7 giorni in Sicilia occidentale – Itinerario

  • 7 giorni in Sicilia occidentale, itinerario

Dopo aver recentemente pubblicato due itinerari rispettivamente sulla Sicilia orientale e sulla Sicilia meridionale, è tempo che dedichi altresì un itinerario alla Sicilia occidentale , e cioè in particolare a quel territorio che dalla provincia di Palermo si spinge verso quella di Trapani. Nelle intenzioni si tratta di sviluppare un ideale viaggio di una settimana in Sicilia del nord alla scoperta degli aspetti culturali e paesaggistici più caratteristici. Rispetto al resto della regione ( ad es., Selinunte, Siracusa, Agrigento), nella specie non incontreremo né grandi siti archeologici, né il barocco più prezioso ( Noto, Modica, Scicli, Catania, Acireale, etc), ma cattedrali normanne, arte bizantina e mare stupendo. Detta settimana in Sicilia settentrionale tendenzialmente può essere così strutturata:

  • Palermo
  • Monreale
  • Mondello
  • Cefalù
  • Scopello
  • Riserva dello zingaro
  • San Vito lo Capo
  • Erice
  • Isola di Favignana o Levanzo

Procediamo per gradi.

Palermo

Il capoluogo siciliano è una città ricca di contraddizioni e di fascino. Accanto a tesori d’arte e grandi edifici monumentali si caratterizza per i suoi mercati all’aperto e per la sua anima popolare. Nel girare per le sue strade, è quasi superfluo evidenziarlo, si verrà naturalmente attratti dal suo fantastico street food: panini con la milza, arancinE ( a Palermo sono declinate al femminile), cazzilli, cannoli, cassate, granite e sfince sono infatti ciò che più rendono deliziosa la visita della città. In particolare alla città di Santa Rosalia e alle sue bellezze ho dedicato la mia guida a Palermo in 2 giorni ed è qui che vi rimando per conoscere i particolari. In questa sede basterà riportare con estrema sintesi le cose più importanti ribadendo che due giorni pieni per visitare il centro di Palermo sono assolutamente sufficienti. La città, peraltro, può ben essere visitata perfettamente a piedi.

  • Palermo cosa vedere
Teatro massimo

La visita del centro storico, più in particolare, può ben iniziare dal teatro Massimo, il più grande teatro lirico d’Italia progettato da Giovan Battista ed Ernesto Basile. Si visita solo in gruppo e solo con guida, ma vale assolutamente la pena farlo: merita davvero tanto. Così come merita il teatro Politeama, raggiungibile in circa 10 minuti a piedi. La visita alla città può poi proseguire lungo il viale della libertà, da cui si scoprirà una delle zone più eleganti di Palermo e si potrà raggiungere il giardino inglese. Tornando verso il centro storico, si può poi fare rotta verso i “4 canti, piazza ottagonale con 4 edifici tra loro speculari che rappresentano quartieri, stagioni e sovrani in cui si intersecano via Maqueda e il Cassaro. Qui l’invito è quello a visitare la Chiesa di San Giuseppe dei Teatini. Ci si può a questo punto dirigere verso il Comune di Palermo per apprezzare la celebre fontana Pretoria, detta anche della vergogna, progettata dal Camilliani a Firenze e traslata a Palermo perché il vicerè di Napoli don Pedro di Toledo costrinse quest’ultima ad acquistarla per ripianare i debiti di gioco contratti dal figlio. Poco distante dalla fontana Pretoria vi è poi piazza Bellini , dove si affacciano il teatro Bellini, il Comune e mura puniche e ben 3 Chiese, tutte molto belle: San Cataldo, la Chiesa della Martorana e Santa Caterina. Altra Chiesa che è imprescindibile visitare è poi naturalmente la  Cattedrale di Palermo, Cattedrale dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta, in cui peraltro è sepolto Federico II di Svevia ( oltre ai re normanni). Il monumento che più caratterizza la visita a Palermo è, tuttavia, probabilmente palazzo dei Normanni, sede del più antico parlamento dell’Europa meridionale e più antica residenza reale d’Europa. E’ stata abitata da Normanni, Svevi, Borbone e Savoia e ha al suo interno appartamenti deliziosi. Da apprezzare al suo interno vi è però soprattutto la Cappella Palatina, cappella privata della famiglia reale realizzata per volontà di Ruggero II al cui interno vi sono i mosaici in stile bizantino che rappresentano Cristo Pantocratore, cioè creatore di ogni cosa.  

