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Le case di Gaudì a Barcellona

Non ne ho mai scritto su questo blog, ma Barcellona è una delle mie città preferite. Per me è come “una Londra sul mare”, essendo una Capitale internazionale e cosmopolita che tuttavia ha saputo conservare la propria identità e le proprie tradizioni.

Come è noto, il suo volto è cambiato tra la fine dell’800 e l’inizio ‘900 soprattutto grazie al contributo di Antonì Gaudì, l’architetto di Dio.

In questo post, senza osare andare oltre le mie competenze – che  di sicuro non quelle di un critico d’arte o di un fine conoscitore dell’architettura, ma di un semplice appassionato del bello – tenterò di  illustrarvi un aspetto particolare di Barcellona che è quello delle tracce lasciate da Gaudì.

Al riguardo, tuttavia, mi sento di sottolineare un aspetto negativo che caratterizza la visita a queste opere: spesso sono previsti  biglietti di ingresso molto esosi che dissanguano il visitatore e violano quel principio secondo cui l’arte appartiene a tutti e non solo a chi può permetterselo. Forse  la Generalitat de Catalunya e i privati proprietari delle case hanno trovato un modo per finanziare la loro indipendenza sulla pelle dei turisti, ma devono pure capire che pretendere 25/30 euro per  ogni  biglietto è assolutamente immorale.

Ciò premesso, il primo incarico che Gaudì riuscì a farsi commissionare fu la  progettazione di alcuni lampioni per la Plaça Reial di Barcellona: tale opera fu realizzata con strutture  a sei bracci vivificate di pietra e ghisa.

  • Casa Vincens

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La sua prima opera civile fu però la Casa Vincens in Carrer de Carolines nel quartiere de Gracia. Questo  quartiere, a inizio ‘900, fu l’area in cui i ricchi mecenati di Barcellona si  sfidarono per accaparrarsi i progettisti e gli artisti più bravi dell’epoca. Questa casa è rimasta chiusa per 130 anni ed è stata aperta al pubblico per la prima volta lo scorso novembre.  La facciata è un misto di stile mudejar e gotico e si connota per l’utilizzo di ceramiche, mattoni rosso e pietre

Per  informazioni su biglietti e orari, basta cliccare qui ( sono 16 euro)

  • Palau Güell

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Fu tuttavia l’amicizia e il rapporto di fiducia che riuscì a instaurare con il mecenate Eusebi Guell ad essere la svolta nella vita di Gaudì. Palazzo Guell non fu progettato ex novo da Gaudì, ma semplicemente ristrutturato. Per questo, se all’esterno sembra il solito palazzo elegante della Barcellona ottocentesca, è all’interno che fa intravedere la genialità di Gaudì.

Per informazioni su orari e tariffe, rinvio all’apposito sito

  • Casa BAtllò

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Al civico 43 del paseo de Gràcia vi questa meraviglia architettonica in cui, per la prima volta, Gaudì sfida apertamente i canoni tradizionali. La facciata  ritmicamente ondulata sembra essere in movimento e sinuosamente si apre verso l’esterno. Alla base troviamo possenti colonne simili a zampe di elefante, mentre al centro la pietra arenaria del  di Montjuïc. Gli appartamenti sono privati, per cui non aspettatevi di poterlo vedere tutto, però vi assicuro che assisterete ad una esplosione di colori e di linee che si avvolgono senza mai lasciarsi.

I biglietti vanno dai 29 ai 37 euro. Rinvio qui

  • La Pedrera

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L’ultima opera abitativa di Gaudì è stata la Casa Milà, conosciuta anche come la Pedrera. Siamo sempre nel paseo de Gracia, stavolta al numero 92, e anche qui a colpirci è subito la facciata di un colore che cambia a seconda dell’intensità del sole. L’edificio si sviluppa su sei piani  articolati intorno a due cortili interni – di cui uno di forma circolare e uno ovale. Molto particolare è poi il tetto,  dove si intreccia un percorso di trenta camini concepiti come opere d’arte, tanto da assumere forme diverse. Alcune sembrano assumere la forma del casco di un guerriero. Purtroppo, oltre al cortile d’ingresso e al tetto, è visitabile solo un piano, perché il resto dei piani sono abitati.

Sono 22 euro a persona per visitarla. Clicca qui 

Parc Güell

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Parc Guell  si trova ai piedi del monte Carmelo lontano dal centro città. Viene concepito come un parco in cui le opere architettoniche devono fondersi totalmente con la natura.  All’ingresso si ergono due padiglioni dall’aspetto fiabesco in pietra e  maioliche colorate movimentati da un ritmo ondulato che trova il suo punto di incontro nelle coperture in ceramica. Subito dopo vi è poi una scala monumentale a doppia rampa da cui si riceve il saluto di una salamandra in ceramica.  Molto bella è poi la sala ipostila,  dove Gaudì irride i canoni classici con 86 colonne che evocano un tempio greco e sorreggono la terrazza sovrastante. In ultimo vi è la plaza de la naturaleza con una panchina da cui si scorge in lontananza la Sagrada Familia

Per orari e biglietti qui – Sono 7 euro

  • Cripta di colonia Güel

La cripta si trova in località di Santa Coloma de Cervellò e doveva essere parte di un edificio religioso più ampio riservato al culto per i lavoratori della colonia. Purtroppo la prematura morte di Eusebi Guell determinò l’interruzione dei lavori. La cripta è stata altresì saccheggiata e incendiata dai repubblicani comunisti nel corso della guerra civile.

  • La Sagrada Familiasagrada-familia-facciata-nativita-shutterstock_133581344

Non sono in grado di fornire una adeguata spiegazione di quelli che sono i simboli  e le metafore che si nascondono dietro   ogni centimetro cubico di questa meraviglia.  Per cui mi limiterò a dire che Gaudì ci si dedicò fin da quando aveva 31 anni, che  il cantiere è stato inaugurato nel 1882 e che l’opera deve ancora essere conclusa.

 

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