Itinerario in Sicilia orientale

Voglio regalarmi un tuffo nei ricordi. Voglio riaggiornare e scrivere del mio itinerario in Sicilia orientale, un itinerario di 7 giorni (ipotetici) da fare preferibilmente in estate.

Un tour di 7 giorni in Sicilia Orientale è il tempo perfetto per mescolare città d’arte, vulcani e borghi marinari. Il modo migliore per muoversi è senza dubbio l’auto, che ti permette di esplorare con libertà anche le zone meno servite dai mezzi.

Proviamo allora a immaginare un itinerario “bilanciato” tra cultura e natura con le escursioni più belle.

Il Cuore della Sicilia Orientale

Giorno 1: Catania, la città dell’Etna

  • Mattina: Inizia da Piazza del Duomo con la Fontana dell’Elefante (u Liotru) e immergiti nel caos folkloristico della Pescheria (il mercato del pesce).
  • Pomeriggio: Passeggiata in Via Etnea per ammirare il barocco e visita al Monastero dei Benedettini (uno dei più grandi d’Europa).
  • Cena: Prova la carne di cavallo in Via Plebiscito o un’arancina (rigorosamente al maschile qui!).

Giorno 2: L’Etna e i borghi della lava

  • Mattina: Escursione sull’Etna. Puoi salire fino ai Crateri Silvestri (facile) o fare un trekking guidato verso i crateri sommitali.
  • Pomeriggio: Scendi verso il mare e visita Aci Trezza per vedere i Faraglioni dei Ciclopi, citati da Omero e Verga.
  • Sera: Spostamento verso Taormina.

Giorno 3: Taormina e Castelmola

  • Mattina: Visita il Teatro Antico, con la sua vista iconica sull’Etna e sul mare.
  • Pomeriggio: Relax a Isola Bella (raggiungibile con la funivia) o passeggiata nei Giardini della Villa Comunale.
  • Sera: Sali a Castelmola, un borgo sopra Taormina, per un bicchiere di vino alla mandorla e una vista panoramica mozzafiato.

Giorno 4: Siracusa e l’Isola di Ortigia

  • Mattina: Visita il Parco Archeologico della Neapolis (Teatro Greco e Orecchio di Dionisio).
  • Pomeriggio/Sera: Trasferisciti a Ortigia, il centro storico. Perditi tra i vicoli, visita Piazza Duomo e goditi il tramonto alla Fonte Aretusa.

Giorno 5: Riserva di Vendicari e Marzamemi

  • Mattina: Trekking leggero o bagno nella Riserva di Vendicari (spiaggia di Calamosche o la Tonnara).
  • Pomeriggio: Visita a Marzamemi, un antico borgo di pescatori che sembra un set cinematografico. Piazza Regina Margherita è perfetta per un aperitivo.

Giorno 6: Il Barocco della Val di Noto (Noto e Modica)

  • Mattina: Noto, la “capitale del Barocco”. Cammina lungo il Corso Vittorio Emanuele e assaggia la granita da Caffè Sicilia.
  • Pomeriggio: Spostamento a Modica. Ammira il Duomo di San Giorgio e non dimenticare di fare una degustazione del tipico cioccolato modicano lavorato a freddo.

Giorno 7: Ragusa Ibla e rientro

  • Mattina: Esplora Ragusa Ibla. Scendi la scalinata che collega Ragusa Superiore a Ibla per goderti lo scorcio più famoso della città.
  • Pomeriggio: Se hai tempo prima del volo da Catania, fai una tappa a Caltagirone per vedere la famosa scalinata in ceramica, oppure torna verso la costa per un ultimo saluto al mare.

Catania, la città “Nera” e Barocca

Catania è stata ricostruita più volte dopo terremoti ed eruzioni. Il risultato è un Barocco Siciliano unico, realizzato in pietra lavica scura e calcare bianco, che le conferisce un aspetto elegante e un po’ misterioso.