A questo il tour può proseguire al mercato della Vucciria, in particolare visitando San Matteo al Cassaro e San Domenico. In quest’ultima Chiesa peraltro sono seppelliti Finocchiaro Aprile e Giovanni Falcone.  Oltre alla Vucciria, gli altri mercati di Palermo sono Ballarò, Capo e Borgo Vecchio, ma non fanno una bella impressione. Uscendo dal centro storico di Palermo, ci può dunque dirigere verso i quartieri di Cuba e Kalsa.

A Cuba, in particolare, si trovano la splendida residenza araba della della Zisa ( dall’arabo Aziza, che significa “la splendida”) e le suggestive catacombe dei cappuccini. Vi sono altresì il Real Albergo dei Poveri, il castello della Cub e la villa di Napoli. Alla Kalsa, invece, si trova la Chiesa di Santa anta Maria dello Spasimo, rimasta gravemente danneggiata e per questo assai suggestiva.

Chi ha tempo può poi andare al foro italico, la marina e al parco della favorita per visitare la palazzina cinese.

  • Palermo, dove mangiare?

Dove mangiare a Palermo? Nel mio articolo street food a Palermo ho scritto già tutto. Qui però vi riporto tutto in breve.

Per panini con la milza, arancini, panelle, cazzilli e fritti:

  • Antica focacceria San Francesco in via Alessandro Paternostro 58.
  • Ni Franco u‘ vastiddaru  in via Vittorio Emanuele 102
  • Nino u’ Ballerino in Finocchiaro Aprile 76

Pasticcerie migliori ( cannoli, cassate, sfince, etc):

  •  La pasticceria Cappello. La pasticceria in questione ha due sedi, una in via Nicolò Garzilli 19 e un’altra in via Colonna Rotta 68. Per me è la migliore in assoluto.
  • La Cubana in via Giuseppe Pitre 143
  • Antico caffè spinnato di via Principe Belmonte.

Ristorante consigliato a Palermo:

Trattoria Ferro di Cavallo – di cui vi invito a leggere la recensione – in via Venezia 20

Monreale

Questo itinerario in Sicilia occidentale può a questo punto spostarsi in provincia di Palermo, in particolare nella vicina Monreale.

  • Come raggiungere a Monreale da Palermo

Arrivarvi è molto semplice: in piazza dell’indipendenza vi è la fermata delle due linee che collegano Palermo a Monreale, ovverosia il bus AST o l’AMAT numero 389. La biglietteria è accanto alla fermata e il biglietto al momento in cui scrivo costa 1.40 euro.

  • Cosa sapere di Monreale

In estrema sintesi va detto che Monreale è stata fondata per via di un sogno fatto dal re normanno Guglielmo il buono. In particolare egli sognò la Vergine che gli rivelò dove era stato nascosto un bottino di guerra. Trovatolo, Guglielmo fece costruire in soli 4 anni un Santuario dedicato alla Madonna e fece giungere 100 monaci dalla Badia di Cava dei Tirreni in provincia di Salerno.

  • Cosa vedere a Monreale

E’, dunque, ancora oggi il Duomo la principale attrazione di Monreale, uno splendido esempio di architettura normanna che però fonde stili diversi e richiama sia l’arte araba che nordeuropeo. La sua monumentalità è peraltro valorizzata dalla piazza quadrangolare su cui si affaccia e dalle torri campanarie che lo delimitano. Nell’accedervi, più in particolare, si noterà il portico aperto con 3 archi a tutto sesto. Dopodiché, una volta entrati all’interno della basilica, si verrà rapiti dai mosaici raffiguranti il Cristo pantocratore. Molto bella è poi la cappella del Santissima Crocifisso ( a pagamento ) commissionata dall’arcivescovo Roano e progettata dal monaco cappuccino Giovanni da Monreale, nonché da Angelo Italia. E’ uno splendido esempio di arte barocca che si caratterizza per intarsi finissimi e per la policromia dei marmi. Da notare, inoltre, le cappelle di San Luigi dei Francesi, di San Castrenso, di San Benedetto e Giovanni Battista, nonché i sarcofaghi di Guglielmo il buono e il malo.

