Trattoria Vanvitelli, Napoli

Recensione sulla trattoria Vanvitelli – Piazza Vanvitelli, Vomero, Napoli.

Basta scendere quattro, forse cinque scalini – a dire il vero non li ho contati – per trovarsi improvvisamente dove uno non si aspetterebbe mai.

Ci si imbatte, infatti, in una  location straordinaria in cui, dopo aver attraversato le cucine e il forno, si arriva ad una sala immensa caratterizzata da un  allestimento molto sfizioso che rende l’idea di una salumeria.  Accanto a questa sala, inoltre, vi è un giardino niente male in cui ci si può spostare d’estate.

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La formula è molto simile a quella della Trattoria Caprese di via Luca Giordano – la proprietà difatti è la medesima – con talune peculiarità che differenziano i due locali e non li rendono di certo l’uno il doppione dell’altro.

Il menù prevede tutto quello che è nella tradizione della cucina napoletana con una varietà  e accortezza tale da far sembrare quasi inappropriata la definizione di “trattoria”.

I prezzi, invero, non sono calmieratissimi – per un primo  ci vogliono di norma 12 euro – ma è anche vero che, durante la settimana, a pranzo viene proposto un buon menù a 9 euro con una scelta tra due primi e due secondi.

Poi, se vogliamo dirla tutta, va specificato che la Trattoria offre anche degli ottimi antipasti, spesso a buffet, con salumi, latticini e verdure varie che vale la pena provare.

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Sempre à la carte vi sono poi gli antipasti di mare: souté di frutti di mare, polipo all’insalata,  impepata di cozze e il classico antipasto salmone marinato, bianchetti,  polipo all’insalata e  alghe fritte

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Tra i primi, oltre ai grandi classici della tradizione napoletana, ogni giorno vengono proposti 2/3 piatti fuori menù. Al riguardo fare l’elenco esaustivo delle proposte sarebbe fin troppo  impegnativo ( e probabilmente inutile), per cui mi limiterò – a titolo di esempio – a citarne alcuni: la genovese,  la pasta patate e provola, i manfredi alla bolognese, la pasta  alla norma, i rigatoni al cartoccio, gli spaghetti alle vongole, gli spaghetti ai frutti di mare, i paccheri con lo sgombro. I piatti, con un’attenzione quasi maniacale, vengono eseguiti a regola d’arte e le porzioni sono abbondanti.

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E’, tuttavia, sui fritti che questo locale ha una marcia più: “il cuoppo” è assolutamente da 10 e lode.

Sulla scorta di tanto devo poi ammettere che, a differenza della trattoria Caprese, anche la pizza qui non è affatto male e si può provare.

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Quanto ai secondi, anche qui, l’offerta è molo amplia.  Le dimensioni del locale permettono, infatti, di mantenere un target di livello molto eterogeneo che può soddisfare tutti i palati. Si va dal pescato del giorno alle polpette al sugo, dagli arrosticini di calamari con patate alla tagliata di pollo, dal  filetto di orata al gratin  al pesce spada alla livornese , dalla fritturina all’italiana ai medaglioni di carne con scamorza, dai calamari alla brace al salmone in crosta di mandorle.

Insomma, roba genuina e napoletana con qualche variazione che fa sempre bene.

Prezzi non economicissimi, ma tutto sommato calibrati per la zona in cui si trova.

Consigliato.

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