 Piazza del Duomo e il “Liotru”

Il cuore pulsante della città. Al centro svetta la Fontana dell’Elefante, simbolo di Catania: un elefante di pietra lavica che, secondo la leggenda, protegge la città dalle eruzioni.

  • Da non perdere: Entra nella Cattedrale di Sant’Agata per rendere omaggio alla santa patrona e vedere la tomba del compositore Vincenzo Bellini.

La Pescheria (A Piscaria)

Proprio dietro Piazza del Duomo si trova uno dei mercati ittici più antichi e vivaci d’Italia.

  • L’atmosfera: È un teatro a cielo aperto. Sentirai le “vuci” (le grida) dei venditori che cercano di attirare l’attenzione.
  • Il consiglio: Vai al mattino presto (entro le 10:00). È il posto perfetto per un pranzo veloce a base di cartocci di pesce fritto (il “coppo”).

Via Crociferi: Il set cinematografico

Spesso definita la via più bella di Catania, è un concentrato incredibile di chiese e monasteri in pochissimi metri. È così perfetta che è stata usata come set da registi come Zeffirelli e Bolognini.

  • Curiosità: Passa sotto l’Arco di San Benedetto. La leggenda narra che fu costruito in una sola notte per sfidare un divieto comunale.

Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena

Oggi sede universitaria, è un gioiello del tardo barocco catanese. È un labirinto di chiostri, giardini pensili e sotterranei dove la lava del 1669 si è fermata contro le mura.

  • Esperienza top: Prenota una visita guidata serale (se disponibile) per un’atmosfera davvero suggestiva.

Via Etnea e Villa Bellini

La strada principale, lunga circa 3 km, punta dritta verso l’Etna. È il luogo del “passìo” (la passeggiata) e dello shopping.

  • Pausa relax: Fermati alla Villa Bellini, il giardino pubblico. È un’oasi di verde con alberi secolari e una fontana monumentale, ideale per sfuggire al calore estivo.

 La Movida e il “Street Food” di Via Plebiscito

Catania è la capitale dello street food. Per un’esperienza autentica (e verace), vai in Via Plebiscito.

  • Il piatto forte: La carne di cavallo. Troverai decine di trattorie con le braci accese sul marciapiede che preparano polpette e fettine arrostite al momento. Se sei meno temerario, punta su un’arancina alla carne (qui è a punta e si chiama al maschile!) o una crispella di riso.

L’escursione all’Etna – giorno 2

Dopo la splendida visita di Catania, il nostro itinerario in Sicilia orientale non può che proseguire con una escursione sull’Etna.

L’ascesa sull’Etna non è una semplice escursione, ma un viaggio verso un altro pianeta dove il nero della lava solidificata contrasta violentemente con l’azzurro del cielo ionico. Lasciando Catania alle spalle, la strada si inerpica tra vigneti di nerello mascalese e boschi di castagni, fino a raggiungere il Rifugio Sapienza, a circa duemila metri di quota. Qui il paesaggio si fa lunare, dominato dai Crateri Silvestri, enormi bocche spente che permettono di camminare letteralmente sull’orlo di un abisso di terra rossa e cenere. Il vento soffia quasi sempre con una forza che sa di libertà, portando con sé l’odore acre dello zolfo e il rumore dei sassi vulcanici che scricchiolano sotto gli scarponi. Per chi desidera toccare il cielo, la funivia e i mezzi fuoristrada conducono ancora più in alto, verso i crateri sommitali, dove il respiro della “Montagna” — come la chiamano con rispetto i locali — si fa visibile attraverso le fumarole perenni.

