Bando alle ciance, recensisco brevemente tutti i ristoranti che ho testato nel corso del mio ultimo soggiorno a Sevilla. Al riguardo voglio ribadire che tali scelte non sono state del tutto casuali, ma determinate dai suggerimenti dei miei amici locali.

Andiamo con ordine:

1.-  Las Ovejas Negras – Locale giovanile e moderno con tapas rielaborate. Si trova a 50 metri dalla casa comunale di Siviglia,  quindi in pienissimo centro. Dopo aver atteso qualche minuto bevendo al balcone, appena seduto, ho chiesto alla cameriera – gentilissima – di portare delle tapas a piacere suo. E’ iniziata così una strage che ha avuto nel pulpo a la gallega  e nel ceviche il suo climax.   Non ho scattato molte foto, ma fidatevi. A me è piaciuto davvero molto, salvo per il limoncello scadente offerto alla fine e la sangria troppo zuccherosa: meglio l’orujo! – VOTO 8 

2.- Casa Morales –  Locale storico supertradizionale e superfolcloristico che si trova alle spalle della Cattedrale, un must per chi vuole conoscere il sapore della vera Spagna. Il menu è molto ampio, anche per quanto riguarda il vino ( c’è il moscatel e il tio pepe), ma le tapas non sono grandissime. Da suggerire c’è sicuramente tutto ciò che a base di carne, baccalà o acciughe. Io, ad esempio, ho molto apprezato la tapa con baccalà e il salmorejo, molto peculiare di Siviglia. Secondo me bisogna andarci per forza, anche se sinceramente io mi aspettavo di meglio. Voto 7,5  –           direccion: calle Garcia de Vinuesa

 

3. – Cafè el pimenton – A Sevilla non si mangia la paella. Ripeto: a Siviglia non si mangia la paella. E, se si mangia, lo si fa sicuramente a pranzo e non a cena. Se però non potete farne a meno e volete per forza addentrarvi in uno di quei ristorantini per turisti ingenui,  uno di quelli in cui un sevillano non entrerà mai e l’igiene è un po’ così così, il Cafè El Pimenton – nomen omen! – è un posto che fa per voi. Sulla lavagna all’ingresso, infatti, troverete scritto che oggi lo chef propone la paella. Al riguardo sappiate che quella scritta sulla lavagna è lì da almeno un paio di anni. In ogni caso,  nonostante queste premesse  per nulla confortanti, devo ammettere che El Pimenton è stato meno peggio del previsto. La paella, infatti, era buona a tal punto da evidenziare che effettivamente è il piatto forte dello chef.  Sennonché la sorpresa c’è stata alla fine. Sapete quanto è venuta a costare ciascuna porzione di paella? 15 euro. Prezzo turistico,insomma. Invero el pimenton, che è una caffetteria, si trova in via   Garcia de Vinuesa, la stessa di Morales, quindi fermatevi prima! – VOTO 6,5

p.s. Se vi chiedete per quale ragione  sono entrato al Pimenton, sappiate che sono stato costretto a farlo.

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1- Capodanno a Malaga, cap. 1 – tour classico dell’Andalusia

2- Nerja, il mare d’inverno – cap. 2 – tour classico dell’Andalusia

3- A Granada per la festa della Toma – cap. 3, tour classico dell’Andalusia

4- Quella strana città che è Cordoba – cap. 4, tour classico dell’Andalusia

5- Gita a Ecija e Carmona – cap. 5, tour classico dell’Andalusia

6- Quando i re magi arrivano a Siviglia – cap. 6, tour classico dell’Andalusia

7- Vino, cavalli e golf. Bienvenidos a Jerez de la Frontera – cap. 7, tour classico dell’Andalusia

8- I paesi più belli della ruta de los pueblos blancos – cap.8, tour classico dell’Andalusia

9- Ronda e quel ponte che toglie il fiato – cap. 9, tour classico dell’Andalusia

10- Gibilterra, caccia di scimmiette – cap. 10, tour classico dell’Andalusia

11- Tour classico dell’Andalusia, Marbella, cap. 11

DORMIRE

1- Hotel Guadalmelina a Malaga

2- Hotel Astoria a Malaga

3- Hotel Acera del Darro a Granada

4- Hotel Macia Alfaros a Cordoba

5- Hotel don Paco a Siviglia

6- Hotel Dona Blanca – Jerez de la Frontera

7- Hotel El Poeta de Ronda

8- Hotel San Cristobal a Marbella

MANGIARE

1- Ristorante Tragatapas a Ronda

2- Ristorante Casa Pepe a la Juderia – Cordoba

3- Ristoranti a Siviglia: las Ovejas Negras e Casa Morales

4- Ristorante la Meson del Asador a Jerez de la Frontera

5- Ristorante Los Manueles a Granada

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Pubblicato da narrabondo

A volte viaggio, altre volte mangio. Di solito respiro. Da quando ho percorso il cammino di Santiago per la prima volta, ho deciso che il mondo è più bello se visto a piedi. Se visito una città, raramente prendo un autobus o una metropolitana. La trovo una perdita di tempo che impedisce di godere appieno del viaggio. Sono nato a Napoli e, anche se ormai vivo lontano, continuo ad amarla profondamente. Conosco la Spagna come le mie tasche, ma continuo a trovare sempre una scusa per tornarci e viverla. Ciò nonostante ogni tanto però fingo di interessarmi a qualche altro paese e ne scrivo. Scrivo pure di roba da mangiare e ristoranti, ma è solo una scusa per giustificare la mia pancia.

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