Non è questo il giorno

Ci sono giornate in cui hai davvero tante cose da fare.

Ci sono giornate in cui hai davvero tante cose da fare e ci pensi da giorni.

Anzi, diciamoci la verità, spesso a queste giornate ci arrivi senza aver dormito (o quasi) perché hai riflettuto su come affrontare ogni problema per tutta la notte e il cervello non voleva spegnersi.

Ci sono queste giornate, ma poi ti blocchi e non riesci ad andare avanti, perché semplicemente non ne hai voglia e così ti metti a scrivere sul narrabondo.

E che cosa c’è da dire? Ce l’hai in mente un articolo? Semplicemente no, per cui procederò scrivendo di getto (senza rileggere o limare la forma):

a lavoro mi sembra di stare in una gabbia di matti. Ce ne fosse uno normale! Spargono zizania e se la prendono con te con urla se ti tieni alla larga da questo ginepraio. Dicono che sia borioso. Bravo, ma borioso. E pure presuntuoso solo perché ho troppi titoli accademici. Mannaggia, a saperlo, per risultare meno presuntuoso, mi sarei limitato alla terza media. Sinceramente penso che sia arrivato il momento di cambiare aria e di spiccare il volo!

La vita privata è un colabrodo. Preso dalle troppe cose da fare e da gestire non riesco a stare più dietro a tutto e, soprattutto, a godermi un weekend tranquillo come si deve come fanno tutti. Valentina, sono stufo di rimandare: godiamocela questa vita.

Eppoi c’è mamma. Ecco, mamma è volata via e praticamente sto affrontando il dolore semplicemente ignorandolo e pensando ad altro, ovvero nascondendo la polvere sotto al tappeto. E’ strano da dire, ma dopo i primi momenti di non accettazione, ho davvero capito che mamma è andata in paradiso e non è più con noi. Davvero dico: sono sicuro che sta già in paradiso. E così sono quasi sereno.

Però mi chiedo se saprò preservarne la memoria e l’eredità. Saprò ricordarla? Saprò tenere vivo i momenti assieme?

La verità è che avevo tanto bisogno di lei e mi sento privato, anzi derubato, di una storia che non doveva essere interrotta: c’erano ancora troppe cose da fare per lasciare tutto a metà e non lo trovo giusto.

Eppure non riesco ad essere arrabbiato. Non vivo alcun momento conflittuale con Dio, anzi lo cerco sempre di più. Mamma, che non ha mai avuto alcuna recriminazione verso il Signore e anzi l’ha costantemente cercato, mi ha insegnato anche questo.

L’unica recriminazione che mi sento di ipotizzare è quella sulla capacità di far proprio il tempo e non lasciarlo scappare. Abbiamo troppo poco tempo e la vita è talmente breve da non poterci più permettere di fare cose sterili.

Se qualcuno vuole litigare, bisogna ignorarlo.

Se qualcuno vuole farci del male, bisogna evitarlo.

Se qualcuno ci sfrutta, bisogna spezzare le catene e volare via.

Bisogna, insomma, avere il coraggio di fare ciò che è ovvio e che troppo spesso rendiamo complicato.

Saluti…non da Napoli.

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