Patagonia e Terra del Fuoco

Viaggio in Patagonia e Terra del Fuoco, cosa vedere

Sommario:

  • Parco Nazionale della Terra del Fuoco, Treno della Fine del Mondo e il Canale di Beagle
  • Ushuaia/El Calafate
  • Parco nazionale dei ghiacciai e Perito Moreno
  • Rios de Hielo, ghiacciaio di Upsala e Spegazzini

Prima di entrare nel merito di cosa vedere in Argentina e nella Terra del Fuoco, qualche cenno sull’assetto geografico. Estremità meridionale dell’America del Sud, la Terra del Fuoco è un arcipelago che si sviluppa dallo Stretto di Magellano fino alla fine della terra. Suddivisa tra Cile ed Argentina è composta dall’isola principale, Isola Grande, e da numerose isole minori. Questa terra al confine con l’Antartide, deve il suo nome ai fuochi indigeni che gli esploratori europei avvistavano dalle proprie imbarcazioni. Pare sia stato proprio il celeberrimo Magellano a “battezzare” così l’arcipelago dell’America meridionale. In ogni caso, questa terra, tanto ricca quanto ostile, è stata oggetto di numerose spedizioni europee (olandesi, inglesi, spagnoli, croati) che hanno causato la progressiva estinzione della popolazione indigena degli Yàmana.

Evito qualsiasi cenno preliminare sul clima, per non dissuadervi dal visitare la Terra del Fuoco. A dire il vero, se ben bardati, il clima è tollerabile. In ogni caso, consiglio vivamente di adottare, a tutti i livelli, l’opzione multistrato.

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Giorno 13: Ushuaia

Se vi state chiedendo cosa vedere a Ushuaia e nella Terra del Fuoco ( tierra del fuego), siete nel posto giusto. Come già accennato, le lunghe distanze tra una regione e l’altra dell’Argentina costringono a numerosi spostamenti aerei. In ogni caso, atterrati all’aeroporto di Ushuaia potrete immediatamente iniziare il vostro tour della Terra del Fuoco. Ushuaia è la città capoluogo della Terra del Fuoco e si connota per essere la città più meridionale del mondo!

In attesa delle escursioni dei giorni successivi, potrete approfittare per aggirarvi per le strade di questa incantevole città che si sviluppa nel cuore del Canale di Beagle. A dire il vero, la strada principale, San Martìn, è caratterizzata da numerosi locali e negozi acchiappa turisti, lasciando poco al carattere autentico della Città. Se siete arrivati ad Ushuaia, consiglio vivamente di visitare il Museo Marítimo y del Presidio de Ushuaia, un’esperienza molto utile per capire l’origine dello sviluppo di Ushaia e del Treno Austral Fueguino. Il Museo, infatti, sorge nell’edificio dell’ex prigione di Ushuaia, popolata dai criminali più spietati e, parimenti, da fini intellettuali che si opponevano al regime dittatoriale degli anni ’30, entrambi impiegati per tagliare la legna nel vicino bosco dell’attuale Parco Nazionale della Terra del Fuoco, raggiunto con la tratta ferroviaria che essi stessi avevano costruito. Oggi il Museo ha quattro sezioni: il “Museo Marittimo” che ricrea la storia legata alla Terra del Fuoco dal punto di vista dei marittimi, il “Museo del Carcere” che riproduce la vita della colonia penale e la triste storia di alcuni prigionieri, il “Museo dell’Antartide” che illustra le spedizioni di ricerca che da Ushuaia si muovevano verso il Polo Sud e il “Museo dell’Arte Marina” con opere d’arte ispirate al mondo marinaresco.

Altro punto d’attrazione della città è il Museo del Fin del Mundo, un edificio storico che oggi ospita un’esposizione dedicata agli Yàmana, la popolazione indigena, alle prime esplorazioni fino alle origini della costruzione della colonia penale.

Consiglio anche una piacevole passeggiata ghiacciata per il lungomare più al sud de mondo e sul porto commerciale. Infine, se vi state chiedendo dove e cosa mangiare ad Ushuaia, vi rimando al mio post sull’itinerario di 3 settimane in Argentina

Giorno 14: Parco Nazionale della Terra del Fuoco, Treno della Fine del Mondo e il Canale di Beagle

Siete arrivati fino alla Terra del Fuoco, alla fine del Mondo, per godere di questo incredibile spettacolo che la natura vi riserverà. Vi anticipo che la giornata è piuttosto intensa, ma sarà per l’entusiasmo dello scoprire posti nuovi, sarà per il bagliore delle distese di neve, vi assicuro che vi brilleranno in continuazione gli occhi.

