Nel cuore del Vomero, cioè di un quartiere in cui cui tutto cambia continuamente ed apre praticamente un pub al giorno, vi è una delle trattorie più tradizionali di Napoli. La cucina di Elvira si trova, infatti, a due passi da piazza Vanvitelli, precisamente all’inizio di via Bernini, ed è un locale famoso soprattutto per l’ottimo rapporto qualità/prezzo e per le porzioni di certo non parsimoniose.

L’arredamento è semplice, quasi essenziale, con tavoli in legno e foto di Totò, Troisi ed Eduardo a far da compagnia ai commensali, eppure non si tratta del solito locale a “menù fisso” con scelta limitata.

I primi, circa una ventina, sono quelli più ricorrenti nella tradizione partenopea:  la pasta al ragù,  il minestre con i legumi, gli  ziti con il coniglio all’ischitana, pasta e zucca, pasta e fagioli o lenticchie, mezzani allo “scarpariello”, bucatini con il soffritto, bucatini con salsicce e pecorino o alla carbonara e, soprattutto, la teglia con pasta patate e provola ovvero con la genovese. Quest’ultima, a dir poco energetica, è il piatto forte di questa trattoria e  sinceramente è stata la più buona che abbia mai mangiato.

 

Nondimeno ho molto apprezzato la possibilità di comporre da me il piatto dei contorni rifornendomi direttamente al tavolo con le verdure a buffet ( friarielli, insalate, zucchine alla scapece, etc). Per quanto riguarda i secondi ho trovato molto buone le polpette al ragù, meno l’arista di maiale ( spacciata per roast beef ) e la salsiccia coi friarielli. Non ho gradito per nulla, invece, il vino della casa.

Ho apprezzato altresì il pane-pizza, anche se molto olioso.

Sui dolci, invece, non posso pronunciarmi.
Quella di Elvira è, infatti ,una cucina molto energetica in cui si fa ampio ricorso all’olio e a sughi sostanziosi.

E’ conseguentemente molto difficile arrivare anche al dolce.
In ogni caso per un primo, un secondo con ricco contorno e una caraffa di vino ho speso 15 euro.  Sicuramente ci tornerò.

VOTO: 7,5

 

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Pubblicato da narrabondo

A volte viaggio, altre volte mangio. Di solito respiro. Da quando ho percorso il cammino di Santiago per la prima volta, ho deciso che il mondo è più bello se visto a piedi. Se visito una città, raramente prendo un autobus o una metropolitana. La trovo una perdita di tempo che impedisce di godere appieno del viaggio. Sono nato a Napoli e, anche se ormai vivo lontano, continuo ad amarla profondamente. Conosco la Spagna come le mie tasche, ma continuo a trovare sempre una scusa per tornarci e viverla. Ciò nonostante ogni tanto però fingo di interessarmi a qualche altro paese e ne scrivo. Scrivo pure di roba da mangiare e ristoranti, ma è solo una scusa per giustificare la mia pancia.

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