Viaggiare col corona virus

Come sarà viaggiare ai tempi del corona virus ? Sarà ancora possibile? Quali accortezze bisognerà adottare per evitarne la diffusione? Quest’estate si potrà andare in spiaggia normalmente?

Finora l’unica cosa sicura è che dobbiamo rielaborare la definizione di normalità dandole una nuova prospettiva a tempo indeterminato, almeno fintantoché non sarà possibile lasciarci l’incubo alle spalle con una bella vaccinazione di massa.

Quest’estate, ad esempio, avrei voluto realizzare un grande viaggio in bicicletta per località cui ancora non avevo pensato e, tutto sommato, rispetto al mezzo adoperato, avrebbero finito per essere secondarie e in ogni caso meramente strumentali. La bicicletta, infatti, è ciò che di più bello possa esistere perché è in grado di regalare il senso di libertà più assoluto in maniera polivalente. Poter andare in bicicletta, più nello specifico, significa in primo luogo libertà di spostamento, ma anche libertà di misurare il proprio valore, libertà di vivere il paesaggio circostante, nonché libertà di pensiero con se stessi.

Questo progetto però ormai è naufragato proprio perché il covid19 è la negazione della libertà  e ci sta confinando in un perimetro limitato a tempo indefinito.

Per questo ai tempi del corona virus sicuramente non sarà più possibile viaggiare alla maniera del narrabondo on the road,dove molti aspetti sono lasciati al caso e alla improvvisazione ( capiti quel che capiti! ) sulla base delle convinzioni – oggigiorno smentite dai fatti – che tutto sommato il fortuito è ciò che rende unico un viaggio e il mondo è un posto più sicuro di quel che sembra. Addio dunque viaggi saltellando da una località all’altra, addio autostop e passaggi con gli sconosciuti, addio conoscenze estemporanee nelle peggiori bettole, addio intrugli di cucina locale. addio spostamenti notturni per sfruttare ogni singolo momento: tutto questo, che dà contezza della concezione che do al viaggiare, andrà dimenticato per un po’.

Viaggiare seriamente dovrà essere accantonato  per lasciare spazio esclusivamente alla pianificazione e alla ponderazione. E ciò anche perché le compagnie low cost non saranno più low cost dovendo per forza di cose diminuire le tratte, viaggiare con velivoli quasi vuoti e aumentare le tariffe.

Ciò che però si potrà sicuramente fare ai tempi del corona virus è una vacanza. La vacanza è differente dal viaggio perché è stanziale ed è ispirata al riposo. Anche la vacanza però sarà sicuramente diversa, dovendo contemplare il mantenimento delle  distanze di sicurezza, nonché  la massima attenzione   alla sanificazione costante degli ambienti frequentati.

Dovremo, inoltre, anche nella specie, fare delle rinunce evitando i locali estivi superaffollati e le discoteche, nonché le località esotiche un tempo facilmente raggiungibili. Le nostre vacanze torneranno ad essere come quelle degli anni ’50 con l’applicazione del principio di prossimità: andremo in vacanza vicino casa, probabilmente nella nostra stessa regione e in ogni caso difficilmente fuori dall’Italia. Siccome poi anche nel resto del mondo dovranno fare lo stesso, dimentichiamoci pure di interagire con turisti stranieri con la stessa facilità con cui eravamo abituati: lo straniero tornerà ad essere straniero e a suscitare quella sensazione di sorpresa che dà la presenza eccezionale.

Del resto, se in Spagna – disponendo di spiagge enormi e sabbiose – si stanno già attrezzando per investire tutto sul turismo locale, sarà giocoforza necessario seguire il summenzionato esempio anche in Italia apportando tutte quelle misure necessarie per contrastare ogni pericolo di contagio.

Come sarà, dunque, andare in spiaggia, magari ritrovando quello spazio vitale che da tempo avevamo dimenticato, ma con lo stress del dover calibrare ogni movimento?
Da una parte più bello, dall’altra più angosciante.

Non sarà, in fondo, più possibile fare la partita a carte col vicino di ombrellone, non sarà più possibile sedersi al bar dello stabilimento con la stessa naturalezza, non sarà più possibile stringere la mano in segno di saluto ad uno conoscente. No, purtroppo tutto ciò non sarà più possibile.

Sarà però possibile fare un tuffo a mare e, tutto sommato, è ciò che più interessa.

4 commenti

  1. Io ho un blocco mentale, e mi rifiuto di pensare ad un viaggio con “limitazioni”.
    Eviterò di andare in vacanza, se ciò dovesse significare dover indossare mascherine e guanti, fare la fila per un caffé, o tenere le distanze da chiunque.

    Viaggiare per me è anche sinonimo di libertà.
    Se viene a mancare la libertà, io non credo viaggerò.

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  2. Sarà possibile che io riesca ad andare una settimana in montagna, non nella mia regione? Al momento è l’unica risposta che desiderei avere, chissà se più avanti chiariranno se ci si può spostare di regione anche per motivi come questo. Del resto il discorso non riguarda solo me, anche tra chi vuole andare al mare molti dovranno spostarsi di regione, no?

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