Il narrabondo sente la necessità di parlare di nuovo di Palermo, di scrivere un itinerario di Palermo con le cose da vedere e qualche consiglio da insider sempre ben accetto.
L’itinerario che vi propongo è pensato per 2 o 3 giorni ed è ideato per consentire al visitatore di vivere il cuore pulsante della città senza correre troppo.
Palermo, invero, è una città che ti travolge: un mix incredibile di sfarzo arabo-normanno, decadenza affascinante e street food che crea dipendenza. Io, essendo un amante della Sicilia, ho già scritto delle escursioni da organizzare a Palermo nel miopost intitolato Palermo e dintorni che vi invito a leggere/rileggere perché presenta un grado di approfondimento molto maggiore rispetto al presente articolo. Vediamo, in ogni caso, a noi e procediamo in ordine: in questo post potrete trovare un breve ed esaustivo itinerario su Palermo, le dritte con i dintorni e i paesini più suggestivi, un focus sullo street food (immancabile) e un passaggio sul monte Pellegrino e il Santuario di Santa ROSALIA.
Procediamo:
Giorno 1: Il Percorso Arabo-Normanno e i Mercati
Questo è il giorno dei grandi classici, dove la storia si respira in ogni angolo.
- Mattina: Inizia dal Palazzo dei Normanni e la sua incredibile Cappella Palatina (i mosaici d’oro ti lasceranno senza fiato). Prosegui verso la Cattedrale, un gigante di pietra che racchiude stili diversi. Se hai fiato, sali sui tetti per una vista pazzesca.
- Pranzo: Tappa obbligatoria al mercato di Ballarò. È un’esperienza sensoriale (e rumorosa). Cerca le “panelle” e le “crocchè” o sfida la sorte con un “panino ca’ meusa” (milza).
- Pomeriggio: Scendi lungo i Quattro Canti (il centro esatto della città) e ammira la Fontana Pretoria, soprannominata “della Vergogna”. Chiudi la serata passeggiando verso il Teatro Massimo, il tempio della lirica.
Giorno 2: Barocco, Kalsa e il Mare
Oggi ci spostiamo verso il quartiere più “bohémien” e il lungomare.
- Mattina: Visita la Chiesa del Gesù (Casa Professa), l’apoteosi del barocco siciliano. Poi dirigiti verso il quartiere della Kalsa. Qui trovi lo Spasimo, una chiesa senza tetto suggestiva e romantica.
- Pranzo: Fai un salto alla Vucciria. Di giorno è un mercato storico, di sera diventa il cuore della movida. Fermati da “Rocky” per un polpo bollito freschissimo.
- Pomeriggio: Passeggiata al Foro Italico (il lungomare) per goderti la brezza. Se hai voglia di cultura, Palazzo Abatellis ospita l’Annunciata di Antonello da Messina.
- Sera: Aperitivo in Piazza Sant’Anna o tra i vicoli di Via Chiavettieri.
Giorno 3: Relax a Mondello o Monreale
Se hai un terzo giorno, hai due opzioni fantastiche a pochi chilometri dal centro:
| Destinazione | Perché andarci | Come arrivare |
| Monreale | Per vedere il Duomo (patrimonio UNESCO) con i mosaici più grandi d’Italia. | Bus 389 o taxi. |
| Mondello | Per la spiaggia caraibica, le ville Liberty e un gelato vista mare. | Bus 806 (stagionale) o 544. |
Esporta in Fogli
Consigli da “insider”
- Orari: Molte chiese chiudono tra le 13:00 e le 16:00. Pianifica i musei al mattino.
- Street Food: Non limitarti ai ristoranti. Il meglio di Palermo si mangia in piedi, tra un fritto e l’altro.
- Il Pass: Se visiti molte chiese del circuito UNESCO, valuta i biglietti cumulativi per risparmiare.
