra tappa stupenda, emozionante  ed impegnativa  è quella  che parte da Astorga, passa per i Montes de Leon e si conclude a valle a Molinaseca. E’ un percorso che di solito va spezzato  in due perché non ce la si fa a farlo in un giorno , ma di rara bellezza. Già Astorga è una bomboniera  ricca di storia e di tradizioni, ma salire per Rabanal del camino, Foncebadón e fermarsi davanti alla Cruz de Hierro – il punto più alto del cammino e  davanti al quale, in un climax di emozioni, i pellegrini lasciano una pietra un segno del loro passaggio –  è qualcosa di inspiegabile. La tappa poi prosegue verso El Acebo e poi in discesa fino a Molinaseca con il sottofondo del rumore di un ruscello che ci accompagna e si rivela proprio all’attraversamento del ponte che regala l’ingresso alla medioevale Molinaseca. Più avanti poi il percorso continua ad essere avvincente grazie  al castello dei Templari di Ponferrada e ai vigneti che anticipano Cacabelos, ma sempre con l’immagine della Cruz de Hierro stampata nella mente.

  • O Cebreiro – L’Arrivo in Galizia

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O Cebreiro

Chi è partito da San Jean sa che sia la Navarra che La Rioja e la Castilla y Leon sono regioni brulle che regalano poco verde. Per questo l’arrivo nella rigogliosa Galizia sorprende e si fa apprezzare non poco. Il passaggio – segnato dal monte Cebreiro – è quasi anticipato da Villafranca de bierzo e dalla sua valle che,  pur essendo l’ultimo avamposto della provincia di Leon, fa già prefigurare quello che sarà pochi chilometri più avanti. Scollinare sul Cebreiro e spingersi in Galizia significa, infatti, essere circondati dal verde ed è un verde che ci accompagnerà anche a valle dall’altra parte mentre percorriamo la campagna galiziana fino a Triacastela. Poi c’è Sarria, da dove inizia un altro tipo di cammino per i cacciatori di compostela. Normalmente si sostiene che qui il camino vero e proprio finisca per diventare una cosa. Io, invece, la vivo serenamente e riesco a godermi anche gli ultimi chilometri avendo una grande passione per Portomarin, Melide e le atmosfere Arzuà. C’è poi O Pedrouzo con il suo bosco che porta al monte de Gozo, da cui si intravede la mete ed è difficie trattenere l’emozione.

Qui trovate la mia guida alla Galizia

  • Irùn – San Sebastian

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Passaggio San Juan

Un’altra tappa che mi è rimasta nel cuore è la prima del cammino del Nord. Il cammino del Nord, a differenza del francese, si connota per il contatto con il mare e ciò è evidente fin dalla prima tappa, quando dal confine franco-spagnolo ci si dirige verso San Sebastian, la perla dei paesi baschi. Quasi alla fine della tappa c’è una baia molto suggestiva nota come pasaje San Juan dalla quale inizia una scarpinata molto dura ed impegnativa che poi si conclude a San Sebastian, città che si offre subito con la sua fantastica spiaggia – nota come la concha – e gli edifici risalenti alla Belle Epoque.

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La spiaggia della Concha a San Sebastian

Il cammino del Nord, di fatto, è molto più impegnativo rispetto al francese e sicuramente privo di quei luoghi simboli che connotano quest’ultimo, ma dal punto paesaggistico è reso indimenticabile dalla sua esplosione di colori.

Qui il mio itinerario nei paesi baschi

 

  • L’arrivo a San Vicente de la Barquera.

