Cosa sono le tapas ? La filosofia spagnola

  • Cosa sono le tapas.

Quando un italiano va in Spagna, di solito racconta di voler provare due cose: la paella e le tapas. E’ un pensiero che mi fa impazzire per due motivi:

  • 1) la paella è tipica di Valencia e di Barcellona. Dunque se la chiedete a Siviglia, Madrid o Santander  è come se steste ordinando degli spaghetti alle vongole a Bolzano, Torino o L’Aquila.  Conseguentemente vi imbatterete nel peggior ristorante per turisti acchiappa pollastri italiani;
  • 2) Le tapas non sono un piatto, non sono una specialità, sono una idea, un diversivo, la voglia di affermare nel  corso della giornata: “mo faccio una cosa che mi piace”. Se dunque dite che volete mangiare tapas, starete di fatto affermando che volete mangiare degli assaggini / stuzzichini. Qualcosa cioè che non significa un fico secco!

Se volete capirne qualcosa della gastronomia spagnola evitando dunque figuracce, vi consiglio di leggere questo articolo molto schematico che spiega un bel po’ di cose. E’ scritto in spagnolo, ma  – anche se non conoscete la lingua di Cervantes – le foto sono molto indicative

Le tapas – cosa sono?

Ciò detto,gli spagnoli, a differenza di noi italiani che ci accomodiamo in un ristorante e lì trascorriamo la serata – amano svolazzare di locale in locale mettendo al primo posto la convivialità e la compagnia.   Le tapas dunque non sono altro se non i coperchi, i “tappi” che mettiamo nello stomaco quando sorge un languorino e, per tapparlo, si cerca uno sfizio. E’ un po’ come il nostro aperitivo, ma non è semplicemente un aperitivo.

spagna_tapas

  • Cosa sono le tapas. e che significa “andare di tapas”.

Esistono infatti vari modi per ir de tapeo o  tapear, cioè andare per tapas.

C’è  un tapeo pomeridiano che consiste nell’andare in un bar qualsiasi e ordinare una caña – cioè una birretta – cui verosimilmente, soprattutto nei bar di paese, viene automaticamente aggiunto un pezzetto di tortilla o due peperoncini verdi per accompagnarla ( una volta non si pagava mai, oggi soprattutto nelle città è   a parte).

E c’è poi un tapear serale che consiste nell’andare di locale in locale appollaiandosi ad uno sgabello, al bancone o comunque restando in piedi scambiando una chiacchiera con gli amici prima di cambiare “sitio” ( posto).

Il tapear pomeridiano serve per spezzare la giornata e ritrovare le energie, magari guardando uno spezzone di partita trasmessa alla tv del bar e buttando a terra stuzzicadenti o noccioline: in Spagna, soprattutto al centro, è infatti usanza storica – anche se ora si è un po’ persa –  gettare a terra dei locali gli scarti delle cibarie.

Il tapear serale da weekend invece è finalizzato a divertirsi e a tirare fino a tardi.

Detta così sembra dunque qualcosa di dozzinale consistente nel porre in primo piano il bere cui si accompagna  la prima cosa che avanza per non ubriacarsi subito o farsi venire il mal di testa .

E spesso è proprio così:  la tapa può infatti  consistere in due olive, un po’ di pane col prosciutto, un trozito ( un pezzettino piccino ) di tortilla, due patate brave con la salsa aioli.

Insomma, cose cosi appunto.

Tapas, filosofie a confronto.

In realtà  però  le tapas sono viste  anche come qualcosa di molto serio da preparare a regola d’arte, magari come “miniature” artistiche con cui si partecipa a vere e proprie gare. Soprattutto nei Paesi Baschi e nella specie nella città di San Sebastian sono al riguardo molto competitivi e ci tengono un sacco anche al modo in cui sono presentate.

tapas_barcellona
Che ne pensate di questo crostino con prosciutto crudo e un gamberetto?

Per questo i locali di San Sebastian hanno di solito un bancone ricchissimo e molto scenografico con centinaia di tapas differenti  Inoltre, per come sono concepite, sono fonte di grande discussione tra gli spagnoli del Sud e gli spagnoli del Nord

  • Tapa e pincho : c’è una bella differenza…oppure no ?