Ciò detto, siccome visitare Palermo fa venire fame, vediamo un po’ qual è il must da provare. Vi propongo la top 5 degli sfizi imperdibili:
1. Arancina (al femminile!)
A Palermo è femmina, rotonda e dorata. Non chiamarla mai “arancino” se non vuoi iniziare una disputa diplomatica.
- Versioni classiche: “Accarne” (con ragù e piselli) o “Aburro” (besciamella, prosciutto e mozzarella).
- Dove: I Cuochini (per versioni mignon storiche) o Ke Palle (per varianti gourmet).
2. Panelle e Crocchè
Il cibo da strada democratico per eccellenza. Si mangiano solitamente dentro un panino con il sesamo (la “mafalda”).
- Cosa sono: Le panelle sono frittelle di farina di ceci, le crocchè (o “cazzilli”) sono crocchette di patate e mentuccia.
- Il tocco in più: Qualche goccia di limone spremuta sopra direttamente dal venditore.
3. Sfincione
Dimentica la pizza sottile e croccante. Lo sfincione è alto, soffice e spugnoso.
- Condimento: Salsa di pomodoro, cipolla, acciughe, origano e pezzetti di caciocavallo.
- L’esperienza: Spesso lo trovi nei carretti ambulanti che gridano per attirare l’attenzione (“Scàvudu e bieddu!” – Caldo e bello).
4. Pane ca’ Meusa (Panino con la milza)
Qui entriamo nel territorio dei veri professionisti dello street food. È il re del mercato della Vucciria e di Ballarò.
- Com’è fatto: Milza e polmone di vitello soffritti nello strutto.
- Le opzioni: Puoi chiederlo “Schietto” (nubile, solo con limone) o “Maritatu” (sposato, con una cascata di ricotta o caciocavallo grattugiato).
5. Stigghiola
Se camminando la sera vedi una nuvola di fumo bianco e senti un profumo intenso di brace, sei vicino a uno stigghiolaro.
- Cosa sono: Budella di agnello (o vitello) avvolte intorno a un cipollotto e grigliate.
- Avviso: Non è per i deboli di cuore, ma è l’essenza della Palermo notturna.
E per chiudere? (Il bonus dolce)
Non puoi andare via senza un Cannolo o una Brioche col tuppo ripiena di gelato o granita. A Palermo la ricotta deve essere rigorosamente di pecora, molto dolce e setosa.
Consiglio da peer: Se sei in un mercato, cerca il banco dove c’è più confusione di gente del posto. È lì che troverai la frittura migliore e più fresca.
Le escursioni fuori porta, divise per “vibe”, così puoi scegliere in base a come ti svegli la mattina:
1. Monreale: L’Abbaglio d’Oro (Mezza giornata)
È l’estensione naturale di Palermo, a soli 8-10 km dal centro.
- Cosa vedere: Il Duomo di Monreale. È uno dei templi più spettacolari del mondo, con oltre metri quadrati di mosaici bizantini su fondo oro. Non dimenticare il Chiostro benedettino, un’oasi di colonne intarsiate e silenzio.
- Come arrivare: Bus 389 da Piazza Indipendenza o un taxi/NCC.
- Consiglio pro: Fermati a mangiare un biscotto tipico di Monreale (a forma di “S”) nelle panetterie vicino alla piazza.
2. Cefalù: Il Borgo sul Mare (Giornata intera)
Se hai tempo per una sola escursione, scegli questa. È un borgo medievale incastonato tra il mare e una rocca gigantesca.
- Cosa fare: Visita la Cattedrale (gemella di quella di Monreale), perditi nei vicoli che portano al Lavatoio Medievale e fatti un bagno nella spiaggia cittadina.
- La sfida: Sali sulla Rocca di Cefalù. La salita è ripida ma la vista sul golfo e sulle Eolie in lontananza è impagabile.
- Come arrivare: Treno regionale dalla Stazione Centrale (circa 50-60 minuti). È l’opzione più comoda e panoramica.
3. Riserva dello Zingaro e San Vito Lo Capo (Giornata intera)
Per gli amanti della natura selvaggia e del trekking leggero.