Dopo aver vissuto l’energia primordiale del fuoco, l’itinerario scivola dolcemente verso il mare, raggiungendo la magnifica Costa dei Ciclopi. Ad Aci Trezza il mito si fa roccia: i Faraglioni, enormi monoliti di basalto che emergono dalle acque cristalline, sembrano ancora i massi scagliati da Polifemo accecato contro la nave di Ulisse in fuga. È un luogo dove il tempo appare sospeso tra la letteratura di Verga e la vita quotidiana dei pescatori che riparano le reti nel porticciolo. Passeggiare sul lungomare mentre il sole inizia a calare regala riflessi dorati sulle scogliere laviche, creando un’atmosfera malinconica e vibrante al tempo stesso. La giornata si conclude idealmente con una sosta ad Aci Castello, dove un castello normanno costruito su un promontorio di roccia vulcanica a strapiombo sul mare sorveglia la costa come un antico guardiano, offrendo uno degli scorci più fotografati e suggestivi dell’intera Sicilia orientale.

Il terzo giorno di viaggio in Sicilia orientale lo dedichiamo a Taormina.

‘arrivo a Taormina segna il passaggio dal vigore selvaggio dell’Etna all’eleganza aristocratica di una città che da secoli incanta poeti e viaggiatori di tutto il mondo. Appollaiata su una terrazza naturale del Monte Tauro, questa “perla dello Ionio” accoglie chi la visita attraverso Porta Messina, l’ingresso a un salotto a cielo aperto fatto di vicoli stretti, balconi fioriti di bouganville e boutique d’alta moda. Camminando lungo il Corso Umberto I, l’aria profuma di zucchero a velo e zagare, portando inevitabilmente verso Piazza IX Aprile, un belvedere pavimentato a scacchi che sembra sospeso tra il blu profondo del mare e il profilo fumante del vulcano all’orizzonte.

Il vero cuore spirituale e storico della città è però il Teatro Antico, un capolavoro architettonico dove la pietra greca e romana si fonde con lo scenario naturale in un modo che toglie il fiato. Sedersi sulle gradinate millenarie mentre lo sguardo spazia dalla costa calabrese fino alla vetta dell’Etna fa capire perché questo luogo sia considerato uno dei teatri più belli del pianeta; non è solo un monumento, ma una cornice perfetta creata dall’uomo per esaltare la grandezza della natura. Qui il silenzio della storia viene interrotto solo dal sibilo del vento che attraversa le colonne corinzie ancora in piedi, testimoni mute di millenni di rappresentazioni.

Scendendo verso la costa, l’atmosfera si fa più intima e marina grazie a Isola Bella, un minuscolo isolotto collegato alla terraferma da una sottile striscia di sabbia che appare e scompare a seconda delle maree. È una riserva naturale incastonata in una baia dalle acque color smeraldo, dove la vegetazione esotica si mescola ai ciottoli bianchi della spiaggia. Per chiudere la giornata con una prospettiva ancora più alta, la salita verso il borgo di Castelmola offre il gran finale: da quassù, tra le rovine del castello e i vicoli minuscoli, si domina l’intera baia di Naxos. Sorseggiare un bicchiere di vino alla mandorla mentre le luci di Taormina iniziano ad accendersi sotto i propri piedi è l’unico modo possibile per salutare questo angolo di paradiso prima che scenda la notte.

ORTIGIA E SIRACUSA

l viaggio prosegue verso sud, dove la storia si fa ancora più stratificata e monumentale nel Parco Archeologico della Neapolis di Siracusa. Camminare tra queste rovine significa calpestare il suolo di quella che un tempo fu la metropoli più potente del Mediterraneo, superando persino Atene per splendore e influenza. Il Teatro Greco, scavato interamente nella roccia viva della collina Temenite, emana una forza primordiale che ammutolisce i visitatori; qui le tragedie classiche risuonano ancora tra le pietre grigie che guardano verso il mare. A pochi passi, le Latomie del Paradiso rivelano un mondo sotterraneo fatto di cave di pietra giganti e vegetazione lussureggiante, dominate dalla sagoma inquietante dell’Orecchio di Dionisio. Questa grotta artificiale, alta ventitré metri e dalla forma che ricorda un condotto uditivo umano, possiede un’acustica leggendaria che, secondo il mito, permetteva al tiranno di ascoltare i sussurri dei prigionieri rinchiusi nelle sue viscere.