Il Tour della Terra del Fuoco, quindi, continua con l’escursione nel Parco Nazionale della Terra del Fuoco, in cui si potrà apprezzare il paesaggio ed il caratteristico bosco australe della regione andino-patagonica. Per il mio tour ho scelto l’agenzia Rumbo Sur che mi ha offerto un’escursione ben organizzata e completa. L’escursione al Parco Nazionale della Terra del Fuoco inizia con il Treno della Fine del Mondo, ovvero con la Ferrovia Australe Fuegina. Essa fu costruita, come dicevamo in precedenza, quando Ushuaia era una colonia penale, grazie ai lavori forzati, con lo scopo di trasportare i tronchi di legname dalle foreste al Parco. Oggi l’itinerario turistico ripercorre l’antico tracciato, risalendo la Valle del Rìo Pipo. Dal finestrino scorgerete un paesaggio mozzafiato. La natura incontaminata, la steppa innervata, i torrenti d’acqua, i rilievi montuosi faranno da cornice a questa sensazionale esperienza. Potete dire di aver visitato il Parco Nazionale della Terra del Fuoco, solo se avete poi ammirato la Bahia Ensenada, la Isla Redonda ed il Lago Roca. Ma andiamo nell’ordine. La Bahia Ensenada che si affaccia sul Canale di Beagle nasce dallo scorrimento dei ghiacciai dai rilievi andini del Darwin verso il mare. Essa è nota per la flora e la fauna marina che popola le sue acque e per le viste panoramiche delle isole cilene e argentine e dei canali fuegini. Analogamente La Isla Redonda è una piccola isola all’imboccatura della baia di Lapataia, di confine tra il Canale di Beagle e l’Oceano Pacifico, popolata da numerose specie animali. Molto bello il Lago Roca. Affacciandovi sul lago avrete alle spalle la tipica vegetazione patagonica (con fusti d’albero ricoperti di un muschio verdognolo), mentre di fronte si staglierà un enorme lago glaciale circondato dalle vette innevate della catena andina.  Non saltate l’escursione della Bahia Lapataia i cui scorci vi faranno ancora apprezzare la natura incontaminata del Sud del Mondo.

Tornati ad Ushuaia avrete ancora abbastanza energie per navigare il Canale di Beagle. Personalmente ho effettuato la navigazione sul ponte scoperto! L’entusiasmo e la bellezza dei luoghi non vi faranno patire il freddo. La minicrociera del Canale di Beagle si spingerà dapprima verso l’Isola degli Uccelli, costone roccioso popolato da cormorani, gabbiani, albatros e volatili locali, per poi proseguire verso la piccola Isla de los Lobos, i leoni marini. Per nulla infastiditi dalla presenza dell’imbarcazione, avrete modo di ammirare i simpatici mammiferi nel loro habitat naturale. La navigazione proseguirà verso il celeberrimo Faro Los Eclaireurs, il Faro della Fine del Mondo. Seppur l’idea di un grazioso faro che si staglia su uno scoglio frastagliato non vi entusiasmi, credetemi che lo spettacolo non ha eguali. Durante la navigazione avrete modo anche di toccare nuovamente terra a Puerto Karelo, una piccola isola nel Canale di Beagle dove sono stati ritrovati i resti archeologici della civiltà Yámana. Puerto Karelo vi consentirà di conoscere ulteriormente la flora e la fauna locale, di ammirare il paesaggio del fronte terrestre di Ushuaia dal Canale di Beagle e di conoscere gli usi e i costumi della popolazione indigena degli Yámana.

A termine di questa breve descrizione, posso solo raccomandarvi di prevedere, durante il vostro viaggio in Argentina, una tappa nella Terra del Fuoco e ad Ushuaia. Avrete modo di entrare in contatto con la natura (di cui ho notato il profondo rispetto e tutela), con vette innevati e con paesaggi fiabeschi. Che dire… questo lembo di terra patagonica…. È proprio la fine del mondo!

Patagonia, El Calafate, il Parco Nazionale dei Ghiacciai e il Perito Moreno

Cari lettori, eccoci proseguire il nostro tour sotto zero. Ad essere sincera, proprio come lo sono stata sino ad ora, con la visita del Parque Nacional Lor Graciares, Parco Nazionale dei Ghiacciai, noto soprattutto per il meraviglioso ghiacciaio Perito Moreno esclamerete il vostro ennesimo “woooooow”! Se, il voto medio al mio viaggio in Argentina è 10, la visita ai ghiacciai delle Ande Meridionali è da 10 e lode!