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San Vicente de la Barquera e los picos de Europa

San Vicente de la Barquera è praticamente l’ultimo avamposto della Cantabria, una regione che invero risulta essere un po’ fastidiosa perché il cammino è praticamente quasi esclusivamente sulle strade asfaltate ( cosa fastidiosissima per i piedi). La tappa che si conclude a San Vicente è però stupenda, perché – dopo aver superato il verde di Comillas e delle sue colline – si apre improvvisamente uno scenario magnifico caratterizzato da fiordi e dal mare che si impossessa della baia. Dopo aver scollinato, si attraversa un lungo ponte dal  quale in lontananza compare San Vicente e dietro di lui montagne che anche in primavera sono innevate. San Vicente è infatti  un paese arroccato che si sviluppa in alto e che da lontano appare essere quasi minaccioso. Invece i suoi vicoli raccontano subito storie di vita e di grandi tradizioni. Di lì a poco il cammino poi proseguirà nelle Asturie e, in particolare, permetterà di conoscere Llanes e Ribadesella, i due centri balneari più importanti dell’area.

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Los picos de Europa

Di Cantabria e di Asturie ho scritto ampiamente nel mio itinerario  turistico.

  • Ponte de Lima a Tui

Un’altra tappa che mi è molto piaciuta è quella che ha portato all’arrivo in Galizia provenendo da Sud, ovvero percorrendo il cammino portoghese, l’ultimo cammino che ho percorso in ordine di tempo ( in realtà ho fatto anche un altro breve camino da Sarria, ma non lo considero un cammino, perché l’ho percorso con estrema leggerezza). Il Portogallo è molto bello e mi ha lasciato tanti bei ricordi, ma la zona di confine con la valle del Minho è qualcosa di davvero stupefacente.

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Tui e il fiume Minho

L’attraversamento del lungo ponte di Ponte de Lima è qualcosa di epoco e dà il benvenuto ad una lunga passeggiata su un sentiero pieno di angoli suggestivi. Dopodiché il Portogallo saluta con una stupenda cittadina qual è Valenca do Minho e la Spagna ci dà il benvenuto con un’altrettanto splendida cittadina come è Tui. La prima ha una fortezza enorme interamente percorsa dal cammino, la seconda – invece – è naturalmente diroccata ed ha un centro storico davvero suggestivo.  Più avanti il cammino portoghese offre anche altre belle tappe, come l’attraversamento di Redondela, Pontevedra e Padron, la città del peperoncino in cui sbarcò la nave con San Giacomo, ,ma – nella mia memoria – il passaggio tra i due principali stati della penisola iberica rimarrà scolpito per sempre.

Qui trovate   un itinerario completo della Galizia

Vorrei, infine, spendere qualche parola sul cammino di finisterre, ma la verità è che per me il cammino finisce a Santiago de Compostela, dopodiché diventa un’altra cosa. Intendiamoci,  sono 100 km circa molto piacevoli da percorrere e l’arrivo davanti al faro di Finisterre è molto suggestivo, ma  nelle volte in cui ho fatto questo percorso non ho mai sentito la stessa adrenalina del cammino di Santiago vero e proprio. Chi dice che l’importante è il cammino e non la meta per me dice una bestialità: mai come nel cammino di Santiago la meta è essenziale.

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4 commenti

  1. Concordo con quanto hai scritto su tutto…mi hai fatto rivivere il viaggio più bello che abbia mai fatto.
    E’ vero ognuno vive le tappe a seconda delle emozioni che prova al momento ed è anche vero che il Cammino francese è davvero meraviglioso paesaggisticamente parlando.
    Ricordo ancora i verdissimi infiniti prati della Navarra, i vigneti della Rioja e l’esplosione di natura in Galizia, la salita tra i boschi sui Pirenei e tra i castagni al Cebreiro.
    Un’esperienza unica❤
    Complimenti per il bellissimo articolo e per i 60km che sei riuscito a fare in un giorno😥
    Un abbraccio

    Mi piace

    1. Ciao Veronica, scusami se ti rispondo con tanto ritardo. Effettivamente il cammino è una esperienza che cambia la vita e tu, che l’hai vissuta, puoi davvero capire il senso delle mie parole.
      Ognuno ha aneddoti, incontri e riflessioni diverse da raccontare perché, se è vero che il cammino rappresenta la vita, è anche vero.che ognuno di noi ha un vissuto diverso. Per questo il cammino è unico. Un saluto

      Piace a 1 persona

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