Abbandonata la terraferma attraverso il Ponte Umbertino, ci si ritrova magicamente sospesi sull’Isola di Ortigia, il cuore antico e pulsante di Siracusa. Ortigia è un dedalo di vicoli bianchi e stretti dove l’odore del salmastro si mescola a quello del cucinato che esce dalle finestre socchiuse. Ogni angolo rivela una sorpresa: un cortile catalano con una scala barocca, un’edicola votiva o una facciata medievale che resiste al tempo. Il culmine della bellezza si raggiunge in Piazza Duomo, un’ellisse di pietra calcarea talmente luminosa da abbagliare sotto il sole siciliano. La Cattedrale è un miracolo architettonico unico al mondo, dove le massicce colonne di un antico tempio greco dedicato ad Atena sono state inglobate in una struttura cristiana dalla facciata barocca esuberante, creando un dialogo continuo tra epoche diverse.

Mentre il pomeriggio scivola verso la sera, la passeggiata naturale conduce alla Fonte Aretusa, uno specchio d’acqua dolce a pochi metri dal mare dove crescono rigogliose le piante di papiro, uniche in Europa insieme a quelle di Fiumefreddo. È il luogo del mito per eccellenza, dove la ninfa in fuga si trasformò in sorgente per sfuggire all’amore di Alfeo. Il rituale del tramonto qui è sacro: ci si appoggia alla ringhiera del Lungomare Alfeo per guardare il sole infuocato tuffarsi nel porto grande, mentre le pietre bianche dei palazzi si tingono di rosa e d’oro. La giornata termina idealmente tra i tavolini all’aperto di una delle tante osterie nascoste tra le rughe dell’isola, gustando un piatto di pasta con i ricci o una caponata di pesce spada, cullati dal suono costante del mare che abbraccia Ortigia da ogni lato.

LA RISERVA NATURALE DI VENDICARI

quinto giorno

ci allontaniamo dalle pietre dei monumenti per immergerci nel respiro selvaggio della Riserva Naturale di Vendicari, un luogo dove la Sicilia sembra tornare alle sue origini più pure. Camminare lungo i sentieri sterrati tra i pantani significa attraversare un ecosistema delicato, fatto di canneti, ginepri e mandorli che si protendono verso un mare turchese e limpidissimo. Qui il silenzio è interrotto solo dal richiamo degli uccelli migratori, come i fenicotteri rosa che spesso sostano nelle acque basse, creando macchie di colore surreali contro l’azzurro del cielo. La sagoma della settecentesca Tonnara di Vendicari, con i suoi pilastri che si stagliano come un tempio laico sulla riva, racconta una storia antica di fatica e di mare, mentre poco distante la Torre Sveva sorveglia la costa con la sua mole massiccia, offrendo uno scenario di una bellezza struggente e solitaria.

Dopo aver rigenerato lo spirito tra le dune e le acque trasparenti di spiagge come Calamosche, l’itinerario conduce a Marzamemi, un borgo che incanta al primo sguardo per la sua atmosfera quasi sospesa nel tempo. Questo antico centro legato alla pesca del tonno si sviluppa attorno alla Piazza Regina Margherita, un quadrilatero di case basse in pietra dorata che sembrano uscite da un racconto di pirati o da un film d’altri tempi. Le sedie colorate dei locali, le piante di gelsomino che rampicano sui muri e le vecchie porte azzurre scrostate dal sale creano un contrasto cromatico vibrante che brilla sotto il sole pomeridiano. Non è solo un luogo da vedere, ma un luogo da assaporare lentamente, lasciandosi cullare dal ritmo lento della vita che scorre tra le logge della vecchia tonnara.