Sul lato destro della cattedrale si sviluppa poi il chiostro in stile romanico appartenente al monastero benedettino citato in precedenza.

  • Dove mangiare a Monreale.

A due passi dal Duomo vi sono due localini semplici, ma gustosi che vale la pena tenere in considerazione.

  • Il primo è l‘Antica Friggitoria del canale in via Archimede 3. E’ spartana, ma è altresì una delle migliori di tutto il palermitano. Fanno delle arancine spettacolari.

Mondello

Il vero mare dei palermitani è in effetti a Mondello, storico centro balneare che ovviamente soprattutto in estate costituisce una delle tappe irrinunciabili di un itinerario di 7 giorni in Sicilia occidentale.

  • Come arrivare a Mondello

Coi mezzi pubblici davanti al teatro Politeama basta aspettare l’autobus urbano n. 806.

  • Cosa vedere a Mondello

Da vedere vi è soprattutto l’elegante lungomare di Palermo apprezzando la vista dei monti Gallo e Pellegrini racchiusi dentro la cornice di un mare limpido. Da notare vi sono, in particolare, gli stilosi villini liberty che tradiscono il fatto che Mondello è una rinomata stazione balneare sin dagli inizi del ‘900. Il centro del borgo è, tuttavia, costituito dall’antico stabilimento balneare in stile liberty realizzato su progetto dell’architetto Rudolf Stualker.

  • Eventi a Mondello da non perdere

Ogni anno ci tiene il World Festival on the beach, manifestazione di più giorni con gare di vela, windsurf,, kite, beach volley, altri sport estivi e spettacoli musicali.

Cefalù

La settimana in Sicilia settentrionale può poi svilupparsi sull’altro lato della costa palermitana, e cioè a Cefalù.

  • Come raggiungere Cefalù da Palermo

Per raggiungerla  basta prendere il treno regionale Palermo – Messina. Dopo un’ora e poche fermate si arriva.

  • Cosa vedere a Cefalù

Appena arrivati alla stazione si noterà che il centro cittadino è situato in posizione sopraelevata rispetto al mare. E ciò evidentemente per storiche esigenze difensive. Dopo aver percorso la strada principale di Cefalù si giungerà davanti al Duomo normanno realizzato con Ruggero II come ex voto al Santissimo Salvatore per essere sopravvissuto ad una tempesta ed essere naufragato proprio a Cefalù. Al suo interno si notano mosaici e una raffigurazione – su fondo giallo oro nello stesso stile del Duomo di Monreale e della cappella palatina a Palermo – del Cristo pantocratore, cioè creatore di ogni cosa. Da visitare vi è anche un piccolo chiostro con sculture di epoca medievale.

Dal Duomo si può poi “scendere” alla marina perdendosi per i vicoli del paese e arrivando in ogni caso sulla spiaggia. Qui il mare è spesso increspato, segno che Ruggero II fece bene a chiedere alte protezioni.

Cefalù, spiaggia

Scopello, San Vito lo Capo e Riserva dello zingaro.

Il viaggio di una settimana in Sicilia occidentale può a questo punto spostarsi in provincia di Trapani per godere del soggiorno in alcune delle più belle stazioni balneari d’Italia. Scopello, frazione celebre di Castellammare del Golfo, è sicuramente tra queste. Siamo di fatto a circa 80 km da Palermo e poco distante si trova altresì la celebre riserva dello zingaro. Procediamo però per gradi. Scopello, infatti, rivela da subito una vista magnifica racchiusa dai cosiddetti faraglioni e dall’antica tonnara. Quest’ultima è tra le più antiche di tutta la Sicilia (al XIII secolo.) ed in ultimo è stata di proprietà dei Florio. Tra le cose da ammirare vi è, inoltre, la torre Bennistra. Poco distanze vi è, infine, la baia di Guidaloca conn la spiaggia ad arco di 400 metri delimitata dalla cosiddetta Puntazza e da pizzo della gnacara.

