europa dell'est Polonia

Cracovia e dintorni in due giorni.

  • Premessa

A Cracovia sono arrivato alla fine di un viaggio iniziato a Praga e che mi ha portato ad attraversare la Repubblica Ceca, la Germania e per l’appunto la Polonia, nazione di cui Cracovia è di sicuro la capitale culturale.

Con il popolo polacco, per quanto mi riguarda, è stato subito amore a prima vista. Appena ho lasciato la Germania col treno e sono giunto a Breslavia – una splendida città universitaria di cui scriverò in un’altra occasione – il mio umore è improvvisamente migliorato  notevolmente grazie all’accoglienza spontanea che la terra del grande Papa  Wojtyla mi ha riservato.

Purtroppo la Polonia da un punto di vista turistico deve ancora essere valorizzata come merita. Ciò nonostante da quando si è liberata dal fardello comunista, ha fatto in pochissimi anni dei passi da gigante che le hanno consentito di trasformarsi in un paese  moderno: molte multinazionali – soprattutto nell’area di Breslavia – hanno deciso di delocalizzare qui e non è raro trovare dei ragazzi italiani che hanno avuto l’opportunità di trovare un lavoro ( si, un lavoro! Altrove esiste ancora, ndr) ben pagato proprio in Polonia.

Ovviamente Cracovia – tra le mete da visitare – recita il ruolo della regina assoluta sia grazie al suo bellissimo centro storico che agli intriganti dintorni che citerò a seguire. Per questo motivo, ogni anno, attrae 8 milioni di turisti. E’ una città romantica che regala degli scorci che fanno andare indietro nel tempo e che va visitata interamente a piedi, perché ogni angolo del centro storico nasconde delle particolarità.

  • Quanti giorni?

Per visitarla decentemente ritengo che due giorni siano sufficienti, ma c’è anche da dire che meritano una gita anche le miniere   di sale di Wieliczka e il Santuario della Madonna di Czestochowa, per cui  un viaggio ben pianificato richiede almeno 3 giorni. Non ho inserito nella lista  i campi di concentramento di Auschwitz, Brikenau e Monowitz, perché a me sinceramente non è interessato visitarli ( in passato sono stato a Dachau in Germania e tanto mi è bastato!), ma c’è da dire che – sotto un profilo storico ed emotivo – può essere comunque opportuno andare in uno degli stessi.

  • Qualche informazione sulla Polonia

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    Una delle vie principali di Cracovia. In fondo la piazza del Mercato

Ciò detto, come sicuramente saprete, la Polonia è uno stato di 38 milioni di abitanti che si trova in mezzo tra la Germania e i paesi dell’ex blocco sovietico ( Repubblica Ceca, Slovacchia, Lituania, Bielorussia e Ucraina)  e che fa parte della Unione Europea, ma non dell’Unione monetaria. Per questo motivo in Polonia non si usa l’euro, ma lo złoty. Lo zloty più o meno ha il valore di 1/4 rispetto all’euro, per cui per fare un euro ci vogliono più o meno 4 zloty. La Polonia, comunque, non è cara, anzi – a dirla tutto – è un paese molto economico in cui si riesce a viaggiare con poco.  Insomma, anche sotto questo aspetto spinge ad essere visitata.

  • Cracovia in due giorni.

  • Premessa

Venendo poi a quello che vi interessa leggere se siete giunti fin qui, sappiate che avete fatto un’ottima scelta: Cracovia è una delle città più belle d’Europa e ha davvero tanto da offrire. Visitarla in inverno non è impossibile, anzi – a dirla tutta – nel periodo natalizio è davvero magica. Ha tutto per piacere: ha l’arte, ha il romanticismo, ha l’amore per la musica ( Chopin, che era di Varsavia, è tuttora una vera e propria icona nazionale) e ha una profonda identità che ha nel cattolicesimo il suo baricentro. 

  • Cosa ( non) mangiare a Cracovia

L’unica nota stonata è quella riguardante il cibo.  In Polonia sinceramente, per quella che  è stata la mia esperienza, si mangia piuttosto male e Cracovia purtroppo non fa eccezione. In rete magari troverete tantissimi articoli in cui si cercherà di smontare il mio assunto  pubblicizzando i “pierogi”, una sorta di ravioloni con un ripieno sia dolce che salato, ma a me sinceramente non sono piaciuti per niente. Né sinceramente trovo più invitanti i  bigos ( crauti, salsiccia e spezie)  i kluski ( canederli senza ripieno), o i golabki ( involtini di foglia di cavolfiore o peperoni ripieni di carne tritata). Comunque è anche che il gusto è soggettivo e magari non sarò stato fortunato nella scelta dei posti in cui andare.

