Giletti e Raimondo Etro

  • La gilettata: lo scontro tra Giletti e Etro è una squallida pantomima 

Mi è capitato di guardare un estratto dalla trasmissione di Giletti in cui quest’ultimo caccia l’ex brigatista Raimondo Etro. La domanda che però viene da porre è perché Giletti abbia invitato Raimondo Etro.

Da un punto di vista deontologico è legittimo riconoscere un spazio ad un personaggio che si è macchiato di  delitti particolarmente sgradevoli e con il quale il sistema carcerario finalizzato alla rieducazione del carcerato ha evidentemente fallito?
Negli ultimi mesi infatti di Etro si è parlato oltremodo. Se n’è parlato innanzitutto perché era tra i percettori del reddito di cittadinanza ( sic) e in secondo luogo perché è solito rendersi autore di insulti grevi ed intollerabili nei confronti di esponenti politici del centrodestra.  Insomma, quale fosse il pedigree di Etro era noto.

  • Le gilettate e il cacciatore di luoghi comuni.

Per questo sfugge la ratio di un invito a quest’ultimo in una trasmissione televisiva perché riconoscere il diritto al contraddittorio ad un personaggio tanto controverso è di per sé sbagliato e non è giustificabile da una caccia disperata agli ascolti.

Nella specie Etro, per essere scenicamente cacciato dalla trasmissione, aveva dichiarato che è meglio avere le mani macchiate dal sangue che dall’acqua fresca (Sic).  Una dichiarazione francamente imbarazzante se si considera che Etro è  stato coinvolto nel sequestro Moro e non ha mai cooperato per chiarire quelle ombre che tuttora sussistono.

Ripeto allora: perché allora Giletti l’ha invitato? Su cosa voleva fare scandalo, visto che di ex terroristi che si sono pentiti e reinseriti ce ne sono tantissimi ( a cominciare da Francesca Mambro e Giusva Fioravanti) ?

A chi è capitato di seguirlo in passato il modo di fare “giornalismo” (?!?) di Giletti è noto ed è tutto basato sulla ricerca di un luogo comune qualsiasi da denunciare, un malfattore da mettere alla berlina e una finta indignazione d’accatto che può trovare apprezzamento solo lì dove si vuole un capro espiatorio a tutti i costi.

Per questo non faccio faticare a  sostenere che la querelle originata dal caso Etro  sia da ascrivere esclusivamente alla condotta deontologicamente ignobile di Massimo Giletti e ad un omesso controllo della rete che lo trasmette. Non si può francamente più accettare questo modo mediocre e cialtronesco di fare giornalismo, soprattutto quando si parla di temi seri che tuttora – a distanza di decenni – turbano la sensibilità del paese.

Prova ne sia il fatto che l’ospitata di Etro ha originato altresì fatti spiacevoli, visto che lo stesso –  non pago di aver sbroccato in tv,  – è tornato a casa e dal suo account facebook si è dilettato ad insultare il nipote di un maresciallo da lui assassinato che aveva commentato negativamente la sua performance televisiva.

Per cui, dipendesse da me, sarebbe ora di riaprire la cella per Etro e….mandare Giletti a casa.

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