Una delle principali attrazioni della zona è, tuttavia, la riserva dello zingaro, riserva che si estende p tra Scopello e San Vito lo capo. Per percorrerla a piedi vi sono 3 sentieri: il sentiero costiero, il sentiero a mezza costa, il sentiero alto. Il primo è il più battuto, ha una lunghezza di 7 km e si percorre in 2 ore. Il secondo è il più panoramico, ha una lunghezza di 8,5 km, raggiunge i 367 .s.l.m e si percorre in 4 ore e mezza. Il terzo è il più impegnativo, ha una lunghezza di 17,5 km, raggiunge i 914 slm e si percorre in 7 ore circa.

Erice

A circa km 40 da San Vito lo Capo, sostanzialmente a due passi da Trapani, si trova Erice. Erice, in particolare, è un suggestivo paesino medievale che si trova a 751 slm e famosa per essere ” città delle cento Chiese”. Da vedere vi è innanzitutto il Duomo, costruito nel 1314 su commissione di Federico III d’Aragona. Dopodiché il percorso da seguire è quello di Porta Trapani, torre di re Federico, torretta Pepoli e castello di venere. E ciò sempre godendo del panorama mozzafiato sul mare di Trapani dalle mura cittadine. In un itinerario di 7 giorni in Sicilia orientare costituisce sicuramente una tappa imperdibile.

Favignana o Levanzo

Lo splendido arcipelago delle Egadi è principalmente costituito dalle isole di Favignana, Marettimo e Levanzo, isole rinomate per il loro mare cristallino e le bellezze naturalistiche.

In questa sede non sarà possibile dedicare la giusta attenzione a queste isole che, a dire il vero, meriterebbero una vacanza a parte. Sarà infatti necessario dedicar loro brevi cenni.

  • Come raggiungere le Egadi

In particolare Favignana, Marettimo e Levanzo sono ben collegate a Trapani e Marsala da due compagnie: Siremar e Liberty Lines. In estate vi è un aliscafo settimanale anche da Napoli.

  • Favignana e Levanzo

Per come è stato concepito questa vacanza di 7 giorni in Sicilia occidentale sarà necessario scegliere 1 isola in cui soggiornare. La scelta di chi scrive va proprio a Favignana o in alternativa a Levanzo. In particolare Favignana, la principale isola dell’arcipelago, dista 4 miglia dalla costa siciliana. Il suo nome deriva dal latino favonius, termine con cui i romani indicavano il vento caldo che proveniva da ovest. Il centro urbano sorge in una insenatura naturale accanto al porto con le antiche tonnare dei Florio. Dei Florio è possibile vedere anche Villa Florio, palazzina in stile neogotico progettata da Giuseppe Damiani Almeyda. Per il resto l’isola è caratterizzata dalla macchia mediterranea con arbusti cespugliosi e dalle tipiche case con intonaco bianco e le finestre azzurre o verdi.

Levanzo, di contro, è la più piccola isola delle Egadi, avendo una superficie di appena 5 km². Dista circa 9 miglia da Trapani ed è priva di strade rotabili. Ciò spiega perché ha potuto preservare appieno la sua integrità e la sua bellezza paesaggistica, a cominciare dal suo porticciolo e dal suo villaggio. L’isola poi è costituita da rocce calcaree bianche e da numerose grotte.

Al termine di questo breve articolo intitolato 7 giorni in Sicilia occidentale – itinerario si segnalano altri articoli di sicuro interesse per chi si reca in Sicilia.

In particolare il recentissimo 7 giorni alle isole Eolie, cosa vedere e cosa fare. Abbiamo poi Catania e dintorni, 5 giorni alla scoperta della città etnea e della sua provincia. Taormina e dintorni. O, meglio, un breve itinerario che da Taormina si spinge all’Etna e alle gole dell’Alcantara. Infine segnalo gli articoli sulla SIcilia orientale e su quella meridionale

2 commenti

  1. Ciao Narra.
    Anche questo articolo lo “salvo” insieme agli altri 2, per l’eventuale “Sicily tour” che prima o poi potrei fare.
    Nulla di certo, perché anche quest’anno si deciderà all’ultimo.
    Grazie e buona giornata

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