  • Cosa visitare a Cracovia

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La bellissima Basilica di Santa Maria in piazza del Mercato a Cracovia

Ad ogni modo Cracovia, nonostante i suoi 700 mila abitanti circa, ha un centro storico molto raccolto. Per visitarla si deve iniziare il giro per forza di cose dal quartiere di Stare miasto  ( città vecchia) e, in particolare,  dalla enorme piazza del mercato ( Rynek Glowny). Quando ci sono arrivato dopo aver attraversato le mura della città, mi sono emozionato per davvero. Sembrava di essere in una fiaba: da una parte c’era la Basilica di Santa Maria (Kosciol Mariacki), con le sue torri asimmetriche lunghissime, dall’altro la torre del Municipio e l’antico mercato dei tessuti.  In mezzo c’erano le carrozze coi cavalli .

E’ difficile descrivere i brividi che mi hanno regalato  le luci e i colori di quella piazza, né posso non pensare ai profumi delle bancarelle e al rumore prodotto dagli zoccoli  dei cavalli. Le case sono un po’ tutte color pastello e  le vie caratterizzate da un bel lastricato che si sposa perfettamente con la dimensione temporale cui Cracovia ci riporta ( sembrerebbe di stare nel medioevo se non fosse per qualche macchina che, ogni tanto, passa!).

Dopo aver abbandonato la piazza del mercato, è doveroso proseguire per   via  Florianska ( a proposito, in polacco via si dice ulica) fino a giungere  davanti a due belle chiesette  che pure meritano di essere visitate. Una è dedicata a San Domenico, l’altra, in via Franciszkanska,  è dedicata a  San Francesco di Assisi e, oltre ad un presepe stupendo, ha dei colori giotteschi di un blu spettacolare. Sembra quasi “scimmiottare” le Basiliche di Assisi e, se ci pensate, è qualcosa di incredibile ritrovare lo stile di Giotto a Cracovia assieme a tutti i riti dei francescani ( tra cui, per l’appunto, il presepe).

Qui  di fronte a questa Chiesa – precisamene in via  Franciszkanska 3 – noterete il una finestra a poco più di due metri dalla strada: è la finestra da cui San Giovanni Paolo II era solito affacciarsi e avere delle lunghe conversazioni notturne con i giovani lì radunati.  Su un palo della luce vi è anche una conchiglia gialla stilizzata su un fondo blu: è il simbolo del cammino di Santiago “polacco” che passa proprio qui. Parlare di Cracovia senza citare il grande Papa polacco che sfidò i totalitarismi e il pensiero unico è impossibile. La città non l’ha dimenticato e lo considera ancora il Papa di riferimento. Lo dimostrano le effigi e le foto che lo rappresentano un po’ ovunque, non solo all’interno delle Chiese, e che ne ricordano la grande testimonianza.

Di questa finestra – che a me all’inizio era sfuggita – sono venuto a conoscenza grazie a Daniel, un ragazzo che ho conosciuto su un pullmino privato di fortuna che ho preso per tornare a Cracovia dalle miniere di sale.

Di seguito riporto un estratto di ciò che scrissi il 27/04/2014 in occasione della canonizzazione di Giovanni Paolo II, evento per il quale – già a fine dicembre – decine di migliaia di polacchi si stavano già preparando per essere presenti in piazza San Pietro. ( se volete leggere tutto il mio racconto, cliccate qui

“Ad un certo punto, Daniel, nell’informarsi sul mio itinerario di viaggio, mi chiede se sono stato in via franciszkanska davanti alla finestra da cui si affacciava Papa Wojtyla quando era arcivescovo di Cracovia. Io in quella via ci sono stato apprezzando tantissimo la Chiesa di San Francesco di Assisi con uno dei presepi più originali che abbia mai visto, nonché quella di San Domenico, ma di finestra non ne ho notata alcuna. Eppure quella zona me la sono divorata […] E’ per questo motivo che, non appena torno a Cracovia, decido di sfruttare le mie ultime ore in città proprio per un ultimo giro in centro […] per andare a cercare la famosa finestra di un Papa […] Di questa finestra però non so nulla ed è per questo che chiedo al primo passante se può aiutarmi. 

Questi mi risponde che è di strada e mi invita molto gentilmente a seguirlo ripetendo una parola che potrebbe essere comprensibile: “hiszpański?”

E, in effetti, lo è davvero, visto che hiszpański significa spagnolo, lingua che il mio nuovo accompagnatore parla e alla quale ricorre per dialogare con me. Quando arriviamo davanti alla famosa finestra, anche lui si ferma con me. 

Anzi si toglie il cappello e mi invita a pregare con lui.

Ammiro la profonda religiosità dei polacchi, tratto distintivo che proprio Papa Giovanni Paolo II ha fatto conoscere a tutta la cristianità.

Le loro Chiese, tutte enormi, sono sempre aperte e strapiene. Inoltre stamattina ero rimasto impressionato dal numero di fedeli in fila per la confessione, nonché dalla quantità di giovani che pregano anche nei giorni infrasettimanali. E’ in questo contesto che il Papa polacco ha potuto operare costruendo opere enormi e inaugurando le giornate mondiali della gioventù […].