- Cosa fare: Cammina lungo i sentieri della riserva che collegano calette di ciottoli bianchi e acqua turchese. Dopo l’escursione, vai a San Vito Lo Capo per mangiare il celebre Cous Cous di pesce.
- Come arrivare: Necessaria l’auto (circa 1h 15m) o un tour organizzato.
- Nota: In estate fa molto caldo, portate molta acqua e scarpe chiuse (niente infradito per il sentiero!).
4. Segesta: Il Tempio nella Valle (Mezza giornata o giornata intera)
Per un tuffo nella storia antica, lontano dalla folla.
- Cosa vedere: Un tempio dorico del V secolo a.C. perfettamente conservato e un teatro greco scavato nella roccia con vista sulle colline trapanesi.
- Come arrivare: Auto (45 min) o bus della linea Autolinee Tarantola.
- Combo: Spesso si abbina alla visita di Erice, un borgo medievale sospeso tra le nuvole famoso per la pasticceria di Maria Grammatico (prova le “genovesi”).
5. Escursione in Barca a Mondello e Capo Gallo
Se non vuoi allontanarti troppo ma vuoi vedere Palermo da un’altra prospettiva.
- L’esperienza: Noleggia un gommone o unisciti a un tour organizzato dal porticciolo della Cala o di Mondello. Vedrai le grotte marine e la riserva di Capo Gallo, dove l’acqua diventa di un azzurro quasi finto.
IL CULTO DI SANTA ROSALIA E IL MONTE PELLEGRINO
E ora voglio farmi una proposta per una escursione che di solito non viene inserita tra le escursioni da parte di chi visita Palermo per pochi giorni. Mi riferisco al Santuario di Santa Rosalia. Il santuario è costruito dentro una grotta carsica dove nel 1624 furono ritrovate le ossa della “Santuzza”, la patrona di Palermo.
- L’atmosfera: È un luogo magico, con l’acqua che trasuda dalle pareti della grotta (ritenuta miracolosa) raccolta da complessi sistemi di canali metallici.
- Curiosità: Vedrai migliaia di “ex-voto” (oggetti lasciati per grazia ricevuta). È l’essenza della spiritualità siciliana.
🥾 L’Acchianata (La Salita)
Se vuoi fare l’esperienza “local” autentica, non ci sali in auto, ma a piedi attraverso la Scala Vecchia.
- Il percorso: È un sentiero acciottolato del ‘700 che sale a tornanti.
- Difficoltà: Media. Ci vogliono circa 45-60 minuti per arrivare al Santuario.
- Tradizione: Il 4 settembre migliaia di palermitani fanno la “salita” (molti anche scalzi) per devozione. Se ci vai in un giorno normale, è un ottimo trekking panoramico.
Il Belvedere (Vista mozzafiato)
Dopo aver visitato il Santuario, prosegui verso il punto panoramico vicino alla statua del Redentore.
- Cosa vedi: Praticamente tutta Palermo, lo stadio, il porto e il golfo di Mondello dall’alto. È IL punto per fare foto spettacolari.
Il Castello Utveggio
Salendo, noterai un enorme castello rosa pastello arroccato sul monte.
- Cos’è: Nato come hotel di lusso negli anni ’30, è diventato poi una sede di alta formazione. Purtroppo non è sempre visitabile all’interno, ma vederlo da vicino o illuminato di notte è un simbolo della città.
Info Pratiche
- Come arrivare:
- Bus: Prendi la linea 812 da Piazza Croci (centro). Controlla bene gli orari perché non sono frequentissimi.
- Auto/Moto: La strada (Via Bonanno) è bellissima, piena di tornanti immersi nel verde.
- A piedi: Dalla base di Via Pietro Bonanno (zona fiera/stadio).
- Abbigliamento: Se entri nel Santuario, ricorda che è un luogo di culto (spalle coperte). Anche se giù in città fa caldo, su al monte tira spesso vento ed è più fresco.