Al nord infatti si è soliti distinguere le tapas dai pinchos ( in basco scritti pintxos). Agli occhi inesperti potrebbero sembrare la stessa cosa, ma in realtà una differenza esiste anche se non c’è una regola rigida e quindi il dibattito filosofico è aperto.  Diciamo, per amor di sintesi, che nel nord  la tapa è un qualcosa di più sofisticato da servire in un piattino, mentre il pincho consiste in un pezzettino di pane con sopra i più svariati prodotti ( carne, pesce, salse) fissati con uno stuzzicadent. Al sud, invece, tutti questi problemi non se li pongono proprio e chiamano tutto tapa, per cui se chiedete un pincho o vi ridono dietro, o pensano che abbiate voglia di litigare, oppure vi bollano come terroristi dell’Eta.

  • Cos’è un pincho ?

Tanto più che a volte anche nei locali si confondono e scambiano un pincho per una tapa. O almeno si confondono secondo la vostra concezione, perché magari in quel bar ne sposano una contraria alla tua. Che confusione!

Ebbene, sul punto in Spagna si sono molto interrogati anche a livello accademico e, dopo svariati anni di analisi, la RAE (  Real Academia Española de la Lengua, ovvero l’accademia della crusca spagnola) è arrivata alla seguente conclusione:

  • E’ tapa una  “piccola porzione di cibo che viene servita da accompagnamento a qualcosa da bere”.
  • E’ pincho “una porzione di cibo presa come antipasto di solito infilzata da uno spiedino”.

Questa distinzione, d’altra parte, è molto evidente quando si tengono i  contest di gastronomia per scegliere le migliori tapas o i migliori pinchos con selezioni e classifiche separate.

L’unico elemento che accomuna pinchos e tapas è dunque che trattasi in ogni caso di una piccola porzione di cibo, ovvero di un tappabuchi per lo stomaco. La tapa  di solito è servita in un piattino, richiede l’utilizzo delle posate e non è altro che una quantità inferiore rispetto  a ciò che potresti ordinare come piatto principale.

Il pincho invece viene mangiato con le mani togliendo lo spiedino e ha pochi ingredienti.

Sotto un profilo concettuale dunque la differenza potrebbe apparire chiara, ma provate a chiedere una tapa e poi un pincho di tortilla di patate. Nel primo caso vi verrà servita al piatto con il pane a fianco, nel secondo su un pezzettino di pane  unito da spiedino, ma alla fine sempre la stessa cosa è. Insomma c’è da impazzire!

  • Differenza tra tapa e ración:

Per cui, statemi a sentire, l’unica distinzione che conta è quella tra ración e tapa. La ración è la porzione ordinaria, un piatto principale come un nostro primo o un nostro secondo, la tapa è solo un assaggino

  • La filosofia del compartir

  • Dunque cosa sono le tapas ?

Gli spagnoli,quando escono fuori a cena, se non si tratta proprio di ristoranti, preferiscono prendere varie tapas e poi condividerle. Non esiste il piatto tuo e il piatto mio, ma esiste una scelta concordata di varie tapas in modo che ognuno della compagnia possa assaggiare un po’ di tutto. E’ questo dunque il fondamento alla base della filosofia della tapa: il condividere, il socializzare, l’amicizia, l’abolizione del “tuo” e del “mio” per creare un “noi”.  Le tapas poi non devono essere care, devono essere economiche e consentire di rimanere nell’ambito di una spesa che al  massimo è di 10 euro, bere incluso.

  • Quali sono le tapas più buone ?
  • Le migliori tapas

Per noi italiani alcune tapa potrebbero invero apparire molto semplici: il piatto di peperoncini verdi, le acciughe sott’olio del cantabrico, il formaggio di pecora, las patatas bravas.

tapa_madrid

In realtà però ce ne sono di buonissime e sfiziose. In particolare, a parer mio,  la tapa per eccellenza è il crocché con ripieno di prosciutto. Per vedere se un locale fa delle buone tapas, va infatti valutato sulla base de  las croquetas, in Spagna delle istituzioni.

Vi sono poi delle tradizioni che cambiano a seconda della geografia. Al nord si va molto di baccalà ( bacalao ), peperoncini verdi ( pimientos)  tipici della città di Padrón e lumache ( caracoles) , al sud di di gamberi e gamberetti ( gambas y camarones), coda di toro ( rabo de toro),   seppia ( sepias), cozze (mejillones)   e vongole (  almejas ).  

Ci sono poi le specialità locali e i taglieri di prosciutto  crudo – possibilmente iberico e tagliato al coltello – nonché  il  montadito, paninetto piccinò picciò consistente in un boccone o poco più su cui si mette qualcosa di elaborato: uova fritte, un assaggio di bistecca di maiale o altro ancora. A Toledo ci mettono lo spezzatino ( la carcamusa) ed è un qualcosa di delizioso.