  • La collina di Wawel

wawel
Panoramica dalla collina del Wawel. Si vede perfettamente il Castello e la Cattedrale

Successivamente a piedi il tour può proseguire per via Kaonikcza e poi fino alla collina di Wawel. Una volta arrivati vi consiglio di andare a visitare prima la Cattedrale, che è davvero stupenda e piena di opere d’arte. E’ in stile gotico e ospita le tombe dei re impreziosite da bassorilievi. Vi poi 18 cappelle con i dipinti di artisti anche italiani, tra cui la cappella di Sigismondo con la cupola ricoperta da una lamina d’oro. Dopodiché andare a visitare il Castello assieme agli appartamenti reali costituiti da più di 70 sale. L’armeria del castello,  sinceramente poi potete anche saltarla a meno che non siate appassionati di armi medioevali e orientali.  Fino a pochi mesi fa potevate ammirare anche la “Dama con l’ermellino” di Leonardo Da Vinci, ma questo quadro è stato  recentemente venduto e ora è possibile ammirarlo a Varsavia ( sic).

Fatevi allora una passeggiata lungo il fiume Vistola, magari al tramonto, e uscite dal centro notando come la città è cresciuta nei secoli. E’ una passeggiata simpatica che rivela parecchie sorprese.

  • Il quartiere ebraico

Altra zona da visitare di Cracovia è poi il quartiere di  Kazimierz, ovvero il ghetto ebraico.  Sinceramente non è particolarmente suggestivo, ma qui  – se volete – potete visitare il museo della fabbrica di Shindler ( io sinceramente non l’ho visitato perché sono arrivato in orario di chiusura, quindi non posso dirvi se vale la pena andarci). In questa zona vi sono poi la  piazza del Mercato (Wolnica), le chiese di Santa Caterina, del Corpus Christi e di San Stanislao e le varie Sinagoghe ( La Vecchia, Tempel, Jupa, Isacco e Wysoka). Il quartiere è pieno di bar e localini frequentati da studenti. Se avete poi tempo, andatevi a fare un giro anche nella zona che ospita l’università Jagellonica: è la più importante della Polonia ed è sempre in centro a Cracovia.

E questo, più o meno, è quello che offre Cracovia che,  se siete bravi, riuscirete a vedere in una giornata.

  • Le miniere di sale di Wieliczka

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Quello che vedrete vi lascerà…di sale

Il secondo giorno dedicatelo ad una gita fuori porta. La mia predilezione va assolutamente alle miniere di sale di Wieliczka perché sono qualcosa di unico al mondo. In rete difficilmente troverete foto che rendono giustizia a questo posto ( è pur sempre al buio), ma vi assicuro che sarà una gita magica. Non andateci possibilmente di domenica, perché in questo giorno ci sono pochissimi mezzi pubblici e rischiate di rimanere in mezzo alla campagna ( io me la sono vista bruttissima e ho dovuto prendere un mezzo clandestino di fortuna!).

Si visita una vera miniera, per cui non è un luogo adatto alle persone che soffrono di claustrofobia, ma ne vale la pena. Per entrarvi si deve prendere una carrucola e si scende a circa 135 metri sotto terra. Dopodiché ha inizio un tour guidato che porterà il visitatore a esplorare di 3,5 km di galleria  ( meno dell’1% della lunghezza totale delle stesse). Nel percorrerlo si ammireranno, oltre alle attrezzatura della miniera,   numerose statue rappresentanti figure storiche e religiose, tutte scolpite dai minatori direttamente nel sale   ( anche i cristalli dei candelieri sono stati forgiati nel sale). Lungo le gallerie ci sono stanze decorate, cappelle e anche laghi sotterranei . Alla fine del tour, tra l’altro, ci sarà una strabiliante sorpresa: una sala piena di cristalli di sale dove partirà uno spettacolo di luci e si ascolterà la musica di Chopin.

  • Santuario di Częstochowa

Se le miniere, tutto sommato, sono davvero vicine a Cracovia, lo stesso non si può dire per il citato Santuario, visto che è oltre 100 km dalla nostra città di base.   Trattasi del più importante luogo di culto della Polonia, visto che qui si venera la Madonna Nera. Se andate a vedere le città con cui è gemellata Czestochowa, troverete  Betlemme, Nazareth, Fatima, Loreto e Crotone. Domanda: perché Crotone ( peraltro dal 2017)?

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3 commenti

  1. Io ho amato alla follia Varsavia. Non è il luogo in cui andare per vedere bei palazzi: è stata distrutta per l’80% durante la Seconda Guerra Mondiale. Però la gente, l’atmosfera, l’enorme quantità di musei storici che la popolano la rendono la meta perfetta per chi non viaggia per fare una bella foto a un bel monumento ma per “sentire” i luoghi

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