Come consuetudine, una breve introduzione sull’assetto geografico. Il Parco Nazionale dei Ghiacciai è situato nella provincia di Santa Cruz ed ha un’estensione di circa 7.240 kmq, di cui circa il 30% è ricoperto da ghiaccio. Sostanzialmente si tratta di una gigantesca calotta glaciale posta sulla Cordigliera delle Ande, dai cui impluvi si originano ben 47 ghiacciai perenni, di cui i più noti sono certamente il Perito Moreno, lo Spegazzini, l’Upsala. La faccio breve, vi troverete di fronte un’enorme distesa di ghiaccio che si origina dalle vette Andine e muore nel lago Argentina. Uno spettacolo della natura che non ha eguali.

Consiglio di fare base ad El Calafate, sia per i collegamenti che per la vita della città. Ma entriamo nel merito di cosa vedere nel Parco Nazionale dei Ghiacciai in Argentina.

15° giorno – Ushuaia/El Calafate

Giunti all’aeroporto di El Calafate, consiglio di approfittare del pomeriggio per visitare il piccolo villaggio, un tempo meta dei commercianti di lana, che deve il suo nome all’arbusto spinoso dalle bacche blu tipico della vegetazione patagonica. Oggi la cittadina di El Calafate è una rinomata meta turistica, nota soprattutto per la sua posizione strategica per visitare il Parco Nazionale dei Ghiacciai Argentini. Il recente boom turistico della cittadina, fa sì che El Calafate pulluli di alberghi moderni e di strutture ricettive attrezzate. Potrete passeggiare lungo Avenida del Liberator General Josè de San Martìn, o per sintesi Avenida Liberator o San Martìn, la via principale ricca di negozi, locali, agenzie, caffè e sartorie. Personalmente ho approfittato per acquistare qualche souvenir, diversi sono i negozi che vendono scarpe in pelle e abbigliamento in lana purissima o prodotti di artigianato locale. El Calafate possiede anche un casinò per gli amanti del gioco, e due musei, il Museo Regional El Calafate e il Centro de Interpretaciòn Històrica, che ripercorrono la storia e la natura del luogo. A dire il vero, in barba allo spirito culturale ed avventuriero, consiglio di trascorrere la restante parte del pomeriggio nella spa dell’albergo (come vi dicevo il recente boom turistico ha fatto sì che tutte le strutture ricettive siano ben attrezzate), così da ricaricare le energie in vista dei giorni successivi. Infine, giacché il paese non offre molte attrazioni, consiglio di approfittare della serata per un ulteriore approccio con “cordero patagonico” che avrete già avuto modo di conoscere alla penisola di Valdés e di cui ho scritto in precedenza su questo blog. 

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Giorno 16 – Parco Nazionale dei Ghiacciai e Perito Moreno

Eccoci arrivati, a mio avviso, al più sensazionale motivo per visitare la Patagonia: il Parco Nazionale dei Ghiacciai, ovvero il Parque Nacional Los Glaciares. Patrimonio dell’Umanità UNESCO, il Parco Nazionale dei Ghiacciai è una delle cose più belle che abbia mai visto, il solo ricordo mi fa brillare gli occhi. Per organizzare la vostra gita, potrete affidarvi ad una delle numerose agenzie che popolano El Calafate. Io mi sono affidata all’agenzia Zona Patagonia e mi sono trovata bene. Partiti da El Calafate, percorrerete 73 km nel verde del parco, fino ad arrivare al porto della Baia Bajo de las Sombras dove vi imbarcherete. Sarà solo l’inizio di una giornata indimenticabile. Inizierete a navigare il lago Argentina, in un paesaggio glaciale e mistico, fin tanto che, girato l’angolo, ecco lui: il Perito Moreno! Sostanzialmente vedrete di fronte a voi un’enorme parete, circa 70m di altezza, di ghiaccio. Ora, immaginate di trovare di fronte a voi un ghiacciaio che si estende per 250 kmq, con 30 km di lunghezza, vederlo lì, di fronte a voi, che si incunea tra le vette andine, e di sentire talvolta il rumore assordante di parte di quella parate frastagliata cadere in acqua, girarvi, e continuare a vedere quello stesso ghiacciaio statico, immutato, fermo. Ecco, il Perito Moreno è così.