Insomma, sono tutti sfizi che di solito non vanno inseriti in una dieta salutare. Sono appunto gli sfizi del venerdì e del sabato sera, ma sono sfizi indefinibili e che non rientrano in una specifica categoria di cibarie. Ci può essere di tutto!

  • Le vie delle tapas.

Io in ogni città in cui sono stato ho i miei locali per andare a tapas. A San Sebastian, Leon e Santander attorno alla Cattedrale, a Toledo nelle vie alle spalle di piazza Zocodover, a Salamanca sulla Gran via, a Logroño nella famosa via Laurel, a Pamplona attorno alla plaza del castillo, a Santiago de Compostela a rua do Franco, ad Alicante al cosiddetto barrio , a Merida accanto al museo archeologico, a Valencia in via Caballeros, a Madrid a huertas o alla latina, etc etc etc. Ci sono decine di città che potrei ancora citarvi ancora proprio perché l’andare a tapas è la prima cosa  che si fa in Spagna. Non è una cosa speciale, ma è una cosa naturale: si fa e basta anche per divertirsi spendendo pochi euro.

  • Il quartiere delle tapas

Inoltre c’è da dire che in Spagna normalmente le città dispongono di vie dedicate alla movida, per cui non c’è da consigliare un locale in particolare, ma una via o un quartiere per poi saltare di locale in locale.

  • Il tour della tapa

Peraltro in molte realtà della Spagna  – in particolare in Andalusia, Extremadura e Castilla la Mancha – durante le ricorrenze e le feste patronali si organizza la ruta de la Tapa.  Di fatto è un percorso di tapas a tappe consistente nel girare in vari bar che, per l’occasione, preparano una tapa speciale. A mo’ di sagra viene così data una  scheda con tutti i locali aderenti all’iniziativa che, una volta avvenuta la consumazione, appongono un timbro per asseverare il passaggio. Chi riesce a farsi tutti i locali al completo facendosi timbrare la scheda ottiene poi un premio.

  • E tu dove vuoi assaggiare le tapas ?

Allora, che tapas volete provare? Anzi, vi rifaccio la  domanda: volete provare i pinchos e poi scoprire che differenza c’è con le tapas oppure con volete complicarvi la vita e, per non sbagliare, volete solo tapas?  Se volete provare i “pinchos”, dovete andare al nord, ovverosia nei Paesi Baschi , in Navarra e nella Roja, ma anche in Galizia e nelle Asturie.

Il narrabondo ha pubblicato articoli regione per regione, per cui avete solo l’imbarazzo della scelta per decidere.  In detti articoli troverete un itinerario di una settimana per girarvi tutte le località più belle.

Eccoli:

Se invece non ve ne frega nulla dei pinchos e volete semplificarvi la vita, dovete dirigervi al Sud.

In particolare:

 

  • E ORA BASTA TAPA, FACCIAMO TAPPA

Se  poi trovi interessante questo articolo e ciò che in in genere viene pubblicato qui, ti confido  che sul narrabondo.com troverai un sacco di spunti ulteriori. Il narrabondo è infatti sì un blog di viaggi, ma tendenzialmente ama scrivere soprattutto di Spagna. Quando non parla di Spagna e scrive di altri stati, probabilmente è solo per non essere accusato di eccessiva monotematicità.

Per questo motivo, consentitemi di autopromuovermi con alcuni articoli che reputo interessanti ( ovvio, li ho scritti io):

  1. Le case di Gaudì a Barcellona – In questo post faccio una carrellata di tutte le opere private progettate dall’architetto di Dio e che potete visitare nel corso del vostro tour a Barcellona.
  2. Il monastero di San Lorenzo dell’Escorial. E’ sicuramente il monumento più bello che si può visitare nel corso di una vacanza a Madrid e nei suoi dintorni. E’ un edificio maestoso, ricco di opere d’arte, ma anche il luogo simbolo dei reali di Spagna. E’ assolutamente una tappa imperdibile.
  3. Nerja – la pelle della provincia di Malaga. Siamo in Andalusia,  ma  potremmo essere a Taormina per l’atmosfera che vi si respira. Il suo “balcone d’europa”è un affaccio sul mare che emoziona come poche altre cose. Ecco il mio articolo su Nerja

 

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