Col calare della sera, Marzamemi si trasforma in un salotto magico illuminato da file di lampadine che rendono la piazza un palcoscenico a cielo aperto. È il momento ideale per sedersi a un tavolino e lasciarsi viziare dalle specialità locali legate all’oro rosso del mare: la bottarga di tonno, il pomodoro ciliegino essiccato al sole e i prodotti della vicina Pachino. Il profumo del mare si fonde con quello del vino bianco ghiacciato, mentre la brezza serale rinfresca l’aria e invita a restare, osservando i pescatori che ancora ormeggiano le barche nel piccolo porto della Balata. È un’esperienza che unisce la semplicità delle radici siciliane a un fascino bohémien irresistibile, lasciando addosso il sapore del sale e la voglia di non ripartire più.

Sesto giorno – VAL DI NOTO E MODICA

Il sesto giorno ci conduce nel cuore pulsante del Val di Noto, dove la ricostruzione seguita al terribile terremoto del 1693 ha dato vita a un paesaggio urbano che sembra scolpito nel miele. Noto accoglie i viaggiatori attraverso la Porta Reale, aprendosi in un asse scenografico che non ha eguali al mondo per armonia e splendore. Camminare lungo il Corso Vittorio Emanuele è come attraversare una galleria d’arte a cielo aperto, dove i palazzi nobiliari e le chiese monumentali si susseguono in un crescendo di volute, putti e mascheroni di pietra calcarea. La facciata della Cattedrale di San Nicolò, con la sua imponente scalinata, domina la piazza principale con una grazia che sfida la forza di gravità, mentre di fronte il Palazzo Ducezio riflette la luce dorata del sole siciliano. Salire sui terrazzi del campanile della Chiesa di San Carlo permette di abbracciare con lo sguardo questo miracolo architettonico, dove ogni balcone di Palazzo Nicolaci racconta una storia diversa attraverso le sue mensole popolate da sirene, ippogrifi e figure grottesche.

Dopo l’eleganza orizzontale di Noto, il viaggio si sposta verso la verticalità drammatica di Modica, una città che si arrampica vertiginosamente sui fianchi di due profondi canyon. Qui il barocco si fa più aspro e teatrale, culminando nella maestosità del Duomo di San Giorgio, la cui facciata a torre sembra slanciarsi verso il cielo sopra una scenografica scalinata di duecentocinquanta scalini. Perdersi nel labirinto di vicoli e scalinate di Modica Alta significa scoprire angoli di una Sicilia autentica, dove il tempo è scandito dal rintocco delle campane e dal profumo intenso del cioccolato che invade le strade. Questa antica prelibatezza, lavorata a freddo secondo una tecnica portata dagli spagnoli e di derivazione azteca, conserva i granelli di zucchero integri, regalando una consistenza granulosa e un sapore primordiale che si sposa perfettamente con gli aromi della cannella, della vaniglia o del peperoncino locale.

Mentre le ombre si allungano e la città si illumina trasformandosi in un presepe vivente fatto di mille luci incastonate nella roccia, Modica rivela il suo lato più intimo e accogliente. Sedersi in una delle storiche dolcerie del centro per una degustazione di cioccolato o per assaggiare gli “mpanatigghi”, i biscotti a mezzaluna ripieni di carne e cacao, è un rito imperdibile che chiude la giornata in un trionfo di sapori complessi. La bellezza di questo luogo risiede proprio nel contrasto tra la grandiosità delle sue architetture religiose e la semplicità delle sue tradizioni artigiane, un equilibrio perfetto che rende il barocco modicano un’esperienza che va ben oltre la semplice vista, toccando tutti i sensi in un abbraccio caldo e indimenticabile.