Un ghiacciaio perenne. Il mondo cambia, va, corre, smania, si azzuffa, e lui è lì, imperturbabile, sfiorato dal lieve moto ondoso del lago Argentina. A rendere ancora più sensazionale la mia visita, il trekking sul Perito Moreno. Sostanzialmente si sbarca sul fronte roccioso adiacente la parete ghiacciata, si indossano i ramponi e si va’, passo dopo passo, sul ghiacciaio. Man mano che si sale, che si conosce il ghiacciaio con le sue cavità e le sue asperità, che lo si tocca, che si beve la sua acqua, aumenterà in voi la consapevolezza che quello che per voi prima era una parete fredda, in realtà è vivo, tremendamente vivo. Non mi dilungherò molto, ma consiglio ai più giovani di provare questa esperienza. Il trekking sul Perito Moreno, infatti, è un’esperienza emozionante e non richiede nessuna particolare preparazione atletica. La visita del Perito Moreno continuerò, poi, dal Mirador Perito Moreno. Sostanzialmente una serie di terrazze e passerelle realizzate sul fronte opposto al Perito Moreno. Potrete scegliere diversi percorsi, posti a quota diversa ciascuno dall’altro, che vi consentiranno di conoscere ed ammirare il gigante di ghiaccio ancora diverse prospettive. Sarà così dedicata l’intera giornata al Perito Moreno, questo colosso ghiacciato che vi consentirà di provare emozioni diverse e contrastanti. A me, ancora oggi, brillano gli occhi al solo pensiero.

Giorno 17 – Parco Nazionale dei Ghiacciai, Rios de Hielo, ghiacciaio Upsala e Spegazzini

Eccoci ad un nuovo giorno dedicato ai ghiacciai, ovvero alla navigazione del “Rios de Hielo” che vi consentirà di attraversare il lago Argentino e conoscere gli altri sovrani indiscussi del Parco Nazionale dei Ghiacciai Argentini: l’Upsala e lo Spegazzini. Per il tuor ho scelto ancora l’agenzia Rumbo Sur che da El Calafate vi condurrà inizialmente al Puerto de la Cruz, dove vi imbarcherete su un moderno catamarano a motore. Anche stavolta, in barba al freddo, l’entusiasmo di nuovi orizzonti vi farà effettuare la navigazione dal ponte scoperto. In ogni caso, avviata la navigazione, l’imbarcazione si dirigerà lentamente verso la Bocca del Diavolo, passaggio che deve il suo nome per essere la parte più stretta del lago. Superata la Bocca del Diavolo, si iniziano ad intravedere le prime masse di ghiaccio galleggiante, devi veri e propri iceberg che si infittiscono man mano che l’Upsala e lo Spegazzini si fanno più vicini.

Sarete immersi in un paesaggio spettacolare: l’acqua cristallina del lago, le ripide vette innevate, i ghiacciai, gli iceberg galleggianti. È incredibile come nel giro di pochi metri, i paesaggi mutino, lasciando spazio alle emozioni più disparate. Inoltre, a dirla tutta, il paesaggio che offrono il ghiacciaio del Perito Moreno dall’Upsala e Spegazzini – a dirla tutta più vasti di quest’ultimo – siano totalmente diverse. A mio avviso occorre effettuare entrambe le escursioni, giacché questi giganti di ghiaccio vi offriranno delle emozioni indimenticabili.  Ora a dirla tutta, questa escursione vi impiegherà fino al tardo pomeriggio. Ma le attrazioni di El Calafate non si fermano al Parco Nazionale dei Ghiacciai. La mia giornata è infatti proseguita con la visita alle Grotte Walichu, con un tour organizzato acquistato presso una delle innumerevoli agenzie che si trovano lungo le strade di El Calafate. Con un mezzo 4×4 vi recherete dapprima a Punta Bonita, per ammirare il lago Argentina da una prospettiva totalmente diversa. Qui ammirerete anche il sole morire tra le vette andine, dipingendo il lago di un tiepido rosso. Giungerete poi, costeggiando il lago, alle Grotte Walichu, dove ammirerete delle pitture rupestri realizzate dalle popolazioni indigene e verrete a conoscenza degli usi e dei costumi di quest’ultime. Infine, potrete cenare in una grotta attrezzata, con vista sul lago e sulle Ande. Consiglio questa esperienza qualora abbiate tempo libero, giacché vi offrirà l’opportunità di conoscere un aspetto diverso della Patagonia Andina.

Ciò premesso, il mio tuor della Patagonia e del Parco Nazionale dei Ghiacciai è finito qui. A dire il vero, però, ho un rimpianto. Se, nelle vostre disponibilità, potete programmare un terzo giorno ad El Calafate, consiglio di prevedere la scalata verso El Chaltén, lungo il Sector Fitz Roy. A quanto pare, dopo la scalata che dura circa 6 ore, la vista da El Chaltèn vi ripagherà dalla fatica, dicono la più bella del continente.

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