RAGUSA IBLA

L’ultima tappa del viaggio ci conduce verso Ragusa Ibla, un luogo che sembra scaturito dalla fantasia di un illustratore medievale o da un sogno barocco rimasto intrappolato tra le pieghe dei monti Iblei. Il modo migliore per approcciare questa città è scendere a piedi da Ragusa Superiore lungo la scalinata di Santa Maria delle Scale: qui, curva dopo curva, Ibla appare all’improvviso come un’isola di pietra dorata adagiata su una collina, un labirinto di tetti, cupole e campanili che si incastrano l’uno nell’altro in un equilibrio miracoloso. È una visione che toglie il respiro, specialmente quando la luce del mattino colpisce le facciate calcaree rendendole quasi incandescenti, o quando il crepuscolo le trasforma in un presepe scintillante di luci soffuse.

Scendendo nel cuore del borgo, ci si ritrova immersi in un’atmosfera di pace assoluta, dove il tempo scorre con un ritmo dettato dal battito lento della pietra. Il fulcro di questo universo è la Piazza del Duomo, dominata dalla maestosa facciata convessa del Duomo di San Giorgio, un capolavoro di Rosario Gagliardi che si staglia obliquamente rispetto alla piazza, creando un effetto prospettico dinamico e teatrale. Passeggiare lungo i vicoli che circondano la chiesa significa scoprire mascheroni grotteschi che sorreggono balconi bombati, portali scolpiti con minuzia certosina e piccole botteghe dove ancora si respira l’odore del legno lavorato e del formaggio Ragusano DOP lasciato a stagionare.

Il cammino prosegue dolcemente verso l’estremità della collina fino a raggiungere il Giardino Ibleo, un’oasi di frescura dove i viali alberati, le fontane e le piccole chiese medievali offrono un rifugio rigenerante dal calore siciliano. Affacciandosi dalla balconata del giardino, lo sguardo spazia sulla vallata circostante, un paesaggio fatto di muretti a secco e carrubi secolari che incorniciano la città come un quadro prezioso. È il luogo perfetto per riflettere sulla bellezza struggente di questa terra prima di riprendere la strada verso Catania. Prima di partire, un ultimo passaggio al Circolo di Conversazione o una sosta per un gelato al gusto di vino Nero d’Avola o tartufo ragusano suggella un viaggio che non è stato solo uno spostamento geografico, ma un’immersione totale nell’anima più nobile e autentica della Sicilia.

Per approfondire i dettagli logistici, scoprire eventi aggiornati (come le stagioni concertistiche del 2026) o scaricare mappe ufficiali, ecco i tre riferimenti istituzionali principali per le zone del tuo itinerario:

Se questo itinerario in Sicilia orientale con le migliori escursioni e i luoghi di visitare merita un approfondimento, rinvio a 3 siti istituzionali.

ECCOLI:

1. Visit Sicily (Regione Siciliana)

È il portale turistico ufficiale della Regione Siciliana. È lo strumento più completo per una visione d’insieme su tutta l’isola.

  • Cosa trovi: Itinerari tematici (arte, borghi, natura), calendari degli eventi regionali, guide sui parchi archeologici e sulle riserve naturali come Vendicari.
  • Sito: www.visitsicily.info

2. Catania Turismo (Comune di Catania)

Il sito ufficiale gestito dall’Assessorato al Turismo del Comune di Catania, perfetto per la tua prima tappa.

  • Cosa trovi: Mappe della città, orari dei musei (come il Castello Ursino), informazioni sulla metropolitana e dettagli specifici sulla Festa di Sant’Agata e sul barocco catanese.
  • Sito: turismo.comune.catania.it

3. Siracusa Turismo

Il portale di riferimento per la provincia di Siracusa, fondamentale per pianificare le giornate a Ortigia, Noto e Marzamemi.

  • Cosa trovi: Guide dettagliate sul Parco della Neapolis, orari delle navette per Ortigia, informazioni sulla ZTL (molto importante se hai l’auto) e suggerimenti sulle spiagge del sud-est.
  • Sito: www.siracusaturismo.net

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